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giovedì 18 giugno 2026

NON SOLO PINOCCHIO. Vita, opere e pedagogia di Carlo Collodi

Nel bicentenario della nascita ICWA racconta, nel suo quinto quaderno, l'autore di Pinocchio, ma anche il Collodi giornalista, traduttore, divulgatore, patriota. Scrivono Fulvia Degl'Innocenti e Roberto Morgese nella presentazione: "Il bicentenario della nascita di Collodi ha significato per noi anche andare oltre la sua opera più conosciuta, quella che, ci teniamo a ribadire, ha reso la letteratura italiana tutta (non solo quella giovanile) conosciuta e diffusa in tutto il mondo, e Pinocchio stesso uno dei simboli del nostro Paese. Con tutti gli stereotipi che a volte questi simboli comportano, certo; tanto che nei banchetti di souvenir di ogni parte d’Italia non manca mai un Pinocchio di legno accanto a una brutta riproduzione del Colosseo e una gondola di plastica. Ma proprio per questo abbiamo voluto andare oltre gli stereotipi e il già noto, per indagare sulla figura di Carlo Lorenzini, detto Collodi, a 360 gradi, perché intorno alla nascita di un capolavoro ci sono sempre un uomo o una donna con la propria storia familiare, con i propri inciampi, studi, talenti, fragilità, malinconie, slanci ideali, impegno politico e sociale. E Collodi era tanto altro: giornalista innanzitutto e poi traduttore, divulgatore, patriota. E prima e dopo Pinocchio ha dato vita ad altri personaggi che, come la marionetta dal naso lungo, cercavano il loro posto nel mondo al di là delle loro difficoltà, differenze e intemperanze. Bambini unici, non conformi ai tempi, un passo avanti agli altri e per questo spesso osteggiati e riportati nei recinti di quella che noi sappiamo ormai bene essere soltanto una parola vuota e costrittiva: la normalità".

E ribadisce Ilaria Mattioni nell'introduzione: A duecento anni di distanza dalla nascita di Carlo Collodi sembra doveroso, da parte dall’Associazione Italiana Scrittori per Ragazzi (ICWA), dedicargli un tributo. Del resto Lorenzini, più noto con lo pseudonimo topografico di Collodi, è l’autore italiano più imitato, citato, trasposto. Ed è, probabilmente, l’unico a cui si possa direttamente ascrivere la nascita di un vero e proprio sottogenere letterario, quello delle “pinocchiate”.

Seguono i contributi di autrici e autori. Eccoli nell'ordine in cui si trovano nell'indice e nel quaderno:

La passione e l'invenzione. La vita e le professioni di Carlo Lorenzini, di Eleonora Bellini; Carlo Collodi giornalista: tra satira, cronaca e invenzione linguistica, di Viviana Hutter; La satira al tempo di Collodi e il caso dell'Avvocatino, di Carla Colmegna; Nell’officina traduttiva di Carlo Collodi: dai Contes de fées a I racconti delle fate, di Cinzia Grimaldi; Carlo Collodi e la costruzione dell’infanzia moderna, di Emilio Nuozzi; Pinocchio come “seconda nascita”: il rito di passaggio dall'infanzia all'età adulta, di Lucia Cucciolotti; Pinocchio: le ragioni di un successo, in tutte le lingue del mondo, di Lidia Maggioli; Il bestiario di Collodi, di Gabriella Santini; Pinocchio e i riti di passaggio: una lettura alla luce dell’antropologia culturale di Stella Nosella; Pinocchio nel cinema e nell'animazione, di Paola Dei; Pinocchio a teatro, di Sarah Pellizzari Rabolini; Fratelli di legno. Il teatro per marionette nei secoli XVII-XIX nell’Italia centro-settentrionale, di Marco Tomatis; Pinocchio versus Cuore: due modelli di letteratura per ragazzi, di Silvia Dal Cin; Pinocchio come romanzo di formazione. Alcuni parallelismi con la scuola di Ludovico Jacopo Cipriani;  Gli illustratori interpretano Pinocchio, di Ermanno Detti; Nasi che crescono, Intelligenze che aumentano, di Elena Paparelli.

Ultima cosa, bellissima: il Quaderno è scaricabile gratuitamente a questo link https://www.icwa.it/.../QUADERNO-ICWA-N5-CARLO-COLLODI.pdf


giovedì 2 novembre 2023

Italo Calvino saggista e narratore, un quaderno di ICWA per ricordare lo scrittore

In occasione del centenario della nascita di Italo Calvino, ICWA, associazione italiana degli scrittori per ragazzi, ha realizzato un Quaderno in cui sono raccolti i contributi di sette autrici, che presentano altrettanti aspetti dell'opera dello scrittore, con particolare riguardo alla letteratura per ragazzi:

  1. Fiabe italiane: il potere del racconto orale di Sofia Gallo ricorda come la lettura in classe delle fiabe riscritte da Calvino sia capace di incantare i ragazzi, facendo loro scoprire mondi fantastici, ma anche la differenza fra il bene e il male.

  2. Il messaggio sempre attuale de Il barone rampante di Silvia Fuochi ci fa ripercorrere la storia di Cosimo, il bambino che si rifugia su un albero per trascorrere tra quelle fronde l'intera sua vita, e ci ricorda che il diritto di essere se stesso appartiene a ogni bambino.

  3. La scrittura "leggera" delle Lezioni americane di Carla Colmegna evidenzia il metodo di Calvino per rendere la scrittura leggera "procedendo per sottrazione" con arguzia e umorismo.

  4. I libri degli altri di Elena Paparelli introduce al lavoro di Calvino, non solo come scrittore, ma anche come dirigente della casa editrice Einaudi "sommerso da un mare di carte" e come acuto lettore e critico di opere di letteratura contemporanea e universale.

  5. Marcovaldo tra periferia, ecologia e utopia di Eleonora Bellini nota la profetica capacità di Calvino "di interpretare, narrare e anticipare il reale", specie la natura minacciata, il cemento invasivo, i consumi esasperati, con attenzione a questi fenomeni dal punto di vista dei piccoli e degli umili.

  6. A qualcuno piace breve: Calvino a scuola di Annalisa Ponti analizza quali siano le opere calviniane più presenti nelle antologie scolastiche, con riguardo alla scuola secondaria di secondo grado.

  7. Calvino e la Francia di Ginevra Van Deflor riferisce quanto lo scrittore, che soggiornò per diversi anni a Parigi, sia stato e sia ancora apprezzato in Francia, particolarmente per le sue opere fantastiche.

    Il Quaderno di Icwa, ideato e curato da Fulvia Degl'Innocenti (editing e correzione bozze di Monica Tappa, impaginazione e grafica di Manuela Salvi, illustrazione di copertina di Silvia Crocicchi) si può scaricare gratuitamente al linkQuadernoCalvino (icwa.it)


domenica 24 dicembre 2017

Un incontro, una canzone, la speranza

La tentazione di parafrasare il titolo di un mitico libro di Mario Lodi, "C'è speranza se questo accade al Vho" è grande. Perchè la bandiera della speranza non conosce barriera, non si arrende al vento, non si affloscia alla tempesta. E perché, come ogni anno, l'incontro di un giorno, il festival Scampia Storytelling, promosso da ICWA, lascia tracce profonde e si prolunga nel ricordo e nell'impegno. Così ha raccontatoun momento dell'edizione di quest'anno, Stefano Panzarasa, musicista e animatore culturale, sulla sua pagine facebook.

LA CANZONE PER GANDHI

Una bella occasione per me, un giorno da cantautore. Tempo fa l’invito dell’amica poetessa Eleonora Bellini di accompagnarla a presentare il suo ultimo libro su Gandhi in una scuola media di Scampia (Napoli), nell’ambito del Festival letterario “Scampia Storytelling”, organizzato dall’Associazione Italiana Scrittori per Ragazzi (ICWA), coordinato da Tiziana Bruno. In questo festival autori e autrici di letteratura per ragazzi e ragazze sono invitati a presentare le loro opere nelle scuole medie ed elementari del famoso e problematico quartiere napoletano.
Ci organizziamo e partiamo, incontrandoci giovedì sera sul treno per Napoli e la mattina seguente, poco dopo l’alba, per raggiungere Scampia con tutta un’intera tratta di metro. Con noi una decina di persone, tutti gli autori e le autrici partecipanti al festival. Un’ora di metro e di gallerie e infine Scampia, strade larghe, luminosità, grandi palazzi, le famose “vele”, segnali di dissesto urbano qua e là. Andiamo a piedi, il tempo è bello, ma io ho uno zaino, la chitarra e una valigia con i miei libri, camminare di solito mi piace, ma così carico non è che sia proprio agevole…
Infine arriviamo alla scuola elementare, bella e colorata. La giovane preside ci accoglie con molta cordialità e poi ci porta in giro per un saluto collettivo alla sua scuola. Le classi sono luminose e moderne, sembrano ambienti di una scuola Montessori, tutte le LIM (lavagne interattive multimediali) funzionanti, bambini e bambine simpatiche e bravi insegnanti. In una classe cantano per noi la canzone della scuola, la Scuola senza Zaino, e io allora regalo alla preside per tutti il mio libro su Gianni Rodari, per me un vero ecopacifista ante litteram, corredata dal cd con le canzoni che ho composto sulle sue filastrocche. Alcuni del gruppo si fermano lì, invece Eleonora e altre autrici sono attese alla scuola media Pertini. Questa volta si va in macchina, altro giro per il quartiere e stavolta l’arrivo alla scuola si presenta molto diverso. Triste edificio, inferriate, grate alle finestre, persino all’interno. Pare prima fosse un centro di raccolta per terremotati, ora è una scuola molto disadorna. Cosa e chi ci aspetterà?
Il personale ci accompagna in una classe affollata di alunni e alunne e subito dopo ne arriva un’altra intera, quindi invece di due incontri ne faremo uno solo con ragazzi e ragazze di terza media (le classi G e N). Di solito unendo due classi la confusione è assicurata, io spero almeno in una confusione creativa…
Ci presentiamo, Eleonora Bellini, poetessa e autrice di “L’elefante e la formica”, io cantautore romano. In questi casi l’imprinting iniziale è molto importante. Io non dico nulla e mi dedico ad accordare la chitarra, Eleonora si presenta e comincia tranquillamente a parlare del suo racconto, leggendo anche alcuni brani, in cui, con un bell’artificio letterario, si viene a conoscere la storia di Gandhi e della non violenza, a partire da varie lettere scritte su di lui per ravvivarne la memoria.
Eleonora parla e legge in modo calmo e l’attenzione è raggiunta (in questi casi con tante persone nella classe è quasi un miracolo), ogni tanto interloquisce con alunni e alunne che pongono domande e fanno belle riflessioni…
Ora tocca a me attaccare una canzone; seguendo un’idea del momento chiedo ad Eleonora di raccontare la storia della “Marcia del sale” che Gandhi attuò come opposizione non-violenta agli inglesi che utilizzavano il prezioso sale indiano esclusivamente per i loro commerci lasciandone prive le popolazioni locali. Dopo la bella storia posso quindi eseguire una mia ballata rock dal testo di Gianni Rodari “Il cielo è di tutti”:
https://www.youtube.com/watch?v=JMZJzp7Nq3k&feature=youtu.be (eseguita alcuni annifa con il gruppo Insalata Sbagliata dedicato a Gianni Rodari che avevo all’epoca).
Poi Eleonora racconta dell’impegno di Gandhi a favore dell’eliminazione delle caste e della parità dei diritti del popolo indiano e io mi aggancio subito dopo cantando un’altra filastrocca di Gianni Rodari, “Lo zampognaro”, un po’ sullo stile musicale di Edoardo Bennato, dove si parla di una società diversa dove tutti hanno diritto di dire la loro, persino gli animali…
https://www.youtube.com/watch?v=Zv7MuqqcAZQ (sempre con Insalata Sbagliata questa volta in un nostro concerto).
Poi l’incontro prosegue con la presentazione di una poesia sui migranti, argomento tristemente molto di attualità, scritta da Eleonora che io ho musicato e canto, “La filastrocca dello zio Tano” (per ora inedita).
A questo punto, mancano circa tre quarti d’ora alla fine dell’intervento, cosa fare? Ormai è un bel po’ di tempo che abbiamo iniziato e le due classi cominciano ad agitarsi. Per riprendere in mano la situazione propongo ad Eleonora di cercare di creare sul momento un testo poetico su Gandhi insieme ad alunni e alunne, poi io potrei musicarlo, potremo cantarlo tutti insieme e fare persino un video. Sembra un’impresa quasi impossibile e rischiosa, ma ad Eleonora l’idea piace molto, così decidiamo per una rima sempre uguale,. Creeremo due strofe e un ritornello.
Eleonora scrive alla lavagna il primo verso e poi proviamo ad andare avanti lasciando la parola ai ragazzi.
In poco tempo arrivano i primi versi in rima, “Nessuna paura tanto coraggio/Lui come uomo era molto saggio/Guidava il suo popolo in ogni passaggio”. Evidentemente “il gioco” poetico-musicale risulta intrigante e piace, forse anche perché nel frattempo cantando i primi versi, io faccio sentire quale potrebbe essere la canzone, molto ritmata, allegra, una specie di filastrocca rock…
E così, verso dopo verso, le strofe sono terminate. Infine, trovato il motivo del ritornello, io eseguo tutta la canzone. Il testo qua e là zoppica un po’, ma sono convinto che la canzone funzioni e quindi si può andare avanti, e poi, anche volendo, non c’è tempo per raffinatezze…

LA CANZONE PER GANDHI

Nessuna paura tanto coraggio
Lui come uomo era molto saggio,
Guidava il suo popolo in ogni passaggio.
Di sale, sul mare, fecero assaggio
Dopo chilometri di lungo viaggio
Donando fiori e rose di maggio.

Nessuna paura tanto coraggio
Lui come uomo era molto saggio.

Aveva la forza della verità
Al suo popolo donò la libertà
In un percorso di tanta felicità
Lavorando con grande volontà
Affermando tra gli uomini la parità.

Nessuna paura tanto coraggio
Lui come uomo era molto saggio.

Abbiamo ancora una ventina di minuti e quindi ora provo a cantare con i ragazzi e ragazze. Leggono il testo alla lavagna, ma la voce non si sente, evidentemente sono un po’ imbarazzati, anche perché nel frattempo ho chiesto ad Eleonora di provare a fare delle riprese con la mia macchina fotografica (che in questi casi di video-di frontiera se la cava abbastanza bene).
Dopo un po’ di prove, un po' forzando la situazione, ma vedo e sento che tutti mi vengono dietro ed Eleonora ha capito bene come fare, la ripresa può cominciare… La CANZONE PER GANDHI è pronta, canteremo un testo che parla di un uomo speciale, della libertà, dell’uguaglianza dei diritti e, ovviamente, della non-violenza.
Ci vuole un bel po’ di energia per trascinare un gruppo di decine di adolescenti a cantare in coro…
Il testo però l’hanno scritto loro, la musica (l’ho creata con cura) è sufficientemente trascinante e poi probabilmente vedere il mio impegno, il fatto che credo in quello che sto facendo e in loro, dà lo stimolo giusto.
E così miracolosamente e proprio allo scadere del tempo a disposizione, il video è terminato con la speranza che Eleonora abbia fatto una ripresa decente. E fortunatamente ci è riuscita, anche se l’audio è molto disturbato dal microfono, andato in saturazione. Siamo comunque tutti contenti del risultato.
Ed Eleonora conclude con queste parole: "Scampia è la più grande piazza di spaccio italiana, si dice. Ma è anche una "piccola città" nella quale molti vivono e agiscono per il bene comune. Nelle associazioni magari, nelle scuole di certo. Qui insegnanti e alunni fanno un passo in più per credere nel futuro. E non è poco".