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giovedì 19 gennaio 2023

Due albi bilingui in italiano e inglese per raccontare la Shoah ai più piccoli: Non dire il tuo nome/Don't say your name; Il ritorno di Sara/Sara's return

Giuseppe gioca sul balcone e ai giardini pubblici, è allegro, la sua vita scorre serena. Ma un brutto giorno delle leggi ingiuste lo costringono a fuggire insieme alla mamma, al papà e alla sorella Micol. Da quel momento, Giuseppe non potrà più rivelare a nessuno il suo nome. Nell'Italia delle leggi razziali del 1938 la storia di un bambino e della sua famiglia, uguale a 10, 100, 1000 altre storie di bambini innocenti, è narrata attraverso lo sguardo e con le parole del piccolo protagonista. Integrano il testo alcune domande, quelle che i piccoli lettori di oggi più spesso rivolgono quando sentono parlare del periodo buio e crudele della persecuzione contro gli ebrei, insieme alle risposte che si possono dare loro. Le illustrazioni dialogano compiutamente con le parole e la storia è raccontata sia in italiano che in inglese. Il libro è corredato da una scheda che contiene suggerimenti per svolgere attività e laboratori con i bambini.

- Nello spazio breve di un albo sono raccontate con semplicità e efficacia la storia e le conseguenze delle leggi razziali del 1938; “testimone narratore” è il piccolo Giuseppe che con la sorella Micol e i genitori è costretto a nascondersi e a celare il suo nome per sfuggire alla deportazione. Albo “impegnato” ma delicato anche nelle illustrazioni. Ottima prova di Eleonora Bellini - (Pino Boero)

Nell’inverno dell’anno 2000, su un treno che scendeva da Cracovia verso Milano una vecchia signora ammirava il paesaggio innevato. Si chiama Sara e torna in Italia dopo tanti tanti anni. Sara è la cugina di Giuseppe e Micol, i bambini che non potevano dire il loro nome. Il ritorno di Sara, chiaro, delicato ed empatico nel testo e nelle immagini, è l’atteso seguito di Non dire il tuo nome, dedicato ai temi delle leggi razziali e della deportazione. Conclusa la storia di Sara, un breve ma significativo approfondimento riguarda i fatti storici che fanno da sfondo alle vicende narrate e risponde ad alcune domande sui personaggi del libro. Per le classi e gli insegnanti che, dopo aver acquistato l'albo, ne faranno richiesta è disponibile una scheda di approfondimento e di proposte operative da attuare con bambini e ragazzi.

"Inserisco l’albo bilingue Il ritorno di Sara in questa sezione perché mi pare che il racconto, giocato sulla memoria, meriti un’attenta lettura: Sara vecchia signora, già incontrata, bambina, in una precedente storia, torna a  noi sul filo della sua memoria: la deportazione, il campo di concentramento, la morte dei fratellini,  la fuga, la salvezza, la crescita e l’età adulta trascorsa in un altro paese… L’essenzialità e l’intensità che caratterizzano la scrittura di Eleonora Bellini trovano buon sviluppo nelle illustrazioni di Viola Virdis" (Pino Boero, pinoboero, Autore presso Pino Boero).

Eleonora Bellini/Maria Mariano, Non dire il tuo nome/ Don't say your name, Il Ciliegio 2021

Eleonora Bellini/Viola Virdis, Il ritorno di Sara/ Sara's return, Il Ciliegio 2023

 Il ritorno di Sara/ Sara's return è stato premiato con menzione di merito al Premio Letterario Scaramuzza, dove era giunto finalista in ottima compagnia: Sergio Badino, Ilaria Urbinati - Mi ricordo di te (Giunti), Matteo Bussola - Mezzamela (Salani), Isabella Christina Felline, Sonia Maria Luce Possentini - Tutto d'un fiato (Raffaello Editore), Matteo Grimaldi - Il violino di Filo (Giunti), Stefania Lanari, Anna Pini - Il lupo aveva un piano (Fulmino), Monica Lanzara - Bosco sacro (Amazon), Laura Rizzoglio - La masca (Nps editore), Francesca Redolfi - Dedalus (Le Mezzelane casa editrice), Eleonora Rossi - Il campo della giovinezza, Bruno Tognolini - Rime alfabete (Salani), Nadia Tortora, Giorgia Merlin - E' nata l'Italia. Costituzione di uno stato libero (Chiaredizioni).

Piccolo florilegio di recensioni? Andate ai link

Non dire il tuo nome – Don’t say your name – Le letture di Adso

Recensione Non dire il tuo nome, Eleonora Bellini, Maria Mariano - ZeBuk - Il blog per gli appassionati di lettura

Il ritorno di Sara-Sara’s return – Le letture di Adso

Recensione Il ritorno di Sara. Sara's return, Eleonora Bellini, Viola Virdis - ZeBuk - Il blog per gli appassionati di lettura


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Pagine Giovani 1/2023

giovedì 15 marzo 2012

Ad Auschwitz c'era un'orchestra, di Fania Fénelon

Fania Fénelon, ebrea francese, nata Goldstein, fu deportata ad Auschwitz-Birkenau a soli vent'anni. Amava dire che fu deportata non perché ebrea, ma perché membro della Resistenza e comunista.  A Birkenau c'era un'orchestra femminile; doveva accompagnare l'uscita dei reclusi che andavano al lavoro la mattina presto e, la sera, doveva offrire momenti di svago alle SS - che amavano la musica classica e forse la usavano per cancellare l'orrore delle innominabili torture  a cui sottoponevano le loro vittime e per dimenticare l'odore dei forni crematori che pervadeva il campo. Questo libro, scritto trent'anni dopo la deportazione, racconta la storia di Fania e delle sue compagne dell'orchestra del lager. Perché aspettare trent'anni per raccontare? "Ho avuto bisogno di vivere. Vivere la nostra giovinezza; avevamo vent'anni e sembravamo tutte delle vecchie. Ho avuto bisogno di ritrovarmi nel calore degli altri, di mangiare, di fare l'amore, di amare... e soprattutto di guarire. Ero malata. Dovevo guarire dai lager", spiegherà lei, in un tardo pomeriggio degli anni Settanta a Bruxelles, incontrando due compagne di allora.
Fania Fénelon fu cantante e pianista e portò la sua arte nei teatri di tutto il mondo. Dopo la guerra visse a lungo nella Germania dell'Est. Dalle sue memorie fu tratto negli Stati Uniti un film, Playng for time (in italiano Ballata per un condannato), di cui scrisse la sceneggiatura insieme ad Arthur Miller e che fu interpretato da Vanessa Redgrave. Un suo ricordo si trova, tra gli altri, qui: http://gerardbarray.fr/humeurs/fania/index.htm

Fania Fénelon, Ad Auschwitz c'era un'orchestra, collana Caratteri del '900, Vallecchi 2008