1890-1894, altopiano di Ponta Grossa del Paraná, Brasile. Ad opera di un gruppo di anarchici italiani nasce la Colonia Cecilia. Ideatore e fondatore entusiasta dell’impresa e non privo di precedenti esperienze dello stesso tipo è Giovanni Rossi, agronomo pisano, anarchico e dotato di grandi ideali. Giovanni è convinto del fatto che la rovina dell’umanità risieda innanzitutto nell’istituzione familiare. Occorre, per sradicarne i perniciosi influssi, che la famiglia tradizionale collassi, venga completamente eliminata: “Via da questo terreno logorato dalla piccineria domestica e dalle sue proiezioni su larga scala [...] via dai padri, via dai padroni, via dai preti e via dalla patria, via, via e, in barba a tutti i falansteri finiti in malora, il socialismo o è sperimentale o non è”. Giovanni è a conoscenza di due colonie collettiviste nel Mondo Nuovo, una in California e l’altra in Messico. Ne fonderà una terza oltre l’Equatore. Rossi si imbarca a Genova il 20 febbraio 1890 sul piroscafo “Città di Roma” alla volta del Brasile, con non molti compagni e una compagna.
La cronaca e la storia raccontano che la Colonia Cecilia non ebbe vita semplice né priva di difficoltà. Il numero dei coloni, provenienti soprattutto da Toscana e Lombardia, comunque aumentò fino a superare le duecento unità. Per loro fu edificato Anarchia, un villaggio dotato di mulino e forno collettivi, di laboratori artigianali dove ogni attività veniva svolta nel più ampio spirito di libertà, senza che dall’alto fossero dettate né imposizioni né prescrizioni di nessun tipo. La bandiera rossa e nera garriva libera e alta, vegliando su ogni attività. Ma l’avvento della Repubblica creò difficoltà alla colonia: non venne riconosciuta la donazione imperiale e furono richieste ingenti tasse; inoltre le idee anarchiche destarono profonda diffidenza nel governo. Il colpo di grazia definitivo giunse quando il denaro della colonia fu rubato dallo stesso tesoriere della comunità. La delusione di Giovanni Rossi e dei suoi compagni, convinti della naturale bontà e onestà degli esseri umani fu grande. Quando, pochi mesi dopo, il destino si accanì ulteriormente a causa di un’epidemia che causò la morte di alcuni bambini, tra i quali anche due figliolette di Giovanni Rossi, l’utopia, tristemente, si spense.

Marta Cai, Radura, Oligo Editore 2026
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