Da Verbanus XXXVI, 2015, pp. 71-74.
Carlo Carena il 1 novembre 2015 ha compiuto novant'anni. Dal suo studio, affacciato sul lago d'Orta, guarda il mondo con gli occhi dei classici: attenzione e distacco, rigore e serenità, introspezione e dialogo, accostati e contemperati nel costante perseguimento di quella saggezza e di quella pace con se stessi e col mondo che gli antichi maestri ancora additano.
Carena ha studiato lettere all'Università di Torino. Suoi maestri furono Augusto Rostagni, grande interprete di Orazio e Virgilio, Angelo Taccone, Vincenzo Ciaffi. Certamente in quegli anni e con quelle guide egli fu indirizzato a scavare nel profondo, fin nell'anima dei testi immortali degli antichi autori.
E prima ancora, al collegio Rosmini di Domodossola, Carlo ebbe come insegnante di religione e padre spirituale un poeta inquieto e profondo, Clemente Rebora: "Viveva in mezzo a noi da mistico, camminando in punta di piedi col volto aquilino sempre arrossato e un'espressione fanciullesca. Non era molto popolare tra gli allievi. Forse perché non giocava a pallone o perché le sue messe in latino erano lunghissime. Teneva in tasca una scorta di minuscoli foglietti su cui di tanto in tanto scriveva qualche parola. Un deposito preziosissimo di cui, più tardi, è stato pubblicato qualche estratto che ci dà la misura della straordinaria profondità del suo animo" ha ricordato egli stesso in una recente intervista ad Antonio Gnoli per il quotidiano Repubblica1.
Grandi e buoni maestri favoriscono e incoraggiano, è noto, lo sviluppo di tutte le capacità e potenzialità dei bravi allievi che giungono talvolta a superarli.
Entrato alle Edizioni Einaudi, Carena partecipò alla nascita e alla fortuna di storiche imprese editoriali, come le collane della NUE, i Millenni, l'Enciclopedia, alle quali collaborò, e non solo per la parte riguardante gli autori classici.
Ricordiamo le opere da lui tradotte e/o curate proprio per l'editore torinese, l'ultima delle quali, monumentale edizione delle massime di La Rochefoucault uscita proprio in questo 2015, festeggia in modo memorabile il suo compleanno: Eschilo, Le tragedie (1956); Plutarco, Vite parallele (1958); Plauto, Le commedie (1975); Agostino, Le confessioni (1984, 2000) e La città di Dio (1992), Poeti latini della decadenza (1988), le Lettere di san Paolo (1990, 1999), Erasmo da Rotterdam, Il lamento della Pace (1990) e L’elogio della Follia (1997); Virgilio, Bucoliche (1993); Seneca, Dialoghi morali (1995); Pascal, Pensieri (2004); Pascal, Le Provinciali (2008); Orazio, Tutte le poesie (2009); Seneca, La brevità della vita (2013); Erasmo da Rotterdam, Modi di dire (2013); Plutarco, La vita felice (2014); La Rochefoucauld, Sentenze e massime morali (2015).
Di Carena sono apparse anche traduzioni nella collana del Classici latini e greci Utet e nella collana degli Scrittori greci e latini della Fondazione Valla. Nel bicentenario del Poligrafico dello Stato ha tradotto per quelle edizioni le Satire e le Epistole di Orazio (1994, 1997). Collabora inoltre con l’editore Dadò di Locarno per la collana dedicata ai classici. Numerosi sono i suoi contributi a convegni e i suoi articoli su periodici, mentre non ha disdegnato di occuparsi da par suo anche di personalità e luoghi cusiani: Lazaro Agostino Cotta, Giorgio Bonola, Ludovico Maria Sinistrari, il santuario della Madonna della Bocciola, per citarne solo alcuni.
Anche Verbanus si onora di avere ospitato negli anni preziosi contributi di Carlo Carena. Ricordiamo qui Piero Chiara e il suo lago2, nel quale l'autore osserva e riconosce che "il lago è pur arrivato solo ora, col Maggiore, e coi due concittadini, Sereni e Chiara, a diventare un'associazione di idee letterarie". L'articolo è seguito da una breve scelta antologica dalle opere del romanziere luinese, effettuata da Carena nello spirito della "tradizione manzoniana e illuminista" che lo contraddistinse. Leggiamo stralci esemplari da Il piatto piange, L'uovo al cianuro, Il cappotto di astrakan, La stanza del vescovo.
Il Manzoni da Lesa a Orta, pubblicato su un successivo numero della nostra rivista3 ricorda con la piacevolezza del racconto e dell'aneddoto, di una lunga e impegnativa passeggiata del settembre 1850 che vide camminare a fianco a fianco e certo discorrere e meditare due grandi personaggi cari ai nostri luoghi: Alessandro Manzoni e Antonio Rosmini.
Due espisodi verbanesi della vita di San Carlo uscì nel 1984, quarto centenario dalla morte dell'infessibile riformatore della Chiesa Cattolica4. L'articolo esordisce dall'esame della questione relativa alle reliquie dei santi Carpoforo e Fedele (martiri celebrati insieme a Graziano e Felino nella festa del Tredicino) così come riferita nell'opera De vita et rebus gestis Caroli S. Rom. Ecclesiae Cardinalis tit. S. Praxedis di Carlo Bascapé, edita a Ingolstadt nel 1592 e tenendo conto delle varianti delle edizioni successive. A questo episodio, se ne aggiungono altri due, gustosi e quasi romanzeschi, che contribuirono alla beatificazione di Carlo e che sono riferiti da un manoscritto della Biblioteca Reale di Torino: in entrambi questi casi, il santo, con la sua apparizione improvvisa distoglie il protagonista dal peccato di lussuria.
L'articolo si conclude con il ricordo delle ultime ore di San Carlo sofferente e febbricitante, durante la sua navigazione sul lago Maggiore verso Milano del 2 e 3 novembre 1584.
Altri contributi a Verbanus sono riferibili a Carena, del quale citano contributi e scritti: presenza e riferimento costante, la sua, dunque, anche nelle nostre pagine verbanesi.
Non resta che porgere a Carlo Carena grandi auguri per questo importante compleanno e per quelli che verranno, nella certezza, per dirla col suo più recente Plutarco, che “per l'uomo saggio e onesto ogni giorno è una festa”.
Eleonora Bellini
1Antonio Gnoli, Carena: E'in un piccolo mondo classico che ho cercato la mia felicità, in "Repubblica", 5 aprile 2015.
2Verbanus 2, 1980, pp. 11-23.
3Verbanus 6, 1985, pp. 43-48. Sempre questo numero della rivista ospita una ampio saggio di Carena su Italo Valenti, pittore italo-svizzero "tra i più interessanti" del periodo '50 e '80 del Novecento (pp.81-99).
4Verbanus 5, 1984, numero monografico dedicato al santo Aronese, pp. 15-23.
