lunedì 5 dicembre 2022

Un mondo su rotaia, di Guido Magenta

"Tram e treni, ma anche funicolari, vagoni a cremagliera, metropolitane, ferrovie sospese popolano questo volume che si apre con le riproduzioni di dodici figurine Liebig, perfette per introdurre in modo suggestivo il mondo dei trasporti del primo Novecento, raffigurando la ferrovia sospesa di Wuppertal, la ferrovia dentata di Zermatt, la metropolitana di Parigi, la funicolare di Brunate, il tramway aereo di Berlino e altre ferrovie dell’epoca, testimoni dell’intenso progresso scientifico e tecnologico di quegli anni. L’evoluzione del trasporto ferroviario è illustrata da immagini e citazioni di pubblicazioni, periodici e volumi sia italiani che stranieri." 
Questo libro di grande formato, che conclude una trilogia dedicata ai treni e alle ferrovie italiane, ha molte qualità che ne consigliano la lettura. Le troverete leggendo la recensione integrale, su Mangialibri a questo link: Un mondo su rotaia | Mangialibri dal 2005 mai una dieta

Guido Magenta, Un mondo su rotaia, Gaspari Editore 2021
 

sabato 26 novembre 2022

Niente di nuovo sul fronte occidentale, di Erich Maria Remarque (Erich Paul Remark)

 «Compagno, io non ti volevo uccidere. Se tu saltassi un'altra volta qua dentro, non ti ucciderei, purché anche tu fossi ragionevole. Ma prima tu eri per me solo un'idea, una deduzione presente nel mio cervello, che portava a quella risoluzione. È questa deduzione che io ho pugnalato. Soltanto ora vedo che sei un essere umano come me. Prima ho pensato alle tue bombe a mano, alla tua baionetta, alle tue armi; ora vedo la tua donna, il tuo volto, e quanto ci accomuna. Perdonami, compagno! Noi vediamo queste cose sempre troppo tardi. Perché non ci hanno mai detto che voi siete poveri diavoli al par di noi, che le vostre mamme sono in angoscia per voi, come per noi le nostre, e che abbiamo lo stesso terrore davanti alla morte, e la stessa morte e lo stesso patire... Perdonami, compagno, come potevi tu essere mio nemico? Se gettiamo via queste armi e queste uniformi, potresti essere mio fratello, come Kat, come Albert. Prenditi venti anni della mia vita, compagno, e risorgi; prendine di più, perché io non so che cosa ne potrò mai fare».

I protagonisti di questo romanzo tanto grande e terribile, quanto scarno e misurato nello stile - perché smisurati e crudeli sono i fatti di cui narra - sono diciannovenni chiamati alla guerra, la dura guerra del fronte e delle trincee. Pochi di loro si salveranno e chi non avrà perso la vita avrà a lungo la sensazione di avere perso sé stesso, la propria interiorità, la capacità di "stare al mondo". Paul, studente arruolatosi con un gruppo di compagni si riconosce in loro, così come nei contadini e negli operai che la vita di trincea affratella, tra solidarietà e disincanto. Erich Maria Remarque, combattente nella prima guerra mondiale, portò in sé per tutta la vita il senso di devastazione e di smarrimento provocato dalla guerra. Il romanzo uscì nel 1929, un anno difficile per il mondo e l'Europa. La descrizione durissima e spietata della guerra e delle condizioni di vita dei giovani soldati lo fece bersaglio di una campagna d’odio che nel 1932 lo costrinse a lasciare la Germania.

Una guerra rappresenta tutte le guerre, la loro assurda crudeltà e irrazionalità, il loro incedere di morte, la carneficina ottusa e disumana provocata dalla serie incessante di assassinii camuffati da valore, onore, coraggio. Per questo Niente di nuovo sul fronte occidentale è ancora, tragicamente, romanzo dell'oggi.

Erich Maria Remarque, Niente di nuovo sul fronte occidentale, Mondadori 1931 (prima edizione italiana; traduzione di Stefano Jacini).

venerdì 25 novembre 2022

Arte e poesia nella Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne: Anna Prestigiacomo, Eleonora Bellini

LA TELA DI PENELOPE, opera di Anna Prestigiacomo (tela di spugna, foglio di acetato, carta velina, stampa digitale, asticella di legno, cm. 227X132, 2019) ben illustra il significato di questa giornata.

Commenta l'artista: “Oggi la tela di Penelope non si rigenera più nell'ombra dell'attesa silenziosa, relegata in una stanza regale lontana da occhi indiscreti, ma deve avere la forza di riconoscere tutti i suoi strappi e mostrare una sofferenza che può essere lenita solo col rispetto di sé e dalla condivisione. Soltanto così può trovare quella trama che ne è l'essenza”.

Luminosa e decisa come Penelope, limpida e coraggiosa come spesso le donne sanno essere, la Lucia di Lorenzo Lotto, può essere considerata anch'essa un'icona (e un esempio) per questo giorno. Così la giovane ci appare in una breve poesia di Eleonora Bellini:

La fanciulla Lucia, fiera

in abiti di fiamma,

sta al cospetto del giudice,

e non a capo chino.

Profetizza. Lorenzo Lotto

in lei raffigurò dipinta

la forza delle donne. 

(Da Stanze d'inverno e altre poesie, Book 2021)



venerdì 14 ottobre 2022

Carl Mozart und Natalie Frassini eine Spurensuche, di Gottfried Tichy

 "Una ricerca di indizi" è il sottotitolo di questo saggio (disponibile attualmente solo in tedesco) dedicato a Carl Mozart (1784-1858), secondo dei sei figli del musicista. A soli sette anni, il piccolo Carl, rimasto orfano, fu spedito dalla madre Constanze prima a Praga, al seguito di un amico di famiglia, e poi a Livorno come apprendista contabile. Carl si trasferì successivamente a Milano dove cercò di riprendere gli studi di musica vietatigli dalla madre. Divenuto funzionario fiscale dell'Imperiale Regio Istituto di Contabilità Lombarda, mantenne sempre viva la memoria del padre e coltivò comunque la sua passione per la musica. A Milano conobbe Natalie Eschborn, poi Natalie Frassini, giovane e nota cantante lirica che fu, tra l'altro, allieva di Rossini. Tichy ricorda che il cognome Frassini fu suggerito a Natalie proprio da Rossini, che riteneva Eschborn "troppo tedesco" per l'opera lirica. Il cognome italiano, Frassini, si ispirò alla prima parte di Eschborn, dato che Esche in tedesco significa frassino. Il vecchio Carl fu così impressionato dal fascino della giovane artista che le donò un "Vocalice", cioè un manoscritto, che Wolfgang Amadeus aveva composto per la sua adorata ex cognata Aloysia. Carl, in lacrime, lo consegnò alla giovane cantante insieme a un piccolo medaglione, una fibbia che suo padre aveva regalato alla moglie Constanze nel 1788. Aggiunse poi, commosso, di avere tenuto con sé per sessant'anni, notte e giorno, quell'oggetto prezioso. Non voleva perciò che cadesse in mani profane dopo la sua morte, anche perché lo riteneva il ritratto di suo padre più simile alla realtà.

Il ritratto di Mozart, tra l'altro, fu l'occasione un approfondito studio di Tichy sul teschio attribuito al compositore, ora esposto sotto vetro nella biblioteca della Fondazione Mozarteum di Salisburgo. Nonostante la buona correlazione con il ritratto sul medaglione e altri noti ritratti del genio della musica, nessuna prova sul DNA ha potuto però sinora confermare che il teschio sia davvero di Wolfgang. Lo studio di Tichy ha però rilevato un’interessante anomalia, compatibile coi tratti somatici del genio della musica: l’osso frontale ha la linea di sutura prematuramente chiusa (evento rarissimo). Questo ha condotto lo studioso e i suoi collaboratori a ipotizzare che un’emorragia cerebrale avesse affrettato il decesso di Wolfgang. Cosa che potrebbe spiegare anche le forti cefalee che spesso lo affliggevano.

Gottfried Tichy, Carl Mozart und Natalie Frassini eine Spurensuche, Aichmayr 2014, ill.

venerdì 8 luglio 2022

Quasi un taccuino, di Giovanni Pistoia

Quasi un taccuino, ma più di un taccuino è questo nuovo libro di Giovanni Pistoia, denso di riflessioni in prosa e in versi, di fulminei distici, tutti composti e annotati in tempi diversi e qui riuniti e ordinati. Il libro, infatti, si suddivide in quattro sezioni: Parole d'acqua, Parole di vento, Parole di fumo, Parole in volo; in tutte, le parole/la parola sono protagoniste, hanno peso, si librano con leggerezza, svaniscono rapide come fumo, scorrono armoniose come ruscelli, ritmano l'esistenza come le onde del mare. Sono importanti, le parole. 

La poesia "Il mare e la notte" ne è un esempio: La notte il mare non si vede: s'ascolta./ E non v'è parola, o verso, o canto/ che quel sentire può sfumare: voce/ senza eco. E le certezza diurne/ disperdersi nel buio della notte,/ mentre ci immergiamo in quel mare/ che non si vede; ne sorbiamo la quiete/ e la cantilena sorda della risacca./ Tuonano in quel frangente i giorni,/ bruciano consunti sulla riva. Il mare/ accoglie il vuoto che ci copre, e fa di noi un pensiero, un cerchio,/ che dischiude orizzonti mai lambiti.

Giovanni Pistoia, Quasi un taccuino. Per ascoltarmi scrivo, Youcanprint 2022


giovedì 7 luglio 2022

Un amore a Roma, di Ercole Patti

Marcello Cenni, figlio di una guardia nobile del Papa e promettente letterato trentacinquenne, sta rientrando a casa dopo aver trascorso la serata al caffè Esperia con gli amici, tutti intellettuali come lui. E' l'una di notte di una mite serata romana di novembre e il giovanotto cammina lentamente lungo via Germanico quando si imbatte in Anna, che è rimasta chiusa fuori dalla pensione in cui abita. Anna, dai capelli corti e arruffati e dal leggero accento veneto, piace subito a Marcello per i suoi modi semplici e per il suo parlare schietto. La ragazza è un'aspirante attrice, che si è cimentata fino a quel momento solo in piccole parti, ma spera in momenti migliori. Anna e Marcello cominciano a frequentarsi, divengono amanti e l'uomo apprezza sempre più il carattere semplice e spontaneo della ragazza, tanto più giovane di lui. Gli piace passeggiare con lei, accompagnarla al cinema, trattenersi nella sua piccola camera. Trascorre così un mese bello, quasi fatato. E Marcello pensa: "Ecco questa ragazza io la sto modellando come piace a me. Il suo carattere, la sua maniera di vedere le cose, sono così simili ai miei che i miei modi di dire passano a lei senza sforzo, con naturalezza. [...] Un'alleanza di questo genere è potentissima e nessuno potrebbe romperla. Siamo una stessa persona". Ma Anna frequenta veramente soltanto Marcello?

Un amore a Roma ha come protagonisti due amanti e una città. La vicenda di Anna e Marcello si svolge tra le strade della capitale, le sue piazze, le sue vie, i suoi palazzi, i suoi quartieri dai più signorili ai più modesti e ai più nuovi, quelli che stanno crescendo con stupefacente velocità in periferia. E poi, la Scalera, il famoso stabilimento cinematografico in cui Anna si reca quotidianamente. Dal romanzo è stato tratto il film omonimo, uscito nel 1960 per la regia di Dino Risi, con la sceneggiatura dello stesso Patti e di  Ennio Flaiano.


 Ercole Patti, Un amore a Roma, Bompiani 1960 (IV edizione).

giovedì 30 giugno 2022

Il pregiudizio. Natura, fonti e modalità di risoluzione, di Angelo Nobile

Il pregiudizio, com'è noto, è un atteggiamento mentale basato su opinioni precostituite e su stati d'animo irrazionali, anziché sull'esperienza e sulla conoscenza diretta di fatti o persone. Spesso il pregiudizio si basa su voci superficiali, opinioni infondate, superstizioni.

Questo libro, che si rivolge principalmente a educatori, insegnanti, genitori e ad altre figure adulte che hanno a che fare con la crescita dei bambini e dei ragazzi, "pur nel riconoscimento della problematicità di un'azione risolutiva nei confronti del pregiudizio, intende configurarsi [...] come atto di speranza e di fiducia nella potenza dell'educazione" afferma Angelo Nobile nell'introduzione. Il volume si compone di due parti: nella prima viene analizzata la natura del pregiudizio anche attraverso le sue manifestazioni storiche e culturali; nella seconda, che riveste finalità operative, si propongo strategie educative finalizzate alla prevenzione e alla de-costruzione del pregiudizio. L'autore esordisce analizzando la natura, la definizione e il limite concettuale, non ché l'origine, del pregiudizio, con particolare riguardo ai suoi effetti nell'età evolutiva e alla "vulnerabilità al pregiudizio": "... sono soprattutto le personalità fragili, frustrate, non realizzate, che hanno interiorizzato un'immagine negativa di sé [...] le più esposte al veleno del pregiudizio", spiega, e tuttavia non esistono categorie di persone o classi sociali completamente esenti da esso. Il pregiudizio, tra l'altro, determinando in chi ne è vittima un clima di tensione emotiva continua, è in grado di generare comportamenti aggressivi individuali o di gruppo.

Che fare, dunque, per contrastare il dilagare del pregiudizio razziale, ma anche di genere, nel nostro Paese? Gli elementi fondamentali di un'azione educativa sono sintetizzabili in alcuni imprescindibili strategie: - corretta informazione sull'oggetto del pregiudizio; - contatto e conoscenza diretta; - scambi multiculturali e interetnici; - interventi educativi e didattici mirati. Un ampio spazio è dedicato nel saggio alle strategie di prevenzione sulla base di numerose e utili esemplificazioni storiche, letterarie, cinematografiche. Svelare le radici storiche di paure e superstizioni immotivate aiuterà, infatti, a "smascherare" i pregiudizi di cui siamo spesso vittime. Un gustoso esempio per tutti è lo svelamento del motivo per cui pensiamo che i gatti neri portino sfortuna, motivo che risale addirittura ai tempi delle scorrerie dei Fenici nel Mediterraneo. Questi provetti navigatori, prima di sbarcare, si facevano precedere da orde di gatti affamati, con l'obiettivo di liberare i paesi abbandonati dai topi che li infestavano...

Nei capitoli finali ampio spazio è dedicato a un'ampia bibliografia e filmografia, adatta all'educazione interculturale nei diversi momenti dell'infanzia e dell'adolescenza.


Angelo Nobile, Il pregiudizio. Natura, fonti e modalità di risoluzione, Editrice La Scuola 2014

mercoledì 29 giugno 2022

Scaffale locale 4: Il Corollario agli Statuti di Castelletto Ticino

A tre anni dall'uscita dell'edizione anastatica degli Statuti di Castelletto Ticino, vede ora la luce il volume Corollario agli stessi, sempre a cura del Gruppo Storico Archeologico Castellettese. Il volume, che può vantare la medesima elegante veste tipografica del precedente, è ugualmente stampato da Zeisciu Edizioni di Magenta. Vi sono contenuti alcuni saggi originati dalle relazioni tenutesi in occasione della presentazione pubblica degli Statuti, nonché ulteriori studi, strumenti utili per ricercatori e studiosi. Il progetto, comunica il presidente del Gruppo Archeologico Squarzanti, "ha potuto contare sulla collaborazione dell'International Research Center for Local Histories and Cultural Diversities dell'Università dell'Insubria, che ne ha apprezzato l'importanza".

I contributi presenti nel volume sono i seguenti: Tra Lago Maggiore e Ticino nei secoli X-XIII. Prima degli Statuti di Castelletto Ticino di Giancarlo Andenna; Nella comunità e per la comunità: la rappresentazione dei Castellettesi attraverso lo statuto di Claudia Storti; "Castelletto il nobile". Elementi di continuità nella storia di Castelletto Sopra Ticino fra medioevo ed età moderna di Sergio Monferrini; Gli Statuti di Castelletto Ticino e il bosco "per salto" del Galliasco di Mauro Squarzanti; Carlo Antonio Molli, la sua biblioteca e il suo archivio fra conservazione e comunicazione di Eleonora Bellini; A 'guardia' del manoscritto. Nuove acquisizioni sugli Statuta et ordinamenta comunis et hominum loci de Castelleto del 1340 di Maria Luigina Mangini; La miniatura degli Statuta di Castelletto: novità e considerazioni di Andrea Spiriti; Intervento di restauro del codice di Sonia Introzzi.

Come i precedenti, anche questo volume, in tiratura limitata, è reperibile in biblioteche universitarie e di conservazione.


sabato 25 giugno 2022

Il picco dell'avvoltoio, di John Burdett

Sonchai Jitpleecheep, detective della polizia reale thailandese, appare allo sguardo occidentale come tipo davvero originale: è figlio di una tenutaria di bordello ed è sposato con una ex prostituta impegnata nella redazione della sua tesi in Sociologia. Ha un capo cinico ed ambizioso, il colonnello Vikorn, che aspira a divenire sindaco di Bangkok e, per questo, ha bisogno di acquisire notorietà, addirittura in ambito internazionale. Vikorn affida dunque a Sonchai l’indagine su un traffico di organi umani, tanto diffuso quanto difficile da chiarire e sventare, essendovi implicati personaggi estremamente danarosi e legati al potere politico ed economico, non solo thailandese… Il picco dell’avvoltoio che dà il titolo al romanzo è il luogo dal quale prende le mosse la vicenda: si tratta di “un’imponente dimora di piacere in cima ad un’altura dell’isola di Phuket affacciata sul mare delle Andamane”. Poetico edificio dotato di enormi camere da letto che offrono panorami da sogno sull’oceano, il villone è teatro di un triplice efferato omicidio. Alle vittime sono stati asportati gli organi, ma anche il volto ed i polpastrelli delle mani; la scena del crimine è stata perfettamente ripulita, sicuramente da super professionisti che hanno cercato di rendere assolutamente ardua l’identificazione dei cadaveri e quasi impossibile il lavoro della polizia. Al medico legale che gli chiede se abbia qualche idea circa i colpevoli del crimine Sonchai risponde: “Intende chi è stato? Solo in senso lato. Ronald Reagan, Milton Friedman, Margaret Thatcher, Adam Smith. Il capitalismo è stato. Quegli organi, adesso, li sta indossando qualcun altro”. 

Potete leggere l'intera recensione cliccando qui: Il picco dell’avvoltoio | Mangialibri dal 2005 mai una dieta  

J. Burdett, Il Picco dell'Avvoltoio, Bollati Boringhieri 2013, traduzione di Carlo Prosperi

venerdì 3 giugno 2022

La bottega del tempo, di Maria Mariano

Marta ama le storie e soprattutto ama sentirle leggere ad alta voce dalla mamma o dal papà: le storie l'aiutano ad immaginare mondi fantastici, a viaggiare con la fantasia, addirittura a dormire meglio. Ma i suoi genitori hanno sempre troppo poco tempo da dedicarle. La bambina, tenace e fortunata, leggendo un vecchio libro della biblioteca scopre l'esistenza della bottega del tempo, un luogo in cui si può ricevere in dono un vasetto di tempo da utilizzare al momento giusto, uno di quei momenti importanti che si vogliono far durare a lungo. In cambio, si deve lasciare al vecchio che gestisce la bottega un giocattolo. Marta comincia a frequentare costantemente quel luogo magico e ogni volta riceve un barattolo di tempo in cambio di un giocattolo. Però, quando i giocattoli, sia quelli di Marta che quelli del suo fratellino finiscono e il bimbetto scoppia in lacrime, la bambina scopre il segreto più profondo del tempo: il dono della tenerezza e dell'attenzione, il piacere di leggere non solo per sé stessi, ma anche per gli altri. Rimane poi soltanto una cosa da scoprire: che cosa ne fa il vecchio custode del tempo di tutti quei giocattoli? L'albo, delicato e simpatico, a chi leggerà la storia fino in fondo svelerà questo mistero. Scritto e illustrato da Maria Mariano, La bottega del tempo vinse l'edizione 2018 del Concorso internazionale Città di Schwanenstadt.