martedì 24 gennaio 2023

L'uomo segreto. Vita e croci di Lugi Pirandello, di Federico Vittore Nardelli

Pirandello "nacque sull'orlo di una calamità". Nel 1867, infatti, un'epidemia di colera imperversava in Sicilia e in tutto il meridione. Chi ne aveva la possibilità mandava donne e bambini in campagna, affinché fossero meno esposti al contagio. Gli uomini restavano in città per affari e lavoro. Caterina Ricci Gramitto, moglie di Stefano Pirandello, che era incinta, si trasferì dunque fuori Girgenti nella casa campestre situata vicino a U vuscu du Causu, il bosco di querce e ulivi chamato bosco del Caos. Luigi nacque dunque nel Caos, un duplice Caos, quello determinato dall'epidemia e quello familiare, dovuto al fatto che suo padre, dopo aver contratto il colera a Girgenti ed esserne guarito, si recò alla casa di campagna in visita alla moglie. Ma questa, spaventata alla vista del marito estremamente dimagrito e dal colorito smunto e giallastro, anticipò le doglie del parto all'incirca di una ventina di giorni.

Federico Vittore Nardelli, ingegnere dedito alla letteratura, fu amico di Pirandello, che conobbe a Parigi. Nardelli venne infatti costretto a trasferirsi nella capitale francese dopo aver pubblicato nel 1931 L'Arcangelo. vita e miracoli di Gabriele D'Annunzio, opera tradotta in Inghilterra e in America, ma sfortunatamente sgradita a D'Annunzio, che esercitò pressioni su Mussolini affinché il libro fosse ritirato dal commercio. Nardelli dovette lasciare l'Italia e si trasferì per due anni a Parigi dove divenne amico di Pirandello: nacque così questa biografia, da lui stesso autorizzata.

Il volume si compone di trentatre capitoli, più un'aggiunta redatta dopo la morte dello scrittore, su richiesta dell'editore Mondadori, nella quale si dà conto della volontà di Pirandello di essere cremato e di non avere sepoltura. Questo perché "pervenuto alla cima della propria verità, seppe d'esistere tutto nel proprio pensiero, e nulla nella persona. Fu certo di tramandarsi con l'opera sua: e per non farle ombra in alcun modo, volle corporalmente sparire", commenta Nardelli.

Il libro esordisce con due ritratti delle famiglie d'origine dei genitori di Luigi, dedica pagine tenere e talvolta divertenti alla sua infanzia, ne descrive gli studi e gli esordi letterari. Molta parte del saggio è occupata da Antonietta, moglie di Luigi, e dalla devastante malattia mentale che la devastò per gran parte della vita. Dolore e dramma nella realtà, questa condizione fu trasfigurata nella narrazione letteraria e teatrale, osserva Nardelli, che dedica ampio spazio a citazioni dalle opere di Pirandello, l'"uomo senza segreti. Perché è stato un segreto egli stesso, tutta la vita".

Della biografia uscirono, negli anni, diverse edizioni. La più recente è del 1986, con la prefazione e la curatela di Marta Abba.

Pirandello e Nardelli


venerdì 20 gennaio 2023

Beatrice e le altre: a Dante, di Maria Lenti

Beatrice e le altre: a Dante è un'elegante plaquette, edita dall’Associazione "L’Arte in Arte" per la rivista Vivarte nel giugno 2022 e impreziosita da un'espressiva stampa dell'artista Susanna Galeotti.

Beatrice, Francesca, Pia, Piccarda, Cunizza sono le donne della Commedia alle quali Maria Lenti dà parole e forza affinché possano rivolgersi direttamente a Dante, sia per riconoscere il debito della fama immortale che i versi del poeta hanno donato loro, "Ci hai rese eterne. Il silenzio non ci avvolge: te ne siamo grate", sia per rivendicare il diritto di esprimersi in prima persona. Così afferma il Coro nel suo canto introduttivo, promettendoci visioni diverse da quelle con le quali storia, cultura, concezione del mondo dantesche hanno narrato le vicende di ciascuna di queste donne, indelebili nella memoria, grandi nella poesia.

Beatrice, Francesca, Pia, Piccarda, Cunizza qui narrano infatti di sé "con voce disincagliata da pregiudizi, slegata dai 'cieli ultimi', dai 'si dice', lucida nel nostro presente".

Beatrice, guida, maestra di verità e tramite verso la contemplazione di Dio nella terza cantica del poema, nei versi di Maria Lenti si rivolge al sommo poeta rivendicando "la chiarità della mia interezza: in reciproco scambio", per ritornare ad essere donna, viva e concreta, "errante" e perfino "errabonda".

Francesca confida "con Paolo ho imparato l'amore", quello "ch'a nullo amato amar perdona", per dirla con Dante, l'amore assoluto che si manifesta e vive sulla terra, nel nostro mondo, ma anche oltre.

E la tenera Pia, dolce e parca di parole, dall'incerta biografia, non esita ad esprimere il significato della sua tragedia. Non si limita, infatti, a chiedere di essere ricordata, ma addita le colpe del suo carnefice.

Piccarda Donati ci appare qui come donna che sceglie il convento - prigione ed esilio per molte fanciulle dei suoi tempi - in piena consapevolezza e libertà, ma questa libera scelta viene conculcata e punita dagli uomini della sua famiglia "a sfregio del coraggio di me donna sciolto/ da vincoli e proclami". Anche lei, insieme alla quinta protagonista della plaquette, Cunizza da Romano, può dire "Ho preso la vita nelle mie mani"!

Alle donne eterne di Dante Maria Lenti dona dunque, pensieri, parole e sensibilità contemporanei, consapevolezza e indipendenza di scelte, lucidità di intelletto. Come non esserne affascinati?



giovedì 19 gennaio 2023

Due albi bilingui in italiano e inglese per raccontare la Shoah ai più piccoli: Non dire il tuo nome/Don't say your name; Il ritorno di Sara/Sara's return

Giuseppe gioca sul balcone e ai giardini pubblici, è allegro, la sua vita scorre serena. Ma un brutto giorno delle leggi ingiuste lo costringono a fuggire insieme alla mamma, al papà e alla sorella Micol. Da quel momento, Giuseppe non potrà più rivelare a nessuno il suo nome. Nell'Italia delle leggi razziali del 1938 la storia di un bambino e della sua famiglia, uguale a 10, 100, 1000 altre storie di bambini innocenti, è narrata attraverso lo sguardo e con le parole del piccolo protagonista. Integrano il testo alcune domande, quelle che i piccoli lettori di oggi più spesso rivolgono quando sentono parlare del periodo buio e crudele della persecuzione contro gli ebrei, insieme alle risposte che si possono dare loro. Le illustrazioni dialogano compiutamente con le parole e la storia è raccontata sia in italiano che in inglese. Il libro è corredato da una scheda che contiene suggerimenti per svolgere attività e laboratori con i bambini.

- Nello spazio breve di un albo sono raccontate con semplicità e efficacia la storia e le conseguenze delle leggi razziali del 1938; “testimone narratore” è il piccolo Giuseppe che con la sorella Micol e i genitori è costretto a nascondersi e a celare il suo nome per sfuggire alla deportazione. Albo “impegnato” ma delicato anche nelle illustrazioni. Ottima prova di Eleonora Bellini - (Pino Boero)

Nell’inverno dell’anno 2000, su un treno che scendeva da Cracovia verso Milano una vecchia signora ammirava il paesaggio innevato. Si chiama Sara e torna in Italia dopo tanti tanti anni. Sara è la cugina di Giuseppe e Micol, i bambini che non potevano dire il loro nome. Il ritorno di Sara, chiaro, delicato ed empatico nel testo e nelle immagini, è l’atteso seguito di Non dire il tuo nome, dedicato ai temi delle leggi razziali e della deportazione. Conclusa la storia di Sara, un breve ma significativo approfondimento riguarda i fatti storici che fanno da sfondo alle vicende narrate e risponde ad alcune domande sui personaggi del libro. Per le classi e gli insegnanti che, dopo aver acquistato l'albo, ne faranno richiesta è disponibile una scheda di approfondimento e di proposte operative da attuare con bambini e ragazzi.

"Inserisco l’albo bilingue Il ritorno di Sara in questa sezione perché mi pare che il racconto, giocato sulla memoria, meriti un’attenta lettura: Sara vecchia signora, già incontrata, bambina, in una precedente storia, torna a  noi sul filo della sua memoria: la deportazione, il campo di concentramento, la morte dei fratellini,  la fuga, la salvezza, la crescita e l’età adulta trascorsa in un altro paese… L’essenzialità e l’intensità che caratterizzano la scrittura di Eleonora Bellini trovano buon sviluppo nelle illustrazioni di Viola Virdis" (Pino Boero, pinoboero, Autore presso Pino Boero).

Eleonora Bellini/Maria Mariano, Non dire il tuo nome/ Don't say your name, Il Ciliegio 2021

Eleonora Bellini/Viola Virdis, Il ritorno di Sara/ Sara's return, Il Ciliegio 2023

 Il ritorno di Sara/ Sara's return è stato premiato con menzione di merito al Premio Letterario Scaramuzza, dove era giunto finalista in ottima compagnia: Sergio Badino, Ilaria Urbinati - Mi ricordo di te (Giunti), Matteo Bussola - Mezzamela (Salani), Isabella Christina Felline, Sonia Maria Luce Possentini - Tutto d'un fiato (Raffaello Editore), Matteo Grimaldi - Il violino di Filo (Giunti), Stefania Lanari, Anna Pini - Il lupo aveva un piano (Fulmino), Monica Lanzara - Bosco sacro (Amazon), Laura Rizzoglio - La masca (Nps editore), Francesca Redolfi - Dedalus (Le Mezzelane casa editrice), Eleonora Rossi - Il campo della giovinezza, Bruno Tognolini - Rime alfabete (Salani), Nadia Tortora, Giorgia Merlin - E' nata l'Italia. Costituzione di uno stato libero (Chiaredizioni).

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Non dire il tuo nome – Don’t say your name – Le letture di Adso

Recensione Non dire il tuo nome, Eleonora Bellini, Maria Mariano - ZeBuk - Il blog per gli appassionati di lettura

Il ritorno di Sara-Sara’s return – Le letture di Adso

Recensione Il ritorno di Sara. Sara's return, Eleonora Bellini, Viola Virdis - ZeBuk - Il blog per gli appassionati di lettura


Stampa diocesana novarese

Novara Oggi


Pagine Giovani 1/2023

sabato 14 gennaio 2023

I confini dell'odio, di Diego Zandel


Fiume, alcuni mesi dopo l’accordo di Dayton del 1995. Lo scrittore Bruno Lednaz accompagna la salma di suo padre che, gravemente malato, aveva espresso il desiderio di essere sepolto là dov’era nato, a Fiume, appunto, a quei tempi italiana. Bruno, giunto nella città, ora croata, scopre di dover attendere, forse a lungo, un posto al cimitero, prima di poter dare sepoltura al genitore. Accetta allora di accompagnare Srećko, marito di una sua cugina, a Gospić, capoluogo della regione della Lika, sempre in Croazia ma in parte ancora sotto il controllo dei Serbi. E qui la guerra non è ancora finita...

La recensione per intero si può leggere su Mangialibri, qui I confini dell’odio | Mangialibri dal 2005 mai una dieta 

lunedì 9 gennaio 2023

Scaffale locale 5: L'italianissimo frutto, di Angelo Vecchi

Borgomanero è una cittadina del Medio Novarese conosciuta, oltre che per l'eccellenza di ottima maglieria, per la sua festa dell'uva settembrina, richiamo per i borgomaneresi che le cuciono addosso un'enfasi da festa patronale - una festa patronale sui generis benedetta da ampie libagioni di vino con accompagnamento di carne d'asino tritata e nel vino cotta, anziché da acqua santa - e attrattiva anche per i residenti nei paesi, paesotti e borghi del circondario. Angelo Vecchi, storico che in Borgomanero ha salde radici - solide e ben costruite basi per guardare attorno e lontano, sopra e oltre colline e campanili - nel suo più recente libro, L'italianissimo frutto offre ai lettori una panoramica completa e approfondita delle origini della festa dell'uva nella cittadina piemontese e nel contesto italiano. I ventisei densi capitoli del libro ricostruiscono la storia delle feste dell'uva novaresi, nate a seguito e nel contesto della festa Nazionale dell'Uva voluta da Mussolini con "il dichiarato scopo di contribuire alla soluzione della crisi che colpiva la viticoltura italiana". Le vicende delle feste dell'uva di Borgomanero negli anni dal 1930 al 1936 (in un quaderno a parte, Grappoli d'oro, gli anni migliori, sono raccontate le edizioni del 1937 e 1938) sono descritte nei diversi e compositi aspetti che assunsero, dalle spinte di ordine economico a quelle di tipo politico, ideologico e di propaganda di regime. Lo chiarisce in sintesi il breve capitolo "Borgo folk e Borgo fake" in cui l'autore afferma che "A Borgomanero, la festa fascista dell'uva diventò, dopo un lento e faticoso rodaggio, un enorme tino in cui ribollivano uve e vini, propaganda e politica, affari e ambizioni personali, carnevale e vendemmia, asini adue gambe e quadrupedi, tapulone e maschere, dialetto e poesia e qualche vago residuo della commedia dell'arte". Il saggio svela dunque i molteplici e complessi aspetti di una festa nata per volontà di un dittatore, agghindata con un immaginario e piuttosto posticcio folklore locale gratificante per i cultori del campanilismo paesano e addirittura per le competizioni di quartiere. Ma sempre festa fu ed è.

Angelo Vecchi, L'italianissimo fruttoIl Babi Editore 222

domenica 18 dicembre 2022

Il diario di Elsa e altri racconti del Novecento, di Eleonora Bellini

Questo libro attraversa tutto il Novecento, secolo complesso, crogiuolo di cambiamenti e di speranze profondi, ma anche di fallimenti e cadute. Le atmosfere narrative dei diversi racconti, uno per ogni decennio del "secolo breve", sono molteplici: diario e cronaca, reale e surreale si incontrano e si armonizzano in una voce narrativa vigile ed efficace, a volte realistica, altre fantasy e persino grottesca. Le storie narrate ci riconducono a semplici atmosfere di vita, ma anche a riflessioni di ampio respiro, quelle che ogni odissea, perfino la più umile, la più schietta ed essenziale, è capace di suggerire: riflessioni su un mondo che non c'è più e che, tuttavia, vive ancora una sua indimenticabile e preziosa, quasi cristallizzata, infanzia e giovinezza. Un mondo fatto di dimensioni dell'anima e della memoria in cui scopriamo, insieme a Elsa, la protagonista del primo racconto, che "la gioia pesa di più, quando si affaccia nei giorni del dolore".

Un racconto per ogni decennio accompagnerà i lettori attraverso la geografia e la storia d'Italia, a partire da Corno di Rosazzo al tempo della Prima Guerra Mondiale fino alla Reggio Calabria in cui l'annuncio del ponte sullo stretto turba gli dei del mare. 

"... una leggerezza, una delicatezza, una grazia di scrittura che desta risonanze di indicibile stupore. Sono pagine emozionanti" (Eugenio Borgna)

" Il “Diario di Elsa” è frutto di una narratrice graziosa e delicata non meno della poetessa" (Carlo Carena). 

"Racconti che si snodano nel Novecento, tempo di profondi dolori per le vittime di due grandi, terribili guerre, ma anche tempo di successive delusioni, di cambiamenti perfino incredibili per lo stravolgimento di tessuti sociali e culturali. Così dal realismo nei primi racconti si giunge ad un qualche surrealismo degli ultimi in cui tutto sembra procedere per fili non individuabili" (Maria Lenti, Il diario di Elsa (e altri racconti del Novecento) (literary.it).

Eleonora Bellini, Il diario di Elsa e altri racconti del Novecento, Edizioni Progetto Cultura 2022

mercoledì 14 dicembre 2022

Cari agli dei, di Goffredo Fofi

Questo coinvolgente saggio - costituito da una serie di biografie che, tutte insieme, formano anche un’autobiografia dell’autore - racconta le storie di persone indimenticabili per Fofi e significative per tutti noi e per la storia dell’Italia contemporanea, dal secondo dopoguerra a oggi. Ma racconta anche di gruppi, Lotta Continua in particolare, di riviste come “Quaderni piacentini”, “Ombre rosse”, “Quaderni Rossi”. Racconta di libri ed editori, di luoghi diversi vissuti a fondo (la Sicilia, Torino, Parigi, Milano, Napoli, Roma). Cari agli dei è dedicato alla memoria di Aldo Capitini e al suo saggio La compresenza dei morti e dei viventi, di cui Fofi abbraccia la tesi: “I morti sono presenti, sono tra noi, e dovremmo tenerne ben conto noi vivi, angosciati dal dover muoverci dentro un presente preoccupante e avvilente”. 

Potete leggere la recensione per intero al link 

Cari agli dei | Mangialibri dal 2005 mai una dieta 

lunedì 5 dicembre 2022

Un mondo su rotaia, di Guido Magenta

"Tram e treni, ma anche funicolari, vagoni a cremagliera, metropolitane, ferrovie sospese popolano questo volume che si apre con le riproduzioni di dodici figurine Liebig, perfette per introdurre in modo suggestivo il mondo dei trasporti del primo Novecento, raffigurando la ferrovia sospesa di Wuppertal, la ferrovia dentata di Zermatt, la metropolitana di Parigi, la funicolare di Brunate, il tramway aereo di Berlino e altre ferrovie dell’epoca, testimoni dell’intenso progresso scientifico e tecnologico di quegli anni. L’evoluzione del trasporto ferroviario è illustrata da immagini e citazioni di pubblicazioni, periodici e volumi sia italiani che stranieri." 
Questo libro di grande formato, che conclude una trilogia dedicata ai treni e alle ferrovie italiane, ha molte qualità che ne consigliano la lettura. Le troverete leggendo la recensione integrale, su Mangialibri a questo link: Un mondo su rotaia | Mangialibri dal 2005 mai una dieta

Guido Magenta, Un mondo su rotaia, Gaspari Editore 2021
 

sabato 26 novembre 2022

Niente di nuovo sul fronte occidentale, di Erich Maria Remarque (Erich Paul Remark)

 «Compagno, io non ti volevo uccidere. Se tu saltassi un'altra volta qua dentro, non ti ucciderei, purché anche tu fossi ragionevole. Ma prima tu eri per me solo un'idea, una deduzione presente nel mio cervello, che portava a quella risoluzione. È questa deduzione che io ho pugnalato. Soltanto ora vedo che sei un essere umano come me. Prima ho pensato alle tue bombe a mano, alla tua baionetta, alle tue armi; ora vedo la tua donna, il tuo volto, e quanto ci accomuna. Perdonami, compagno! Noi vediamo queste cose sempre troppo tardi. Perché non ci hanno mai detto che voi siete poveri diavoli al par di noi, che le vostre mamme sono in angoscia per voi, come per noi le nostre, e che abbiamo lo stesso terrore davanti alla morte, e la stessa morte e lo stesso patire... Perdonami, compagno, come potevi tu essere mio nemico? Se gettiamo via queste armi e queste uniformi, potresti essere mio fratello, come Kat, come Albert. Prenditi venti anni della mia vita, compagno, e risorgi; prendine di più, perché io non so che cosa ne potrò mai fare».

I protagonisti di questo romanzo tanto grande e terribile, quanto scarno e misurato nello stile - perché smisurati e crudeli sono i fatti di cui narra - sono diciannovenni chiamati alla guerra, la dura guerra del fronte e delle trincee. Pochi di loro si salveranno e chi non avrà perso la vita avrà a lungo la sensazione di avere perso sé stesso, la propria interiorità, la capacità di "stare al mondo". Paul, studente arruolatosi con un gruppo di compagni si riconosce in loro, così come nei contadini e negli operai che la vita di trincea affratella, tra solidarietà e disincanto. Erich Maria Remarque, combattente nella prima guerra mondiale, portò in sé per tutta la vita il senso di devastazione e di smarrimento provocato dalla guerra. Il romanzo uscì nel 1929, un anno difficile per il mondo e l'Europa. La descrizione durissima e spietata della guerra e delle condizioni di vita dei giovani soldati lo fece bersaglio di una campagna d’odio che nel 1932 lo costrinse a lasciare la Germania.

Una guerra rappresenta tutte le guerre, la loro assurda crudeltà e irrazionalità, il loro incedere di morte, la carneficina ottusa e disumana provocata dalla serie incessante di assassinii camuffati da valore, onore, coraggio. Per questo Niente di nuovo sul fronte occidentale è ancora, tragicamente, romanzo dell'oggi.

Erich Maria Remarque, Niente di nuovo sul fronte occidentale, Mondadori 1931 (prima edizione italiana; traduzione di Stefano Jacini).

venerdì 25 novembre 2022

Arte e poesia nella Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne: Anna Prestigiacomo, Eleonora Bellini

LA TELA DI PENELOPE, opera di Anna Prestigiacomo (tela di spugna, foglio di acetato, carta velina, stampa digitale, asticella di legno, cm. 227X132, 2019) ben illustra il significato di questa giornata.

Commenta l'artista: “Oggi la tela di Penelope non si rigenera più nell'ombra dell'attesa silenziosa, relegata in una stanza regale lontana da occhi indiscreti, ma deve avere la forza di riconoscere tutti i suoi strappi e mostrare una sofferenza che può essere lenita solo col rispetto di sé e dalla condivisione. Soltanto così può trovare quella trama che ne è l'essenza”.

Luminosa e decisa come Penelope, limpida e coraggiosa come spesso le donne sanno essere, la Lucia di Lorenzo Lotto, può essere considerata anch'essa un'icona (e un esempio) per questo giorno. Così la giovane ci appare in una breve poesia di Eleonora Bellini:

La fanciulla Lucia, fiera

in abiti di fiamma,

sta al cospetto del giudice,

e non a capo chino.

Profetizza. Lorenzo Lotto

in lei raffigurò dipinta

la forza delle donne. 

(Da Stanze d'inverno e altre poesie, Book 2021)