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domenica 7 novembre 2021

L' affronto, di Yasmina Khadra

Driss Ikker, vicecommissario di polizia di Tangeri, è sconvolto perché sua moglie è stata stuprata. Si allontana da casa, si rende irreperibile, si stordisce con l'alcool e nell'incontro con una laida prostituta. Ma soprattutto si tortura rievocando l'immagine della moglie Sarah, donna bella e intelligente, legata al letto mentre chi le ha usato violenza fugge dopo avere assestato un forte colpo in testa proprio a lui, il marito, rientrato prima del previsto non per sua scelta e senza nessun sospetto, da un viaggio di lavoro. Il vicecommissario comincia a indagare in proprio sulla violenza subita da Sarah, dato che i colleghi, demotivati e distratti, arrestano un poveraccio e lo sottopongono a tortura per estorcergli una confessione del tutto improbabile. L’affronto” è un romanzo giallo di fine analisi psicologica. Di umili origini, Driss ha fatto carriera grazie alla protezione del suocero appartenente a una classe sociale assai più elevata della sua. Per questo subisce spesso l’invidia dei colleghi. La tremenda vicenda in cui a un certo punto si trova coinvolto lo tortura non solo perché sente infangato il suo onore, ma anche perché ama sinceramente la moglie. Tuttavia, sentendosi irrimediabilmente oltraggiato nel profondo, non riesce a ristabilire una comunicazione con Sarah, che, a sua volta, rifiuta di essere considerata "solo carne contaminata" e confida all'amica più cara: "Quando vedo la faccia che ha Driss, lascio perdere. In questo genere di battaglie bisogna essere alleati, e lui non mi aiuta. Si è chiuso in se stesso, il che rende vani tutti i miei sforzi". Driss non riesce però a superare la vergogna abbattutasi, più ancora che sul suo onore, sulla sua più profonda intimità. E non riesce più a comunicare con Sarah, anche perché una domanda gli martella in mente, insistente e ossessiva: si è trattato veramente di uno stupro? Il vicecommissario riuscirà a scoprire la verità, ma il prezzo da pagare sarà immenso e tragicamente doloroso. 

Yasmina Khadra, L'affronto, Sellerio 2021. Traduzione di Marina Di Leo.

domenica 17 marzo 2019

Khalil, di Yasmina Khadra

Quattro giovani kamikaze di Bruxelles sono votati a trasformare un pomeriggio di giubilo allo Stade de France di Parigi in lutto planetario. Khalil e' tra loro. La sua missione e' quella di farsi esplodere sulla RER stipata di tifosi dopo la partita. Ma qualcosa non funziona, la cintura esplosiva e' mal confezionata e l'esplosione non ha luogo. Il ragazzo si salva e, con lui, i viaggiatori. 
Yasmina Khadra anche in questo romanzo, come nei precedenti, propone una storia immaginaria profondamente ispirata alla realta'. Racconta con la voce di Khalil, si cala nella sua mente, gli offre parole e frasi, rivela a noi attraverso quali inesplorati meandri si snodi il fluire delle motivazioni e dei pensieri di un giovane terrorista europeo di origine maghrebina, educato e cresciuto in Belgio. Offre al ragazzo, attraverso il fallimento della sua missione di morte, l'occasione per ripensare alle proprie motivazioni, ripensamento difficile, costantemente negato, inquieto e disperato. Nonostante abbia perso nell'attentato alla metropolitana di Bruxelles la sorella gemella, la persona a lui piu' cara al mondo, Khalil oscilla tra la devozione ai ''fratelli'' e il dubbio sulla bonta' della sua causa, che la reazione di condanna del terrorismo da parte di Rayan, l'amico del cuore, e dei suoi stessi familiari gli insinuano nella mente. Senza piu' nessuna speranza e provato a fondo dal dolore per la perdita della sorella, il giovane accetta di essere arruolato per un attentato in Marocco, suo Paese d'origine. Qui opera finalmente la sua scelta, non senza tormento, ma in autonomia e accettandone lucidamente le conseguenze. 
Questo nuovo romanzo di Khadra induce alla riflessione sulla nostra epoca, sospesa tra la proclamazione e la presa di coscienza dei diritti e le insostenibili violenze delle guerre, quelle combattute su lontani campi di battaglia e di sterminio e quelle portate nel cuore di citta' e Paesi da giovani kamikaze ai quali morire provocando altre vittime innocenti sembra un atto di grande fede e di coraggio estremo.
Yasmina Khadra, Khalil, Sellerio 2018

lunedì 7 gennaio 2019

L'equazione africana, di Yasmina Khadra

Medico a Francoforte, Kurt conduce una vita agiata e tranquilla insieme alla moglie Jessica. Ma quando la donna si toglie la vita per una banale mancata promozione al lavoro, precipita nella disperazione. Hans, suo caro amico, ricco industriale da tempo dedito a beneficenza a favore degli ultimi della terra, lo invita ad accompagnarlo sulla sua barca a vela fino alle isole Comore, dove ha preso vita un progetto umanitario da lui finanziato. Ma, al largo della costa somala, l'imbarcazione viene attaccata dai pirati e i due vengono rapiti. Inizia cosi' un tremendo, devastante viaggio attraverso l'Africa. Un'Africa spossata da poverta' e malattie, da violenze e crudelta', affamata e desertica, feroce e tenace ma anche estremamente tenera e ricca di speranza. Un' Africa continente che per la maggior parte degli Europei non esiste. Distrattamente infatti essi ascoltano le notizie riferite dai telegiornali, faticando spesso a visualizzare sulla carta geografica i Paesi e i conflitti di cui si parla, i drammi delle popolazioni che ne sono vittime. Il rapimento precipita Kurt e Hans, il benefattore, dentro questa realta', realta' vera e vissuta non piu' soltanto brevemente raccontata. I guerriglieri che hanno rapito Hans e Kurt vivono in estrema precarieta'  e reagiscono con inaudita ferocia contro chi si oppone loro, avendo smarrito la via che, diretta a giustizia e uguaglianza, li aveva fatti reagire, al momento della loro scelta di ribellione. Sono ormai soltanto sbandati in fuga. Lo realizza il giovane Blackmoon, che fa osservare a Joma, il suo capo, spietato gigante: Non ti posso piu' seguire Joma, perche' non so dove mi stai portando. Quando mi guardo alle spalle non vedo niente di quello che eravamo un tempo. Non sono orgoglioso della strada che abbiamo percorso...
Kurt attraversa l'esperienza della prigionia con rabbia e orrore, riflette sull'ingiustizia della sorte nei suoi confronti e non la comprende. La disperazione lo invade nonostante l'incontro con due persone innamorate dell'Africa, Bruno, un francese che da molti anni ha scelto di vivere in quel continente, abitando non nelle residenze di lusso ma nelle citta' dei poveri, ed Elena, giovane dottoressa della Croce Rossa. Anche al rientro in Germania Kurt continuera' a vagare smarrito in un dedalo di giornate senza speranza, fino a quando non comprendera' che il demone che lo tormenta sta dentro di lui, lo lega al passato, lo invischia in eventi ormai chiusi. Ricorda la parole di un saggio, vecchissimo guerriero che aveva combattuto la invasione italiana di Mussolini riscuotendo onorificenze e riconoscimenti,  e che ora giace immobile in un giaciglio poverissimo: Sei triste. Non devi. Solo i morti sono tristi perche' non possono piu' rialzarsi... 
Kurt trova la forza per rialzarsi, rinasce, si scopre vivo e pronto a iniziare una nuova vita nella quale l'Africa sara' presente.



Yasmina Kadra (Mohammed Moulessehoul), L'equazione africana, Marsilio 2012

martedì 6 febbraio 2018

L'ultima notte del Rais, di Yasmina Khadra

"Non mi ha mai amato, il mio popolo; si è limitato a blandirmi per ottenere favori, al pari dei miei cortigiani, dei miei parenti, delle mie puttane. Avrei dovuto capirlo: un sovrano non può avere amici...". Così riflette Gheddafi negli ultimi momenti della sua vita, prima che il suo corpo venga straziato dalla furia dei ribelli. E pensa che avrebbe dovuto capire di più, di se stesso e del popolo; e che avrebbe dovuto dare ascolto a Bassem Tanut, un poeta libico, "una bella persona sincera come la risata di un bambino", che lo aveva ammonito: "Non ti fidare delle acclamazioni del popolo. Il popolo è un canto di sirena. Il suo fervore crea una dipendenza perniciosa. E' il vizio per eccellenza degli ego esaltati, il loro nirvana di una sera e la loro perdizione programmata". Parole dure, ma sincere, parole da amico. Però Gheddafi il dittatore ne era stato ferito, perfino ossessionato, e aveva fatto rinchiudere il poeta in prigione. Ora, negli ultimi momenti della vita, comprende. E' tardi, tuttavia. I ribelli sono arrivati, hanno riconosciuto, nell'uomo nascosto, il dittatore, e si accaniscono su di lui con la ferocia propria dell'esasperazione e del delirio. Dell'odio.
La storia di Gheddafi possiede tutti i connotati della tragedia e nella tragedia Khadra si cala in prima persona, narrando, con pathos e lucidità insieme, i pensieri e le azioni di un uomo che assiste incredulo al proprio fallimento, che rigira tra le mani brandelli di glorie passate e la propria suprema solitudine e che si interroga. Si interroga non solo sui motivi della disfatta ma su di sé, sulla propria vita, che lo ha condotto da un'infanzia povera al potere più alto ed assoluto, al trionfo vorace e crudele che esigeva vittime su vittime per mantenersi alto e saldo, per poi precipitarlo nella presente irrimediabile caduta. Dinanzi alla morte ineluttabile il Rais prende coscienza della "condizione umana" e si trasforma, senza però esprimere né rimpianti né rimorsi, nel giudice di se stesso. "Gheddafi è un personaggio che avrebbe colpito i più grandi scrittori del passato, Tolstoj, Shakespeare, perfino Omero" ebbe a dire Yasmina Khadra in un'intervista apparsa all'uscita del libro nel 2015. La sfida, riuscita, dello scrittore algerino ci dona anche qui, come nei precedenti romanzi, una lettura agile e profonda a un tempo, "uno scavo vertiginoso nel profondo del pensiero di un tiranno feroce e megalomane", per usare le parole del suo editore francese.

Yasmina Khadra (Mohammed Moulessehoul), L'ultima notte del rais, Sellerio 2015