Il 5 maggio 1938 Hitler e Mussolini sfilano attraverso la città di Napoli nella quale si sprecano stendardi raffiguranti croci uncinate e fasci littorii. Renato Caccioppoli decide di opporsi a modo suo all'oscena parata o, meglio, mette in atto una sua personale e dissenziente parata. Chiede al suo più brillante allievo e collaboratore Carlo Miranda di procurargli un gallo dal piumaggio colorato e smagliante. Quindi assicura il pennuto in un guinzaglio e passeggia con lui per la città. Perché? Perché il regime fascista aveva vietato agli uomini di portare a passeggio cani di piccola taglia. L'assurdo, ridicolo provvedimento si proponeva di salvaguardare in tal modo "la virilità" del maschio, in quanto i cagnolini erano ritenuti una compagnia adatta soltanto alle signore.
Si legge, tra l'altro, sulla quarta di copertina del nostro libro: "Nel pieno trionfo del nazismo, dinanzi agli occhi dell'intero popolo e dell'Europa tutta che urlano alla guerra e dinanzi a un'Italia che, in quello stesso anno, ha votato le leggi razziali, un uomo si ribella, con ironia sul volto e nel gesto, e mette in ridicolo il razzismo, il conformismo, la sottomissione, la bestialità". E non basta. Arrivato al caffè Gambrinus, mentre la parata prosegue Caccioppoli canta La Marsigliese: "il canto si ode e alcune parole perfino si distinguono fino alla piazza Trento e Trieste, fino al San Carlo, grazie al silenzio stupefatto che cala a poco a poco sulla folla". Caccioppoli poco dopo questa sua performance viene arrestato.
Mimmo Grasso ha illustrato compiutamente tutta la valenza di questo gesto su Il Manifesto del 12 gennaio 2024: "mettere in mostra un volatile ricorda Diogene, il «barbone» che, alla definizione stoica di «uomo» come «bipede senza penne», portò nella Stoà un pollo spennato dicendo: «questo è un uomo»? Il gallo è altresì, notoriamente, simbolo di virilità (messaggio ironico verso la legge che vietava i cani di piccola taglia); il gallo, altresì, è l’emblema storico della Francia (La Marsigliese, la Rivoluzione, La Comune); appartiene, infine, alla schiera dei gallinacei sacri a Demetra, dimorante periodicamente nell’Ade ed è dall’Ade che escono Mussolini ed Hitler. Una lunga tradizione, infine, vede contigui il gallo e Pulcinella".
Caccioppoli (Napoli, 1904-1959) è considerato uno dei più grandi matematici italiani della prima metà del secolo scorso per una serie di contributi decisivi nell'ambito della teoria delle funzioni di variabile reale e nell'ambito dell'analisi funzionale. Nipote del fondatore del movimento anarchico Michail Bakunin, eccellente pianista, affabulatore e poliglotta, il Caccioppoli di Jean Noël Schifano non è solo un genio (’O Genio, lo chiamava il popolo) ma un uomo di grande coraggio e di grandi ideali, elementi presenti in tutta la sua vita, anche in un gesto apparentemente bizzarro come quello di andarsene a spasso con un gallo al guinzaglio.
(Il libro in Italia è edito da Colonnese)
![]() |
| J.N. Schifano, Le coq de Renato Caccioppoli, Gallimard 2018 |

Nessun commento:
Posta un commento