I figli di Wanda è il primo dei sette racconti raccolti in questo libro, un racconto lungo, che somiglia a un romanzo breve. A esso ne fanno seguito altri sei: Il contagio del lupo il cui protagonista è l’asino Platone; Tacca di mira, storia di Alvino Tarasconi e di vendetta; Piazza Arieti, una piattaforma di pietra dura e ampia tra bosco e rupi; L’agguato, che narra di un altro pensionato, Giacinto Turbati, appassionato di caccia al cinghiale; La ghiandaia di Enzo che ricorda Enzo Siciliano, amico di Pardini e amico degli animali; Una barca di anatre, storia di una barca piena di anatre che vaga sul lago, inafferrabile e inavvicinabile come un fantasma, come il mistero. Si tratta di racconti “da anni sparsi su varie riviste e testate giornalistiche. E quindi introvabili. Li offro ora ai nuovi lettori dopo averli a mia volta riletti e rivisti con la stessa immutata passione con la quale li scrissi diversi anni fa”, come scrive Pardini. Questi testi offrono a chi legge panorami e atmosfere di una Toscana incontaminata e ancora selvaggia, caratterizzata da boschi, valli e dirupi, popolata da animali selvatici, che, liberi e guardinghi, dialogano tuttavia con gli esseri umani, anch’essi un po’ selvatici, che abitano quei luoghi solitari. Abitanti spesso schivi e rudi, ma provvisti del coraggio e delle virtù che regolano i giorni e le stagioni di chi vive a contatto con la natura. I racconti evidenziano infatti il fascino, ma anche la complessità del rapporto quotidiano tra esseri umani e natura, in particolare tra esseri umani e animali: il dialogo e la solidarietà, la diffidenza - con quell’annusarsi reciproco che può preludere sia all’attrazione che all’attacco -, la curiosità e la comunicazione che viaggiano tra gesti, sguardi e talvolta versi, suoni, mugugni.
Antonio Gnoli ha acutamente osservato in un articolo apparso su “la Repubblica”: “Gli animali per Pardini esprimono una sacralità spaventosa ed al contempo affascinante, l’ambientazione boschiva rimanda ai luoghi di vita dell’autore, sottolineando la sua profonda conoscenza delle tradizioni locali e del territorio fisico”.
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| Vincenzo Pardini, I figli di Wanda, Oligo 2026 |
La recensione si legge per intero su Mangialibri: I figli di Wanda e altri racconti | Mangialibri dal 2005 mai una dieta

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