venerdì 8 luglio 2022

Quasi un taccuino, di Giovanni Pistoia

Quasi un taccuino, ma più di un taccuino è questo nuovo libro di Giovanni Pistoia, denso di riflessioni in prosa e in versi, di fulminei distici, tutti composti e annotati in tempi diversi e qui riuniti e ordinati. Il libro, infatti, si suddivide in quattro sezioni: Parole d'acqua, Parole di vento, Parole di fumo, Parole in volo; in tutte, le parole/la parola sono protagoniste, hanno peso, si librano con leggerezza, svaniscono rapide come fumo, scorrono armoniose come ruscelli, ritmano l'esistenza come le onde del mare. Sono importanti, le parole. 

La poesia "Il mare e la notte" ne è un esempio: La notte il mare non si vede: s'ascolta./ E non v'è parola, o verso, o canto/ che quel sentire può sfumare: voce/ senza eco. E le certezza diurne/ disperdersi nel buio della notte,/ mentre ci immergiamo in quel mare/ che non si vede; ne sorbiamo la quiete/ e la cantilena sorda della risacca./ Tuonano in quel frangente i giorni,/ bruciano consunti sulla riva. Il mare/ accoglie il vuoto che ci copre, e fa di noi un pensiero, un cerchio,/ che dischiude orizzonti mai lambiti.

Giovanni Pistoia, Quasi un taccuino. Per ascoltarmi scrivo, Youcanprint 2022


giovedì 7 luglio 2022

Un amore a Roma, di Ercole Patti

Marcello Cenni, figlio di una guardia nobile del Papa e promettente letterato trentacinquenne, sta rientrando a casa dopo aver trascorso la serata al caffè Esperia con gli amici, tutti intellettuali come lui. E' l'una di notte di una mite serata romana di novembre e il giovanotto cammina lentamente lungo via Germanico quando si imbatte in Anna, che è rimasta chiusa fuori dalla pensione in cui abita. Anna, dai capelli corti e arruffati e dal leggero accento veneto, piace subito a Marcello per i suoi modi semplici e per il suo parlare schietto. La ragazza è un'aspirante attrice, che si è cimentata fino a quel momento solo in piccole parti, ma spera in momenti migliori. Anna e Marcello cominciano a frequentarsi, divengono amanti e l'uomo apprezza sempre più il carattere semplice e spontaneo della ragazza, tanto più giovane di lui. Gli piace passeggiare con lei, accompagnarla al cinema, trattenersi nella sua piccola camera. Trascorre così un mese bello, quasi fatato. E Marcello pensa: "Ecco questa ragazza io la sto modellando come piace a me. Il suo carattere, la sua maniera di vedere le cose, sono così simili ai miei che i miei modi di dire passano a lei senza sforzo, con naturalezza. [...] Un'alleanza di questo genere è potentissima e nessuno potrebbe romperla. Siamo una stessa persona". Ma Anna frequenta veramente soltanto Marcello?

Un amore a Roma ha come protagonisti due amanti e una città. La vicenda di Anna e Marcello si svolge tra le strade della capitale, le sue piazze, le sue vie, i suoi palazzi, i suoi quartieri dai più signorili ai più modesti e ai più nuovi, quelli che stanno crescendo con stupefacente velocità in periferia. E poi, la Scalera, il famoso stabilimento cinematografico in cui Anna si reca quotidianamente. Dal romanzo è stato tratto il film omonimo, uscito nel 1960 per la regia di Dino Risi, con la sceneggiatura dello stesso Patti e di  Ennio Flaiano.


 Ercole Patti, Un amore a Roma, Bompiani 1960 (IV edizione).

giovedì 30 giugno 2022

Il pregiudizio. Natura, fonti e modalità di risoluzione, di Angelo Nobile

Il pregiudizio, com'è noto, è un atteggiamento mentale basato su opinioni precostituite e su stati d'animo irrazionali, anziché sull'esperienza e sulla conoscenza diretta di fatti o persone. Spesso il pregiudizio si basa su voci superficiali, opinioni infondate, superstizioni.

Questo libro, che si rivolge principalmente a educatori, insegnanti, genitori e ad altre figure adulte che hanno a che fare con la crescita dei bambini e dei ragazzi, "pur nel riconoscimento della problematicità di un'azione risolutiva nei confronti del pregiudizio, intende configurarsi [...] come atto di speranza e di fiducia nella potenza dell'educazione" afferma Angelo Nobile nell'introduzione. Il volume si compone di due parti: nella prima viene analizzata la natura del pregiudizio anche attraverso le sue manifestazioni storiche e culturali; nella seconda, che riveste finalità operative, si propongo strategie educative finalizzate alla prevenzione e alla de-costruzione del pregiudizio. L'autore esordisce analizzando la natura, la definizione e il limite concettuale, non ché l'origine, del pregiudizio, con particolare riguardo ai suoi effetti nell'età evolutiva e alla "vulnerabilità al pregiudizio": "... sono soprattutto le personalità fragili, frustrate, non realizzate, che hanno interiorizzato un'immagine negativa di sé [...] le più esposte al veleno del pregiudizio", spiega, e tuttavia non esistono categorie di persone o classi sociali completamente esenti da esso. Il pregiudizio, tra l'altro, determinando in chi ne è vittima un clima di tensione emotiva continua, è in grado di generare comportamenti aggressivi individuali o di gruppo.

Che fare, dunque, per contrastare il dilagare del pregiudizio razziale, ma anche di genere, nel nostro Paese? Gli elementi fondamentali di un'azione educativa sono sintetizzabili in alcuni imprescindibili strategie: - corretta informazione sull'oggetto del pregiudizio; - contatto e conoscenza diretta; - scambi multiculturali e interetnici; - interventi educativi e didattici mirati. Un ampio spazio è dedicato nel saggio alle strategie di prevenzione sulla base di numerose e utili esemplificazioni storiche, letterarie, cinematografiche. Svelare le radici storiche di paure e superstizioni immotivate aiuterà, infatti, a "smascherare" i pregiudizi di cui siamo spesso vittime. Un gustoso esempio per tutti è lo svelamento del motivo per cui pensiamo che i gatti neri portino sfortuna, motivo che risale addirittura ai tempi delle scorrerie dei Fenici nel Mediterraneo. Questi provetti navigatori, prima di sbarcare, si facevano precedere da orde di gatti affamati, con l'obiettivo di liberare i paesi abbandonati dai topi che li infestavano...

Nei capitoli finali ampio spazio è dedicato a un'ampia bibliografia e filmografia, adatta all'educazione interculturale nei diversi momenti dell'infanzia e dell'adolescenza.


Angelo Nobile, Il pregiudizio. Natura, fonti e modalità di risoluzione, Editrice La Scuola 2014

mercoledì 29 giugno 2022

Scaffale locale 4: Il Corollario agli Statuti di Castelletto Ticino

A tre anni dall'uscita dell'edizione anastatica degli Statuti di Castelletto Ticino, vede ora la luce il volume Corollario agli stessi, sempre a cura del Gruppo Storico Archeologico Castellettese. Il volume, che può vantare la medesima elegante veste tipografica del precedente, è ugualmente stampato da Zeisciu Edizioni di Magenta. Vi sono contenuti alcuni saggi originati dalle relazioni tenutesi in occasione della presentazione pubblica degli Statuti, nonché ulteriori studi, strumenti utili per ricercatori e studiosi. Il progetto, comunica il presidente del Gruppo Archeologico Squarzanti, "ha potuto contare sulla collaborazione dell'International Research Center for Local Histories and Cultural Diversities dell'Università dell'Insubria, che ne ha apprezzato l'importanza".

I contributi presenti nel volume sono i seguenti: Tra Lago Maggiore e Ticino nei secoli X-XIII. Prima degli Statuti di Castelletto Ticino di Giancarlo Andenna; Nella comunità e per la comunità: la rappresentazione dei Castellettesi attraverso lo statuto di Claudia Storti; "Castelletto il nobile". Elementi di continuità nella storia di Castelletto Sopra Ticino fra medioevo ed età moderna di Sergio Monferrini; Gli Statuti di Castelletto Ticino e il bosco "per salto" del Galliasco di Mauro Squarzanti; Carlo Antonio Molli, la sua biblioteca e il suo archivio fra conservazione e comunicazione di Eleonora Bellini; A 'guardia' del manoscritto. Nuove acquisizioni sugli Statuta et ordinamenta comunis et hominum loci de Castelleto del 1340 di Maria Luigina Mangini; La miniatura degli Statuta di Castelletto: novità e considerazioni di Andrea Spiriti; Intervento di restauro del codice di Sonia Introzzi.

Come i precedenti, anche questo volume, in tiratura limitata, è reperibile in biblioteche universitarie e di conservazione.


sabato 25 giugno 2022

Il picco dell'avvoltoio, di John Burdett

Sonchai Jitpleecheep, detective della polizia reale thailandese, appare allo sguardo occidentale come tipo davvero originale: è figlio di una tenutaria di bordello ed è sposato con una ex prostituta impegnata nella redazione della sua tesi in Sociologia. Ha un capo cinico ed ambizioso, il colonnello Vikorn, che aspira a divenire sindaco di Bangkok e, per questo, ha bisogno di acquisire notorietà, addirittura in ambito internazionale. Vikorn affida dunque a Sonchai l’indagine su un traffico di organi umani, tanto diffuso quanto difficile da chiarire e sventare, essendovi implicati personaggi estremamente danarosi e legati al potere politico ed economico, non solo thailandese… Il picco dell’avvoltoio che dà il titolo al romanzo è il luogo dal quale prende le mosse la vicenda: si tratta di “un’imponente dimora di piacere in cima ad un’altura dell’isola di Phuket affacciata sul mare delle Andamane”. Poetico edificio dotato di enormi camere da letto che offrono panorami da sogno sull’oceano, il villone è teatro di un triplice efferato omicidio. Alle vittime sono stati asportati gli organi, ma anche il volto ed i polpastrelli delle mani; la scena del crimine è stata perfettamente ripulita, sicuramente da super professionisti che hanno cercato di rendere assolutamente ardua l’identificazione dei cadaveri e quasi impossibile il lavoro della polizia. Al medico legale che gli chiede se abbia qualche idea circa i colpevoli del crimine Sonchai risponde: “Intende chi è stato? Solo in senso lato. Ronald Reagan, Milton Friedman, Margaret Thatcher, Adam Smith. Il capitalismo è stato. Quegli organi, adesso, li sta indossando qualcun altro”. 

Potete leggere l'intera recensione cliccando qui: Il picco dell’avvoltoio | Mangialibri dal 2005 mai una dieta  

J. Burdett, Il Picco dell'Avvoltoio, Bollati Boringhieri 2013, traduzione di Carlo Prosperi

venerdì 3 giugno 2022

La bottega del tempo, di Maria Mariano

Marta ama le storie e soprattutto ama sentirle leggere ad alta voce dalla mamma o dal papà: le storie l'aiutano ad immaginare mondi fantastici, a viaggiare con la fantasia, addirittura a dormire meglio. Ma i suoi genitori hanno sempre troppo poco tempo da dedicarle. La bambina, tenace e fortunata, leggendo un vecchio libro della biblioteca scopre l'esistenza della bottega del tempo, un luogo in cui si può ricevere in dono un vasetto di tempo da utilizzare al momento giusto, uno di quei momenti importanti che si vogliono far durare a lungo. In cambio, si deve lasciare al vecchio che gestisce la bottega un giocattolo. Marta comincia a frequentare costantemente quel luogo magico e ogni volta riceve un barattolo di tempo in cambio di un giocattolo. Però, quando i giocattoli, sia quelli di Marta che quelli del suo fratellino finiscono e il bimbetto scoppia in lacrime, la bambina scopre il segreto più profondo del tempo: il dono della tenerezza e dell'attenzione, il piacere di leggere non solo per sé stessi, ma anche per gli altri. Rimane poi soltanto una cosa da scoprire: che cosa ne fa il vecchio custode del tempo di tutti quei giocattoli? L'albo, delicato e simpatico, a chi leggerà la storia fino in fondo svelerà questo mistero. Scritto e illustrato da Maria Mariano, La bottega del tempo vinse l'edizione 2018 del Concorso internazionale Città di Schwanenstadt.

venerdì 27 maggio 2022

Scaffale locale 3A: Quaderni borgomaneresi 2005-2007

Titanica - per il luogo e il tempo - impresa realizzata e condotta da una redazione di volontari composta inizialmente da Mauro Agazzone, Eleonora Bellini, Mario Ceratti, Marcello Giordani, Salvatore Ussia, Angelo Vecchi ai quali si aggiunsero nel tempo Anna Maria Pastore, Alessandra Salvini, Egidio Fusco. I quaderni, stampati cun cura e passione da Roberto Vecchi Editore, uscirono con cadenza annuale, grazie alla collaborazione di molti e al sostegno dell'Amministrazione Comunale (sindaco Pierluigi Pastore, assessore alla cultura Gianni Barcellini). Furono stampati e diffusi 9 numeri di cui uno, il quinto, doppio e un altro, il settimo, corredato da un'appendice. Nel 2018 la redazione elaborò un progetto che prevedeva l'uscita di un ulteriore quaderno, Borgomanero in rosa, dedicato alle donne del presente e del passato. Il progetto è pronto e si attende solo l'indispensabile sostegno economico.

Qui di seguito, andando a ritroso, titoli e descrizioni di ciascun numero.

2007 Borgomanero 1946-1948

Il quaderno di 142 pagine, prende spunto dal sessantesimo anniversario del voto alle donne per proporre alcuni temi e ricordi di vita pubblica e privata immediatamente dopo la fine della seconda guerra mondiale. Anni brevi di grande impegno e di grandi speranze, di fiducia nella pace, di desiderio, se non di benessere, almeno di sicurezza economica. Il quaderno è suddiviso in quattro parti: 1. Speranze di anni difficili; 2. Le donne al voto e non solo; 3. I luoghi della memoria; Scritti riproposti. Nella prima si legge la trascrizione di un discorso pronunciato a Milano il 23 maggio 1946 da Achille Marazza, ricordi e bozzetti di vita di Piero Velati, Anna Lamperti, Claudio Barbaglia, Osvaldo Savoini e un saggio di Angelo Vecchi, "Laggiù, gli ultimi". La seconda parte propone due articoli di Anna Pastore sulla condizione delle donne nella prima metà del secolo e al momento del voto, insieme a un testo sul voto alle donne a Borgomanero di Carla Zanetta. Segue un capitolo dedicato ai luoghi della memoria, quelli a testimonianza della lotta partigiana e degli eccidi compiuti nei paesi attorno a Borgomanero e nella città stessa; gli autori sono Alessandro Maiocchi, Guido Gallina, Claudio Gioria, Fabio Valeggia. La quarta sezione, infine, ripropone scritti già apparsi in altre sedi e di difficile reperimento, Gli autori sono Giovanni Cavigioli, Bartolo Fornara, Paolo Bignoli. Come per gli altri numeri, numerose immagini corredano i testi.

2005 Borgomanero verde

Borgomanero Verde”, libro di 222 pagine, con numerose fotografie in bianco e nero e a colori è dedicato ai temi della natura e dell’ambiente, che affronta fin “dalle radici”. Si apre infatti con tre contributi riguardanti gli aspetti geologici del territorio, dei quali sono autori A. Vecchi, E. Lavé, M. Bertani.Segue una lunga sezione, di oltre sessanta pagine anche storiche, sull’inquinamento di luoghi vicini (la città e l’Agogna, il lago d’Orta, i “Tre laghi”) e lontani (Cernobyl): sono autori dei diversi saggi qui presenti G. Caione, A. Vecchi, e, in riproduzione anastatica, C. Amoretti, A. Pagani, R. Monti, E. Lomaglio.Poi gli itinerari, rilassanti oppure ardui, sempre ameni. Guidano il lettore nella scoperta di percorsi, corsi d’acqua, parchi naturali, parchi faunistici, sentieri, le penne di E. Fusco, M. Ceratti, A. M. Vicario, F. Valeggia, A. Salvini, A. M. Pastore. Ventidue pagine sono dedicate alle schede dei parchi e delle zone protette, dall’Alpe Veglia al Monte Fenera, dai Lagoni di Mercurago, al Parco del Ticino, al Monte Mesma, per citarne solo alcuni. Poi “Verde Verde”, sezione conclusiva che raccoglie testimonianze sul verde che c’era e forse non c’è più, interviste e personali ricordi, storie fantastiche e storia. Ecco i nomi degli autori di queste “ultime” sessantacinque pagine: A. Vecchi, M. Ceratti, F. Valeggia, C. Baroli, C. Zanetta, U. Caramella, A. Lamperti, U. Zanetta, M. Di Cerbo, F. Minazzoli, E. Bellini, W. A. Stuart. Il libro, che gode del contributo della Provincia di Novara e del Comune di Borgomanero, è presentato dall’assessore alla Cultura del Comune, Gianni Barcellini.

Scaffale locale 3B: Quaderni borgomaneresi 1998-2004

2004 Borgomanero nel mondo

Dedicato a tutti i borgomaneresi, di ogni tempo che si spostarono nell'uno o nell'altro Paese del mondo, il quaderno ha 200 pagine. Efficace l’immagine scelta dalla redazione per la copertina: il viaggiatore Giancarlo Beffani, originario di Briga Novarese, che da più di cinquant’anni viaggia per il mondo e che è ritratto accanto ad una statua raffigurante Budda, ora distrutta dai talebani. Altri articoli di C. Panizza, E. Bellini, A. Vecchi, C. Strigini, F. Valeggia, S. Vercelli, M. Metti e molti altri. Le sezioni del libro sono quattro: ViaggiVolontariatoAfricaEmigrazione. Nel medesimo anno uscì il quadernetto integrativo con notizie sui cervelli in fuga e sul progetto di amicizia con la Georgia avviato dalla scuola media.

2003 Borgomanero da bere

A qualche anno di distanza da “Borgomanero a tavola” la redazione ripropose una serie di articoli dedicati a vino, birra, acqua, latte e a tutto quello che si può bere.
Una parte riguarda anche agli aspetti sociali del “bere in compagnia”, con una rassegna delle osterie di una volta e dei bar di oggi, e di tutti quei momenti in cui il bere può divenire quasi un rito. Il quaderno di 152 pagine ospita contributi di A. Lamperti, L. Boidi, R. Boca, S. Gheller, F. Barbaglia, F. Minazzoli, C. Strigini, O. Savoini, M. Ceratti, F. Valeggia, M.J. Cerutti, A. Salvini, C. Caligari, A. Pastore, D. Buonavita, D. Godio, M. Di Cerbo, E. Lucarella, P. Velati, F. Cunsolo, E. Bellini.

2002 Borgomanero Sportiva 1 e 2

Intorno allo sport c’è sempre un forte coinvolgimento e non a caso il tema promosso nel 2002 ha avuto un grande successo, tanto da dover pubblicare due numeri successivi per raccogliere tutto il materiale giunto in redazione. Naturalmente una parte è dedicata alle figure storiche dello sport, legate sempre al territorio borgomanerese.
Trovano spazio anche le associazioni sportive attuali e i nuovi campioni che si stanno affermando per divenire i punti di riferimento futuri. Pagine 136+136.

2001 Borgomanero Sacra e Devota

La religiosità nei suoi molteplici aspetti: biografie di ecclesiastici locali illustri, istituzioni religiose legate al territorio, la devozione popolare espressa attraverso le sacre rappresentazioni e gli ex-voto. Senza tralasciare l’aspetto poetico ed artistico, infatti questo volume è corredato di un intermezzo a colori con le immagini di alcune edicole e piloni votivi affrescati che si trovano a Borgomanero. Di 208 pagine, il corposo volume si apre con la sezione Saggi che ospita scritti di M. Rancan, B. Beccaria, A. Vecchi. Segue Ecclesiastici e laici con contributi di A. Pastore, A. Vecchi, A. Marazza, D. Godio, G. Bacchetta, M. Di Cerbo. La terza sezione si intitola La devozione popolare e contiene testi sugli ex voto (A. Salvini), sulle sacre rappresentazioni (E. Bellini), fotografie di beghine (O. Savoini). Seguono Contributi e memorie (A. Lamperti, P. Velati, C. Barbaglia, P. Giacomini, G. Basso, G. Barcellini); Testimonianze d'arte (M. Zanetta, F. Valeggia, S. Ussia) e un'Appendice poetica con liriche di A. Cerruti, poeta del XVI secolo (E. Bellini), G. Rossignoli, G. Pennaglia.

2000 Borgomanero anni Sessanta

Ovvero gli anni Sessanta vissuti a Borgomanero e nei paesi del suo circondario.
Musica, sport, cinema, ma anche la storia della biblioteca che sta per nascere e della scuola dell’obbligo che sta cambiando. Una fotografia della società italiana e, nello specifico, borgomanerese, che getta le basi per il futuro. Il quaderno, di 136 pagine, ospita testi di: C. Barbaglia, D. Godio, A. Lamperti, F. Valeggia, M. Di Cerbo, A. Vecchi, S. Ussia (
Tutti sui banchi), E. Bellini (La biblioteca che non c'era), A. Pastore, A. Vecchi.

1999 Borgomanero magica

In questo caso gli argomenti approfonditi sono la magia e l’occulto, sempre legati al territorio borgomanerese. Si parte dalle leggende legate alle presenze inquietanti di streghe e maghi, passando attraverso la descrizione di metodi di cura bizzarri e curiosi, alle pietre magiche e rituali, fino all’interpretazione popolare di fenomeni come l’eclisse solare. Contributi di A. Lamperti. C. Vecchi, C. Manni, M. Rancan, C. Giordano, D. Godio, M. Giacometti, C. Barbaglia, E. Bellini, L. M. Sinistrari, F. Valeggia, W. A. Stuart, L. Contile, E. Lucarella, M. Ceratti. Pagine 128.

1998 Borgomanero a tavola

Il primo numero, uscito a settembre in occasione della festa dell'uva, è interamente dedicato alle tradizioni culinarie locali. Una prima parte è riservata agli aspetti storici e aneddotici di alcuni piatti tipici borgomaneresi, mentre di seguito trovano spazi versi di poesia dialettale, sempre ispirati ai piaceri della tavola. Infine non manca una sezione riguardante l’associazionismo popolare e soprattutto i momenti conviviali rituali, come la distribuzione del popolare del pane per le classi meno abbienti, i banchetti delle confraternite e altri momenti di gastronomia collettiva. Pagine 96, testi di G. Morreale, G. Bacchetta, A. Marazza, G. Colombo, G. Pennaglia, P. Pettinaroli, C. Vecchi, M. Bellone Landi, A. Vecchi, P. Monelli, M. Ceratti.

martedì 24 maggio 2022

Falò di carnevale, di Guglielmo Aprile

Questa silloge di Guglielmo Aprile si è classificata al primo posto al concorso Narrapoetando 2021. La giuria ha espresso giudizi di merito estremamente positivi, individuando, tra i temi fondamentali della raccolta "il civismo" (Riccardo Deiana), i rimandi filosofici (Colomba Di Pasquale), l'ironia (Andrea Biondi), la capacità di muoversi nel tempo (Ardea Montebelli). Falò di carnevale si compone di quattro parti che segnano, insieme, la percezione del individuale tempo e il concreto, personale cammino nel mondo: "Grande bluff"; "Cenere sulla fronte"; "L'albero della cuccagna"; "Scure del buio". 

Leggiamo "Guado", che bene coniuga senso di estraneità e trauma del reale: L'incrocio delle strade/ è una bocca di mantide,/ una ghigliottina in cui passa il vento.// Ci attende il guado; eppure a tempo perso/ ci intratteniamo storpiando i cognomi/ e ci facciamo gioco degli assenti.// Poi verrà per ognuno il turno di mostrare/ di cosa avrà riempito il proprio sacco,/ e rovesciandolo scoprirlo vuoto". 

Se nel corso degli eventi e della storia le persone comuni sono quasi sempre ridotte a fuscelli in balia del vento o della corrente, ben si comprende il disincanto e la disillusione che emergono in molti di questi versi. Un icastico esempio è nel finale  de "L'inventario dopo la piena": [...] L'universo// replica il gesto della betoniera/ e ha come asse/ un posto vuoto accanto a un uomo solo/.

Guglielmo Aprile, Falò di carnevale, Fara Editore 2021

venerdì 13 maggio 2022

Am Tagliamento - Geographie eines Flusses in Beispielen aus Literatur, Film und Ikonographie. Ippolito Nievo, Pier Paolo Pasolini, Alberto Fasulo, Chiesa di Santa Maria dei Battuti a Valeriano, di Michael Aichmayr

Al Tagliamento. Geografia di un fiume. Esempi da letteratura, cinema e iconografia è un breve, originale saggio che segue il corso del Tagliamento lungo i suoi 170 km, dal passo Mauria, dove nasce, al suo percorso in Carnia e Friuli fino al Mare AdriaticoFiume suggestivo, con estese aree ghiaiose, isolotti ricoperti di vegetazione, circondato da foreste, il Tagliamento è al centro di un grande ecosistema. Nel saggio non troviamo solo connotazioni geografiche, ma anche e soprattutto, come dichiarato dal titolo, annotazioni letterarie e cinematografiche.
Incontriamo qui Ippolito Nievo, che fu attratto in queste contrade, oltre che dalla presenza di amici e parenti, dalla bellezza dei luoghi e del paesaggio. La sua attenzione si rivolse specialmente ai paesaggi fluviali, il Varmo e il Tagliamento, al fascinoso scorrere delle acque in contrasto con il silenzio e l’immobilità della campagna.
Incontriamo Desiderio, uno dei protagonisti di Amado mio di Pier Paolo Pasolini, che, attraverso giorni, giochi, scampagnate di un'estate trascorsa anche sulle rive del Tagliamento, diviene consapevole di sé: “Giunsero al Tagliamento, sotto le acacie in abbandono. Nella penombra dell'alba, il fiume si stendeva bianco come un immenso sudario(p. 176).
Uno spazio interessante è dedicato al regista Alberto Fasulo, nato a San Vito al Tagliamento, e al suo primo film, Rumore bianco, un documentario in cui si narra la gente che vede scorrere la propria vita quotidiana sulle rive del fiume, traendo forza e consapevolezza identitaria proprio dalle sue acque. 
Il volumetto si conclude con la chiesa di Santa Maria dei Battuti, eretta nel 1300 a Valeriano, frazione di Pinzano al Tagliamento, e in particolare alla Natività di Giovanni Antonio da Pordenone, opera del 1527 ivi custodita. 


Michael Aichmayr, Am Tagliamento - Geographie eines Flusses in Beispielen aus Literatur, Film und Ikonographie. Ippolito Nievo, Pier Paolo Pasolini, Alberto Fasulo, Chiesa di Santa Maria dei Battuti a Valeriano, Verlag Aichmayr 2022