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martedì 18 novembre 2014

Albert Camus, citoyen du monde

Albert Camus, citoyen du monde è il titolo di una interessante mostra - tenutasi dal 5 ottobre 2013 al 5 gennaio 2014 alla Bibliothèque Méjanes di Aix en Provence in occasione del centenario della nascita dello scrittore - e del catalogo che ne perpetua il ricordo e la disponibilità nel tempo. Depositaria del Fondo Albert Camus, la Biblioteca Méjanes ha reso omaggio allo scrittore le cui opere sono entrate nel mito per molti, nei più diversi luoghi del mondo. Sintonia per il pensiero di un intellettuale che desiderava "una vita libera per ognuno e giusta per tutti"; e viva, ragionevole speranza.
Nella presentazione del catalogo i curatori (Sophie Doudet, Marcelle Mahasela, Pierre-Louis Rey, Agnès Spiquel, Maurice Weyembergh) sottolineano che "Il mondo è una città nella quale potrebbero coabitare uomini liberi e uguali. Mostrare in Camus il cittadino del mondo significa sottolineare il suo legame con la natura, la sua sollecitudine per il presente e per l'avvenire, la sua generosità nei confronti degli altri, il suo rifiuto delle frontiere, il suo acuto senso della fratellanza universale. Noi abbiamo voluto renderlo intensamente presente attraverso documenti, foto, testi".
Suddiviso in dieci capitoli, tanti quante le sezioni dell'omonima esposizione, il libro ci offre un ritratto completo di Camus uomo, scrittore, giornalista: luoghi, amicizie, mestieri, giochi, linguaggio, guerra, storia, pensiero "du midi", amore, regno sono i titoli dei capitoli, ricchi di illustrazioni vive, suggestive, spesso rare, e di citazioni. 


"E' vero che i paesi mediterranei sono i soli nei quali io possa vivere, che amo la vita e la luce; ma è anche vero che il tragico dell'esistenza assedia l'uomo e che la parte più profonda di lui gli rimane legata" (da un progetto di prefazione per Il diritto e il rovescio).
"Se dovessi scrivere qui un libro di morale, avrebbe cento pagine e 99 sarebbero bianche. sull'ultima scriverei: (dai Carnets).
"Molti tra di noi non avevano ben compreso gli uomini del 1914. Siamo più vicini a loro, adesso, perché sappiamo che si può fare una guerra senza consentirvi. Sappiamo che a un certo punto estremo della disperazione, nasce l'indifferenza e, con lei, il senso e il gusto della fatalità" (da La guerra, settembre 1939).

Albert Camus, citoyen du monde, Gallimard 2013

lunedì 15 luglio 2013

L'étranger (d'après l'oeuvre d'Albert Camus), di Jacques Ferrandez

In occasione della ricorrenza centenaria della nascita di Albert Camus, Gallimard pubblica una bellissima grafic novel de L'étranger (Lo straniero), fondamentale opera dello scrittore francese, che narra di emarginazione sociale, solitudine, pena di morte. Lo sguardo profondo, lucido, malinconico, ma non domo, di Camus si traduce qui in acquerelli  evocanti e coivolgenti atmosfere esotiche, in un dialogo serrato ed efficace. Brevità ed immagine non tradiscono il romanzo originale, anzi sono apertamente finalizzati a favorire nei più giovani, ma anche in adulti "timorosi del difficile dei classici", la curiosità nei confronti dell'opera di Camus e la lettura del romanzo integrale.
Jacques Ferrandez, nato in Algeria come Camus (1955), è stato profondamente ed intelligentemente coinvolto dalla storia di Mersault, che ha scelto di raffigurare come giovane, giovanissimo: "J'ai choisi de faire de Meursault un homme jeune. Pour moi, L'étranger est un roman sur la jeunesse, il pointe un refus du mensonge et des règles de la société. J'ai pensé à James Dean ou Gérard Philipe pour créer mon héros" ha sostenuto in un'intervista a Télérama.fr, che potrete leggere integralmente a questo link http://www.telerama.fr/livre/bd-l-etranger-le-roman-d-albert-camus-adapte-par-jacques-ferrandez,96095.php
 Alla Bibliothèque Méjanes di Aix-en-Provence si possono ammirare, esposte in mostra, le tavole originali del libro.

Jacques Ferrandez, L'étranger. D'après l'oeuvre d'Albert Camus, Gallimard Jeunesse 2013

venerdì 23 marzo 2012

Albert Camus contre la peine de mort, di Ève Morisi

La pena di morte in Francia venne abolita solo nel 1981. In occasione della ricorrenza trentennale è uscito (Gallimard) un libro di Ève Morisi, docente all'università di St. Andrews in Scozia. L'autrice, che ha rielaborato ed approfondito per il saggio la sua tesi di dottorato, inserisce Camus - premio Nobel per la letteratura nel 1957 - nel filone di scrittori francesi, tra i quali spiccano Victor Hugo e Robert Badinter, che furono strenui oppositori della condanna capitale. Scandita come i capitoli del libro è visitabile, fino al 2 giugno, al Centre Camus della Biblioteca Méjanes di Aix en Provence una mostra documentaria che propone, attraverso preziosi manoscritti originali, ritagli di stampa e fotografie d'epoca le tappe della lunga ed instancabile battaglia civile dello scrittore  (http://www.etudes-camusiennes.fr/wordpress/2012/02/05/aix-en-provence-24-fevrier-2012-conference-et-exposition-albert-camus-contre-la-peine-de-mort-par-eve-morisi/).

Camus bambino
Nel romanzo postumo Le premier homme Camus racconta un episodio degli anni d'Algeria, accaduto quand'egli era bambino e rimasto quale tappa indelebile nella memoria dell'epica familiare e della formazione della sua personalità: è l'episodio in cui suo padre, recatosi ad assistere ad un'esecuzione capitale, rientrato a casa fu colto da incontrollabili conati di vomito e rimase a lungo muto e rinchiuso nella sua camera. Un ricordo d'infanzia nel quale è già espicita la negazione di quella pena profondamente inumana.
« Il se leva dans la nuit pour se rendre au supplice, à l’autre bout de la ville, au milieu d’un grand concours de  peuple. Ce qu’il vit ce matin là, il n’en dit rien à personne. Ma mère raconte seulement qu’il rentra en coup de vente, le visage bouleversé, refusa de parler, s’étendit un moment sur le lit et se mit tout à coup à vomir. Il venait de découvrir la réalité qui se cachait sous les grandes formules dont on la masquait. »
L'archivio Camus è stato depositato dai familiari alla biblioteca Méjanes ed è oggetto di studio e di ricerca da parte di molti studiosi, nonché di attenta valorizzazione e tutela da parte delle conservatrici che vi sono preposte.
Sintesi dell'esposizione nel Dépliant de la Cité du livre:
Albert Camus contre la peine de mort. Avec Ève Morisi, maître de conférence à l’université de Saint
Andrews, Ecosse. À l’occasion de la parution de son ouvrage aux éditions Gallimard, Ève Morisi propose un regard sur l’ensemble des textes au travers desquels Albert Camus s’est engagé contre la peine capitale ou en faveur de condamnés, au même titre que Victor Hugo ou Robert Badinter.
L’exposition présente des documents souvent inédits, articles, extraits de Carnets, textes de conférences, correspondances ou extraits de l’oeuvre littéraire de Camus, indissociables de l’histoire
sociale et politique du XXe siècle en Europe et en Algérie.

Un articolo su questo tema nel blog Thomas More http://thomasmore.wordpress.com/2010/01/04/camus-et-la-peine-de-mort/

Ève Morisi, Albert Camus contre la peine de mort, Gallimard 2011


Il trailer del film "Il primo uomo" di Gianni Amelio