C’è dell’umorismo e c’è del noir nelle poesie di Carol Ann Duffy, ricche di visioni oniriche e quotidiane, di sorrisi incantati e di dispetti biricchini, di ombre, luci, silenzi sciolti nello stupore del chiar di luna e degli affetti come in Sonno di bimba: “Ferma sulla soglia del sonno della mia bambina / l’ascoltavo respirare; / sebbene non vi potessi entrare / non potevo andare via / [...] La fitta oscurità / fuori dalla stanza / restituì lo sguardo, materna, saggia, / con la sua faccia di luna”. In questa raccolta per bambini, per ragazzi e per tutti, la poetessa unisce voci e pensieri nati nella culla dell’eterna visione del mondo tipica dell’infanzia - visione composita fatta di giochi e di paure, di fantasia e di acribia - alla magistrale, profonda intensità dei suoi versi. Come nelle fiabe antiche in queste poesie volteggiano luoghi, animali e persone, morti, vivi e sotto specie di fantasmi, così che chi legge ora s’innalza nel cielo, ora affonda negli oceani, ora si apre al riso, ma poi subito tace se un’immagine conturbante s’impone e si prende la pagina tutta intera. Chiarore e oscurità, nuove scoperte e abitudini antiche si alternano in questa raccolta, aiutate e sorrette anche dalla fedeltà alla poesia (e alla traduzione di poesia), nonché dalla sensibilità verso le sfumature emotive e le sonorità del testo inglese, delle due traduttrici, Giorgia Sensi e Isabella Leardini. Il testo a fronte in inglese permetterà di apprezzarle. Il libro, inoltre, è impreziosito dalle illustrazioni di Elizabeta Keci, laureata all’Accademia di Belle Arti di Urbino e successivamente specializzata in illustrazione per l’editoria a Macerata. I suoi disegni si integrano perfettamente con l’atmosfera della raccolta, evocando il fascino e lo stile dei vecchi album da sfogliare in bilico tra sogno e realtà.
La recensione si legge per intero su Mangialibri, al link L’invenzione della pioggia | Mangialibri dal 2005 mai una dieta

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