Il 2 ottobre 1905 nasce a Fabriano un bambino dal nome inedito e strano di Engles. I genitori, Maria e Giambattista, in verità, vorrebbero chiamarlo Engels, in omaggio a Friedrich Engels, filosofo e sociologo tedesco che, insieme a Marx, fondò il marxismo classico. Ma sia l'anagrafe comunale che il parroco si oppongono. I genitori, rassegnati, danno al pargolo i nomi di Lorenzo Alessandro Engles. Grazie a una semplice inversione di lettere dell'alfabeto l'omaggio rimane e il bambino sarà Engles per sempre: un nome eccezionale per una personalità eccezionale. Engles Profili, scolaro e poi studente modello, non dimentica gli insegnamenti politici e sociali ricevuti in famiglia, di tradizione socialista. Negli anni di ascesa del fascismo, al Liceo Classico Giacomo Leopardi di Macerata, Engles frequenta gruppi socialcomunisti e per questo subisce violenze e anche un arresto. Ma non cambia idea. Terminato il liceo si iscrive alla facoltà di medicina perché "vuole diventare un medico che sappia stare in mezzo alla popolazione più umile, per aiutarla a difendersi dallo spettro della tubercolosi".
Studia medicina, Engles, senza mai abbandonare l'impegno politico e inizia a collaborate a L'Unità, il quotidiano fondato da Antonio Gramsci. La militanza politica nel 1926 gli costa il confino, prima a Lagonegro, poi a Lipari. Solo l'istanza di suo padre al Ministero dell'Interno gli consente di lasciare la piccola isola e di proseguire gli studi alla Facoltà di Medicina di Messina fino alla laurea, nel 1929. Può così ritornare a Fabriano e cominciare a dedicarsi alla professione, con dedizione e successo. È sempre controllato dalla polizia politica, fino a quando fa "atto di sottomissione" al regime, come altri suoi compagni di fede, che avevano sposato questa tattica cercando di costruire dall'interno un'opposizione clandestina al fascismo. Poi arrivano le guerre a incendiare l'Europa, quella di Spagna e la seconda guerra mondiale. Engles nel 1941 viene inviato a Pola, nell'Istria. Dopo l'8 settembre 1943 riesce fortunosamente a rientrare a Fabriano e, a furor di popolo, diviene responsabile del partito comunista cittadino. Da allora il suo ambulatorio non è più solo un presidio medico, ma anche un luogo di riunioni e di incontro per l'organizzazione di un profondo lavoro politico. Questa attività non sfugge ai fascisti repubblichini, che scatenano contro Engles violenza e vendetta. È sottoposto a interrogatori e torture. Il suo silenzio salva i compagni, ma il suo corpo paga e viene trovato, martoriato distrutto e profanato da percosse e da numerosi proiettili, alla periferia di Fabriano il 23 aprile 1944, un anno e due giorni prima della Liberazione e della rinascita morale e civile dell'Italia.
Renato Ciavola racconta in questo coinvolgente graphic novel la vita esemplare del medico e partigiano Engles Profili trasmettendo a lettrici e lettori il medesimo coinvolgimento che la vicenda del suo concittadino suscitava in lui durante la stesura del libro e oltre. Contribuisce a questo effetto anche lo stile delle immagini coerenti e accurate, capaci di rendere l'atmosfera di anni lontani, ora con nuances color seppia, ora, quando il dramma incalza e il sangue è versato, con macchie di colore rosso vivo. Un'appendice approfondisce alcuni fatti storici e offre una panoramica del lavoro dell'artista con la pubblicazione di studi e sketch. Il libro si propone, per esplicita volontà dell'autore di "comunicare più facilmente con le giovani generazioni", ma la lettura può risultare interessante per tutti coloro che confidano, malgrado tutto, nella storia maestra di vita.

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