La ricca e
variegata bibliografia poetica di Anna Santoro, scrittrice e saggista
da sempre impegnata nel movimento femminile, unisce in "dissonante
armonia" l'impegno civile all'innovazione linguistica e alla
dimensione psicologica. Così è anche per questo suo più recente
libro, efficace e diretto, militante e profondo, originale e arguto.
La raccolta è organizzata in cinque sezioni: Prima sono gli
occhi, Mordo questa storia, Vita che
scortichi, Non è pranzo di gala, Puntuale ti
presenti. Ad esse fa seguito un'appendice che propone
un'incursione, breve ma suggestiva, nei versi di dodici Landays e di
cinque Haiku, forme poetiche estremamente brevi che concludono il
libro proponendo a chi legge due diversi volti d'Oriente: la protesta
e la denuncia sociale delle donne Pashtun – tema, quello della
denuncia sociale, costantemente presente nella visione del mondo di
Anna Santoro – e la connessione contemplativa con l'ambiente
naturale. Versi esemplari dell'una e dell'altra forma sono: "Ti
stringo forte piccino mio/ ma arriva l'onda e ti strappa dalle
braccia" e "Fuggo torture guerre e morte/ e a questa barca
affido il tuo futuro", per i Landays e "Ti giunge dolce/ il
frinir di cicale/ in questo prato" con "Più di un sogno/
rapida e rapita/ la mia vita" per gli Haiku.
Emblematica
di ciascuna parte della raccolta e con ciascuna dialogante è, a mio
avviso, la sezione "Non è un pranzo di gala", ponte e
connessione se fosse un'architettura, motivo e refrain se
fosse una musica, sempre raffinato gioco di pensieri, visioni,
realtà. Nonché frammento di una celebre citazione da Mao
Tse-Tung. Leggiamo: "Non è pranzo di gala né
pizzetta al/ forno/ né marciare insieme per / un nuovo mondo o/
disquisire/ tracciando divisioni// Non è urlare odio accumulato e/
prendere d'assalto la Bastiglia/ picchiando su teste dure e vuote/
[...] Forse è riavvolgersi e/ ricominciare/ tenerezza occhi
asciutti/ [...] È occuparsi di quel bambino/ lì/ delle
emozioni che nasconde nel-/ l'incertezza del sorriso/ della bambina
che/ cammina a testa alta curiosando/ di/ quella vecchia che
s'incanta nei/ ricordi [...]. E poi poniamo questi versi accanto a
"Si alza e dice/ voglio cambiare il mondo// Conosco le parole e
il concetto/ so da dove viene arditezza/ simile alla tracotanza/ ma
diversa/ e mi fa tenerezza" nella sezione Mordo questa
storia. Il passato nutre il presente, non sempre lo spiega,
spesso lo illustra e lo ravviva come si fa con un colore sbiadito,
con un fiore assetato.
E, ancora,
una delle poesie di Vita che scortichi: "Fuori
scena/ osservo/ sopracciglio/ alzato/ segno di meraviglia/ quest'ia
prepotente/ insicura e canterina/ che vive e parla/ come fosse me// e
mi confonde l'anima/ sposta gli anni/ i sapori/ gli odori e le
percezioni". Le fanno da contraltare, nella sezione Puntuale
ti presenti, questi versi: "Tempo lungo/ amore mio/ tempo
affollato/ tutta la vita/ ogni giorno incalza rotola/ sussulta/
cadono ciliege da/ addentare a manciate/ succo sulle labbra/ [...]
rane sulle/ pietre e sul selciato/ Non me ne voglio andare".
Echi si rincorrono di scena in scena, si accendono e si spengono.
Resta, anche in chi osserva fuori scena, la meraviglia.
Scrive Ivan
Fedeli nella prefazione che la raccolta costituisce "il
tentativo, riuscito, di ricreare una forma poetica magmatica e
flessibile, adattabile a modelli gnoseologici sempre più complessi,
che, complice il titolo del libro, slittano in modo
quasi irreversibile nella illeggibilità della realtà contemporanea
fino a depotenziarla, trasformarla". Lo slittamento passa
dal mondo dei fenomeni naturali alla società umana, che soffre di
disgregazione, tra ipocrisie e rinunce, tra crisi della dimensione
collettiva e perdita di consapevolezza dell'interconnessione globale.
L'eco che viene da lontano può risvegliare passioni civili antiche e
può, forse, suggerirne di nuove.
Nata a
Napoli, Anna Santoro vive attualmente a Roma. Ha ideato e curato
due importanti e avveniristiche iniziative: il Catalogo delle
scrittrici italiane e Dominae, Dizionario
biobibliografico delle donne sul Sito dell'Associazione
culturale Araba felice (1986-2003), novità assoluta
per i tempi. Ha ideato e curato il "Piano provinciale
per la promozione della lettura" come referente del
Provveditorato di Napoli, creando una Rete di 500 scuole, dalle
elementari alle superiori.
In poesia ha
pubblicato: Sestessenze, Tam Tam 1985; In altro
modo? (Altri Termini 1986); Tra gangli, bulbi e
vene (Periferia 1987); Per corsi (Forum/Q.G.
1990); Album (L’Araba Felice 1992); La
ballata delle sette streghe e altri versi (Colonnese
1998); Le amiche di Carla (Filema 1999); Pausa
per rincorsa (Avagliano 2003); Certincantamenti (Marsilio
2005); La nave delle cicale operose. Una narrazione (Robin
2012); La quintastagione e antefatti - indizi - avvisaglie e
no (Kairòs 2017); Cercando Bambina (ali&no
2018).
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| Anna Santoro, Echi di slittamenti (forse) irreversibili, puntoacapo 2025 |