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giovedì 18 dicembre 2014

Il vecchio Natale, di Marino Moretti


Mentre la neve fa, sopra la siepe,
un bel merletto e la campana suona,
Natale bussa a tutti gli usci e dona
ad ogni bimbo un piccolo presepe.

Ed alle buone mamme reca i forti
virgulti che orneran furtivamente
d'ogni piccola cosa rilucente:
ninnoli, nastri, sfere, ceri attorti...

A tutti il vecchio dalla barba bianca
porta qualcosa, qualche bella cosa.
e cammina e cammina senza posa
e cammina e cammina e non si stanca.

E, dopo avere tanto camminato
nel giorno bianco e nella notte azzurra,
conta le dodici ore che sussurra
la mezzanotte e dice al mondo: È nato!


 
Claude Monet, Nevicata ad Argenteuil

venerdì 24 dicembre 2010

Natale scettico, di Jules Laforgue

Noël sceptique

Noël! Noël! j'entends les cloches dans la nuit...
et j'ai, sur ces feuillets sans foi, posé ma plume:
ô souvenirs, chantez! tout mon orgueil s'enfuit,
et je me sens repris da ma grande amertume.

Ah! ces voix dans la nuit chantant Noël! Noël!
m'apportent de la nef qui, là-bas, s'illumine,
un si tendre, un si doux reproche maternel
que mon coeur trop gonflé crève dans ma poitrine...

Et j'écoute longtemps les cloches, dans la nuit...
Je suis le paria de la famille humaine,
à qui le vent apporte en son sale réduit
la poignante rumeur d'une fête lointaine.


Natale scettico

Natale! Natale! sento le campane nella notte…
e abbandono la penna su carte senza fede:
cantate, ricordi! tutto il mio orgoglio sfuma,
e mi possiede un’amarezza grande.

Ah! le voci che cantano Natale nella notte
mi portano, dalla chiesa che laggiù s’illumina,
un così tenero e dolce rimprovero materno
che il mio cuore, troppo gonfio, scoppia…

E ascolto a lungo le campane nella notte…
sono il reietto della famiglia umana,
a cui porta il vento nello stambugio chiuso
il brusio struggente della festa lontana.


Jules Laforgue 1860 - 1887
(traduzione di Eleonora Bellini)

sabato 26 dicembre 2009

L'étoile, di Edmond Rostand

Ils perdirent l'Etoile, un soir; pourquoi perd-on
L'Etoile ? Pour l'avoir parfois trop regardée.
Les deux rois blancs étant des savants de Chaldée,
Tracèrent sur le sol des cercles au bâton.

Ils firent des calculs, grattèrent leur menton.
Mais l'étoile avait fui, comme fuit une idée.
Et ces hommes dont l'âme eut soif d'être guidée
Pleurèrent, en dressant des tentes de coton.

Mais le pauvre Roi noir, méprisé des deux autres
Se dit : " Pensons aux soifs qui ne sont pas les nôtres,
Il faut donner quand même à boire aux animaux. "

Et, tandis qu'il tenait son seau par son anse,
Dans l'humble rond de ciel où buvaient les chameaux
Il vit l'Etoile d'or, qui dansait en silence.


***

La stella
Perdettero la Stella, una sera. Perché si perde
la Stella ? Forse per averla troppo guardata.
I due re bianchi, che erano dotti di Caldea,
tracciarono cerchi per terra col compasso.

Fecero calcoli, si grattarono il mento.
Ma la stella era fuggita, come fugge un'idea.
E quegli uomini, anime assetate di una guida,
piansero piantando tende di cotone.

Ma il povero Re nero, dagli altri disprezzato,
si disse: "Pensiamo alla sete che non è nostra,
bisogna almeno dar da bere gli animali. "
E mentre reggeva il secchio per il manico
nell'umile cerchio di cielo in cui bevevano i cammelli
vide la Stella d'oro, che in silenzio danzava.

(Traduzione di Eleonora Bellini)


martedì 23 dicembre 2008

Natale, di Salvatore Quasimodo

Natale. Guardo il presepe scolpito, 
dove sono i pastori appena giunti 
alla povera stalla di Betlemme. 
Anche i Re Magi nelle lunghe vesti 
salutano il potente Re del mondo. 
Pace nella finzione e nel silenzio 
delle figure di legno: ecco i vecchi del villaggio 
e la stella che risplende, 
e l'asinello di colore azzurro. 
Pace nel cuore di Cristo in eterno; 
ma non v'è pace nel cuore dell'uomo.
 Anche con Cristo e sono venti secoli 
il fratello si scaglia sul fratello. 
Ma c'è chi ascolta il pianto del bambino 
che morirà poi in croce fra due ladri?