domenica 1 novembre 2026

Il tempo rubato, di Rosalyn D’Mello

Il titolo originale inglese di quest’opera è Milking time, cioè Tempo della mungitura. Un titolo forte, attutito in italiano ma non troppo, a rendere l’idea di un tempo che si snoda secondo una routine necessaria. Così è, per ogni donna che diventa madre, il tempo durante il primo anno di accudimento del bambino, un tempo frammentato che non basta mai, ma anche un tempo organizzato sempre secondo i ritmi e le esigenze del bebè, dal sonno all’allattamento allo svago. La scrittura diviene concitata e veloce, sintetica ed essenziale, perfino febbrile, pur non perdendo nulla della propria ricchezza ed efficacia. Oltre a quello della maternità, sono presenti nell’opera altri temi, in particolare l’esperienza della migrazione e lo spaesamento culturale, il razzismo quotidiano sempre pronto a insidiare la vita delle donne immigrate, il cibo inteso anche come patrimonio affettivo e identitario. Durante un’intervista rilasciata a Caterina Longo per il periodico online “Alto Adige Innovazione”, la scrittrice afferma: “Da quando ho iniziato a trovare modi per articolare la mia consapevolezza, ho sentito che la dimensione personale è sempre politica. [...] Anche i miei momenti di felicità e di disperazione sono governati dalle intersezioni tra patriarcato, supremazia bianca e capitalismo. Scrivere attraverso il prisma della mia vita personale mi permette di navigare nella mia dimensione autoriale".  

Rosalin D’Mello è cresciuta a Bombay, dove ha conseguito la laurea in letteratura inglese presso il St. Xavier’s College. Si è dedicata al giornalismo, alla critica d’arte e alla saggistica. Attualmente è docente alla Facoltà di Design e Arte alla Libera Università di Bolzano.

Rosalyn D’Mello, Il tempo rubato, Alphabeta Verlag 2026 

La recensione integrale si legge su Mangialibri al link: Il tempo rubato | Mangialibri dal 2005 mai una dieta