giovedì 7 maggio 2026

Echi di slittamenti (forse) irreversibili, di Anna Santoro

La ricca e variegata bibliografia poetica di Anna Santoro, scrittrice e saggista da sempre impegnata nel movimento femminile, unisce in "dissonante armonia" l'impegno civile all'innovazione linguistica e alla dimenzione psicologica. Così è anche per questo suo più recente libro, efficace e diretto, militante e profondo, originale e arguto. La raccolta è organizzata in cinque sezioni: Prima sono gli occhi, Mondo questa storia, Vita che scortichi, Non è pranzo di gala, Puntuale ti presenti. Ad esse fa seguito un'appendice che propone un'incursione, breve ma suggestiva, nei versi di dodici Landays e di cinque Haiku, forme poetiche estremamente brevi che concludono il libro proponendo a chi legge due diversi volti d'Oriente: la protesta e la denuncia sociale delle donne Pashtun – tema, quello della denuncia sociale, costantemente presente nella visione del mondo di Anna Santoro – e la connessione contemplativa con l'ambiente naturale. Versi esemplari dell'una e dell'altra forma sono: "Ti stringo forte piccino mio/ ma arriva l'onda e ti strappa dalle braccia" e "Fuggo torture guerre e morte/ e a questa barca affido il tuo futuro", per i Landays e "Ti giunge dolce/ il frinir di cicale/ in questo prato" con "Più di un sogno/ rapida e rapita/ la mia vita" per gli Haiku.

Emblematica di ciascuna parte della raccolta e con ciascuna dialogante è, a mio avviso, la sezione "Non è un pranzo di gala", ponte e connessione se fosse un'architettura, motivo e refrain se fosse una musica, sempre raffinato gioco di pensieri, visioni, realtà. Nonché frammento di una celebre citazione da Mao Tse-Tung. Leggiamo: "Non è pranzo di gala né pizzetta al/ forno/ né marciare insieme per / un nuovo mondo o/ disquisire/ tracciando divisioni// Non è urlare odio accumulato e/ prendere d'assalto la Bastiglia/ picchiando su teste dure e vuote/ [...] Forse è riavvolgersi e/ ricominciare/ tenerezza occhi asciutti/ [...] È occuparsi di quel bambino/ lì/ delle emozioni che nasconde nel-/ l'incertezza del sorriso/ della bambina che/ cammina a testa alta curiosando/ di/ quella vecchia che s'incanta nei/ ricordi [...]. E poi poniamo questi versi accanto a "Si alza e dice/ voglio cambiare il mondo// Conosco le parole e il concetto/ so da dove viene arditezza/ simile alla tracotanza/ ma diversa/ e mi fa tenerezza" nella sezione Mondo questa storia. Il passato nutre il presente, non sempre lo spiega, spesso lo illustra e lo ravviva come si fa con un colore sbiadito, con un fiore assetato.

E, ancora, una delle poesie di Vita che scortichi: "Fuori scena/ osservo/ sopracciglio/ alzato/ segno di meraviglia/ quest'ia prepotente/ insicura e canterina/ che vive e parla/ come fosse me// e mi confonde l'anima/ sposta gli anni/ i sapori/ gli odori e le percezioni". Le fanno da contraltare, nella sezione Puntuale ti presenti, questi versi: "Tempo lungo/ amore mio/ tempo affollato/ tutta la vita/ ogni giorno incalza rotola/ sussulta/ cadono ciliege da/ addentare a manciate/ succo sulle labbra/ [...] rane sulle/ pietre e sul selciato/ Non me ne voglio andare". Echi si rincorrono di scena in scena, si accendono e si spengono. Resta, anche in chi osserva fuori scena, la meraviglia.

Scrive Ivan Fedeli nella prefazione che la raccolta costituisce "il tentativo, riuscito, di ricreare una forma poetica magmatica e flessibile, adattabile a modelli gnoseologici sempre più complessi, che, complice il titolo del libro, slittano in modo quasi irreversibile nella illeggibilità della realtà contemporanea fino a depotenziarla, trasformarla". Lo slittamento passa dal mondo dei fenomeni naturali alla società umana, che soffre di disgregazione, tra ipocrisie e rinunce, tra crisi della dimensione collettiva e perdita di consapevolezza dell'interconnessione globale. L'eco che viene da lontano può risvegliare passioni civili antiche e può, forse, suggerirne di nuove.

Nata a Napoli, Anna Santoro vive attualmente a Roma. Ha ideato e curato due importanti e avveniristiche iniziative: il Catalogo delle scrittrici italiane e Dominae, Dizionario biobibliografico delle donne sul Sito dell'Associazione culturale Araba felice (1986-2003), novità assoluta per i tempi. Ha ideato e curato il "Piano provinciale per la promozione della lettura" come referente del Provveditorato di Napoli, creando una Rete di 500 scuole, dalle elementari alle superiori.

In poesia ha pubblicato: Sestessenze, Tam Tam 1985; In altro modo? (Altri Termini 1986); Tra gangli, bulbi e vene (Periferia 1987); Per corsi (Forum/Q.G. 1990); Album (L’Araba Felice 1992); La ballata delle sette streghe e altri versi (Colonnese 1998); Le amiche di Carla (Filema 1999); Pausa per rincorsa (Avagliano 2003); Certincantamenti (Marsilio 2005); La nave delle cicale operose. Una narrazione (Robin 2012); La quintastagione e antefatti - indizi - avvisaglie e no (Kairòs 2017); Cercando Bambina (ali&no 2018).

 Anna Santoro, Echi di slittamenti (forse) irreversibili, puntoacapo 2025