martedì 3 febbraio 2015

De l'amour, di Stendhal

"Se avessi la possibilità di stabilire delle consuetudini, impartirei alle fanciulle la medesima educazione che si dà ai ragazzi".
"Italia, il solo Paese in cui cresce in libertà la pianta che descrivo".
"L'amore alla Werter apre l'anima a tutte le arti, a tutte le impressioni dolci e romantiche, al chiaro di luna, alla bellezza dei boschi, a quella della pittura, in una parola al sentimento del godimento del bello, sotto qualsiasi forma esso si presenti".
"Don Giovanni invece di perdersi nei sogni incantati della "cristallizzazione" (idealizzazione) pensa come un generale al successo delle sue manovre e, per dirla con una parola, uccide l'amore invece di goderne più degli altri".



Scritto tra il 1819 e il 1820, per "curarsi" dall'amore infelice per Matilde Dembowski, il trattato stendhaliano sull'amore si divide in due parti. Nella prima vengono descritte le tappe della passione amorosa: l'incontro, il colpo di fumine, gli sguardi, i timori, i pudori... E' questo il momento in cui il sentimento prende l'aspetto della "cristallizzazione", che consiste nell'idealizzare ogni aspetto della persona amata: nel momento iniziale di una relazione tutto ciò che vediamo nell'essere amato ci appare perfetto.  
Questa prima parte dell'opera contiene anche un'aspra, famosissima e lapidaria critica del matrimonio borghese: "E molto più contrario al pudore andare a letto con un uomo che si è visto solo due volte, dopo tre parole in latino pronunciate in chiesa, che cedere proprio malgrado a un uomo che si ama da due anni".
Nella seconda parte Stendhal descrive e compara i costumi amorosi e sessuali di Paesi diversi.
La prima edizione del libro fu poco venduta e molto criticata. Alle critiche, nella presentazione alla seconda edizione (1833), l'autore risponde così: "E' necessaria al lettore, per seguire la disamina filosofica di un sentimento come l'amore, una cosa diversa dall'intelligenza; è assolutamente necessario che egli abbia conosciuto l'amore".
Descrizione "scientifica di una follia molto rara in Francia", De l'amour è il libro meno letto di Stendhal e tuttavia il lettore che vorrà inoltrarsi in questa "via lattea", nebulosa composta da piccoli e piccolissimi astri, potrà esplorare meglio quel sentimento che nasce, nel genere umano, "nel momento in cui nasce la civiltà".

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