mercoledì 22 settembre 2010

Il giorno che cambiò la mia vita, di Cesare Moisé Finzi


Cesare è un bambino del 1930, un po' gracile e qualche volta pauroso. Vive a Ferrara con i genitori e un fratello. La vita della famiglia è tranquilla ed agiata. Cesare frequenta la scuola, ma ama molto le vacanze, come quelle dell'estate 1938, in montagna, a Folgaria. Proprio lì, una mattina legge sul giornale che è andato ad acquistare per il babbo: INSEGNANTI E STUDENTI EBREI ESCLUSI DALLE SCUOLE GOVERNATIVE E PAREGGIATE. . E' il 3 settembre. Cesare capisce che quella frase riguarda anche lui, che la sua vita cambierà. Così racconta: "A dire il vero non sono mai stato uno scolaro brillante, né ho avuto mai un amore particolare per la scuola, ma veramente non mi sarà più permesso di andarci? Mi si velano gli occhi. Piango? No, forse no, ma quando raggiungo i miei a casa, mi precipito fra le braccia della mamma. I grandi mi si fanno intorno, sbigottiti, frastornati, offesi. Perfino increduli. Leggono e rileggono i titoli, poi tutti gli articoli. Così, papà, che nel maggio 1915 è scappato di casa per arruolarsi nell'esercito italiano e combattere per l'unità d'Italia, non sarebbe più un italiano di tale nome solo perché appartiene a una religione diversa? Cosa c'entra la religione con la cittadinanza?" (p. 27)


Il libro di Cesare Finzi è inserito in una collana per ragazzi dal mitico nome de "Gli anni in tasca" (editore Topipittori di Milano). Ma ne consiglio a tutti la lettura. Non potrà che aiutare a ricordare e molto anche ad adoperarsi affinché mai più un giorno di vacanza divenga per un bambino di otto anni il giorno buio "che cambia la vita".

2 commenti:

Anonimo ha detto...

L'ho letto anch'io e lo consiglio!
Un giorno che cambiò non solo la vita del piccolo Cesare, ma quella di tutti gli ebrei italiani che, come si percepisce bene dal libro, prima di allora non avevano ma i pensato di poter essere considerati diversi dai loro connazionali. Una ferita nella storia di questi italiani che, forse, non verrà mai riemarginata, perchè ora sanno di poter essere considerati stranieri, o peggio nemici, nel loro stesso paese.
Un insegnamento che dovrebbe esserci utile anche per il presente, dovrebbe...

Topipittori ha detto...

Ciao Eleonora,
abbiamo letto la tua recensione, ti ringraziamo per averci dato spazio nel tuo blog e per aver colto così bene l'essenza di questo libro, che parla di un episodio concreto della nostra storia ma che è anche una utile lezione per il presente. A presto!