Visualizzazione post con etichetta Eugenio Borgna. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Eugenio Borgna. Mostra tutti i post

domenica 10 marzo 2024

In ascolto del silenzio, di Eugenio Borgna

Nella nostra esistenza, in gran parte invasa da un continuo e spesso inutile chiacchiericcio mescolato a invadenti, assordanti e informi rumori di fondo, il silenzio può divenire per molti una dimensione sconosciuta, estranea, addirittura evitata. Nel suo più recente saggio Eugenio Borgna riflette sul silenzio, forte della sua esperienza di psichiatra, del suo amore per la letteratura e la poesia, della sua percezione dell'animo umano: "Alla scuola del silenzio le parole assumono il loro valore. Se non amiamo il silenzio è perché non sappiamo cosa dire, cosa domandare, cosa rispondere alla voce che chiama dalle misteriose lontananze della nostra anima [...] Nel silenzio si ascoltano voci segrete, voci dell'anima, che sgorgano dalla più profonda interiorità" afferma Borgna che cita, a questo proposito alcuni versi di Emily Dickinson: "Silenzio è tutto quanto temiamo./ C'è riscatto in una voce/ Ma silenzio è infinità".

Il silenzio, in questo saggio, viene esplorato e descritto attraverso le voci di poeti (oltre alla Dickinson, Leopardi, Rilke, Pascoli, Trakl, Pozzi), la riflessione di mistici e filosofi, l'esperienza clinica. Il silenzio, nella riflessione di Borgna, assume la varietà dei connotati, luci ombre colori, di un paesaggio quando si dispiega dinanzi agli occhi di un viaggiatore e diviene, a seconda delle contingenze, spazio di sosta e di meditazione, oppure di dolore e malinconia, o ancora di attesa e di apertura all'ascolto. 

Il silenzio nella musica dell'orchestra è fondamentale per la percezione delle note e del ritmo, il silenzio nella vita è fondamentale per conoscere, chiarire, approfondire sentimenti e pensieri. Il silenzio nella terapia e nel percorso educativo è una - fondamentale - forma di accoglienza, di ospitalità, di condivisione di spazi comuni. Quando le parole nascondono il disagio, il silenzio comunica, interroga, rivela e risponde.

Borgna conclude la sua magistrale riflessione affermando, tra l'altro, che "La cosa più importante è quella di guardare al silenzio come ad un'esperienza che non sia mai estranea alla vita, e alla cura in psichiatria. Al di là dei suoi molteplici aspetti, quello che unifica i diversi modi di essere del silenzio è la loro sorgente: quella della interiorità".


Eugenio Borgna, In ascolto del silenzio, Einaudi 2024

mercoledì 11 maggio 2022

Antigone e la sua follia, di Eugenio Borgna

 "Quante parole, e quante meditazioni, al fine di chiarire il senso del silenzio in pazienti depresse, nelle quali solo uno sguardo, un sorriso, o una lacrima, dicono qualcosa dei loro stati d'animo, della loro tristezza e della loro disperazione, delle loro speranze agonizzanti, che cercano di resistere al loro morire; e resistere, come diceva Rainer Maria Rilke, è tutto nella vita". Eugenio Borgna esordisce così nel primo capitolo di questa sua recente opera. L'illustre psichiatra ha incontrato per la prima volta Antigone al liceo e da quel momento non l'ha dimenticata, anzi; ne ha fatto oggetto di studio dal punto di vista psicologico e umano, alla luce delle emozioni che la figura di questa giovane donna da secoli suscita in chi legge o vede rappresentata sulla scena la sua vicenda. Di capitolo in capitolo, la vicenda di Antigone viene descritta e indagata attraverso diverse emozioni, stati d'animo, modi di essere e di agire: la follia, la solitudine dell'anima, "la vagante speranza" cantata dal coro, la gioia perduta ("quando un uomo perde ogni gioia io ritengo che costui non è vivo, ma un cadavere animato" osserva il messaggero), il suicidio, le leggi dello Stato e quelle del cuore, il senso del vivere e del morire.

Borgna legge e commenta da psichiatra un testo letterario, sede, come egli non cessa di ripetere, di una saggezza senza tempo. Anche in questa luce è molto interessante e consolante leggere verso il finale del saggio: "La poesia ha sempre aiutato la psichiatria a scendere negli abissi dell'interiorità non solo delle pazienti e dei pazienti, ma anche di queste straordinarie figure letterarie, facendone riemergere le linee d'ombra e dando loro un senso".

Al saggio fa seguito il testo della tragedia di Sofocle nella traduzione di Raffaele Cantarella, un elemento che giova al lettore, giovane o adulto che sia, offrendogli la possibilità di riferirsi immediatamente ai passi citati ed esaminati da Borgna con profondo acume.


Eugenio Borgna, Antigone e la sua follia, Il Mulino 2001