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giovedì 7 marzo 2013

Storie di lupi e altri animali

Ieri mattina, così come il lunedì precedente, ero alla biblioteca comunale di Borgo Ticino per leggere ai bambini di prima elementare alcune "storie di lupi ed altri animali". Si trattava degli ultimi quattro laboratori della serie "La biblioteca in valigia". Grande attenzione ed entusiasmo sincero si sono manifestate da parte dei piccoli, che già conoscevano alcune "storie di lupi cattivi", ma tutte - ahimè! - nella versione disneyana. Ieri mattina, però, hanno avuto modo di ascoltare altre versioni di quelle favole e di vedere sui libri "figure" diverse da quelle a cui erano abituati. I bimbi hanno poi affrontato molto seriamente il compito di presentare una delle storie, la preferita, attraverso i loro disegni. Ne vedete due esempi qui sopra, esposti in una tasca della valigia-biblioteca ed altri qui di seguito.



I libri letti (o soltanto "raccontati") sono stati quelli dell'elenco che segue:

-      Almodóvar A. R. e Taeger M. – La vera storia di Cappuccetto Rosso – Kalandraka 2009.
Cappuccetto Rosso è una bambina molto bella che vive vicino a un bosco. Come la protagonista de “La bambina e il lupo” (vedi sotto), quando incontrerà un vecchio lupo briccone, saprà cavarsela grazie all’intelligenza e all’intuizione.

-      Bellini E. e Caccia M. – Ninna nanna per una pecorella – Topipittori 2009  
Una pecorella abbandona il gregge per seguire una stella. Tutto attorno lei è la notte e nella notte si possono fare incontri imprevisti, ma non tutti sono tristi. Ci sono anche incontri capaci di sciogliere dentro un abbraccio la paura.

-      Blegvad E. – La vera storia dei tre porcellini – E Elle  1990.
 Attenzione! Questa è la VERA storia dei tre porcellini e ci rammenta che anche i porcelli sono carnivori, mica solo i lupi...

-      Carrer C. - La bambina e il lupo – Topipittori  2005
Bzou, il lupo mannaro, è in agguato nel bosco. Arriva una bimba che porta la focaccia alla nonna. La storia comincia come Cappuccetto Rosso, ma questa bimba si salverà senza l’aiuto del cacciatore...

-      Galé A. e Tow J. – Ululò il lupetto che non vuole andare a letto – Lo Ed. 2012
Ululò al mattino ha sempre sonno, ma appena scende la sera diventa vivacissimo e non c’è verso di farlo addormentare. Che cosa faranno i suoi genitori?

-      Howker J. e S. Fox-Davies – A spasso con i lupi – Editoriale Scienza 2008
Qui si tratta di lupi veri, ritratti e raccontati nel loro habitat  durante le diverse stagioni dell’anno.

-      Jacques B – Aprite quella porta! – Orecchio acerbo 2009
Una nonnina sorda nella sua casetta sperduta nel bosco sente bussare alla porta. E’ già notte: chi sarà? Ed è davvero molto sorda la nonnina oppure...

-      Lecaye O. – Dottor Lupo – Babalibri 2010
Un coniglietto si sveglia col mal di pancia. Mamma Coniglia consulta molti medici diversi, ma nessuno trova il rimedio adeguato. Solo il Dottor Lupo avrà successo.

-      Ramos M. – Il lupo che voleva essere una pecora – Babalibri 2008
Un lupetto vuole uscrire dal bosco e volare nel cielo, ma non la le ali. Nemmeno le pecore hanno le ali, eppure certe volte le vediamo volare nel cielo...

-    Vaugelade A. – Una zuppa di sasso – Babalibri 2003.
E’ notte, è inverno e scende la neve. Un vecchio lupo con un sacco sulle spalle arriva al villaggio e bussa alla porta della gallina. Che succederà?

Il più alto gradimento è andato a La bambina e il lupo, Una zuppa di sasso, Il lupo che voleva essere una pecora, Aprite quella porta!, Ninna nanna per una pecorella, letta quest'ultima, grazie alla signora Silvina, bibliotecaria argentina, anche in lingua castigliana (Canción de cuna para una ovejita).
"Non tutti i lupi sono cattivi, però" mi ha confidato una bimba all'uscita. e "La nonnina è piccola dentro la casa" ha sussurrato un altro.
Merita un'osservazione la reazione dei bambini alla lettura de "La bambina e il lupo", perché, quando il libro uscì, alcuni adulti osservarono questa edizione con perplessità, classificandola, senza molto approfondire, come poco adatta ai bambini. Il libro riprende una versione popolare della fiaba di Cappuccetto, nella quale la bimba si salva grazie alla prontezza e all'intelligenza, ma non vi è salvezza per la nonna. Nelle illustrazioni di Chiara Carrer prevalgono il rosso ed il nero. Durante la lettura l'attenzione dei bimbi sale costantemente e raggiunge il massimo quando la bambina si corica insieme alla "nonna" e ne osserva le caratteristiche. Qui alle tre domande abituali nelle versioni più note ("Che occhi grandi hai" eccetera) se ne aggiungono altre tre ( riguardano il pelo lungo, le unghie, le spalle): la tensione dei piccoli ascoltatori sale insieme al numero delle domande. Però, subito voltata la pagina, quando la bimba protagonista dice "Esco a fare la pipì", tutto ritorna ad un più rassicurante orizzonte quotidiano e già si preannuncia la via della salvezza. La tensione scende e grande è la soddisfazione dei bimbi quando, nel finale, la protagonista, rientrata a casa, sbatte la porta in faccia a Bzou, il lupo mannaro. Questo libro, dunque si può tranquillamente leggere e mostrare ai bambini, anche proponendo loro di drammatizzarlo. Ne colgono benissimo, infatti, il messaggio che valorizza la forza dell'intelligenza e la conquista dell'autonomia con le proprie forze; ne ignorano (ed è giusto che sia così) i richiami al cannibalismo e alla violenza, che, non estranei alla comune esperienza di vita durante momenti bui della storia dell'umanità, tanto turbano gli adulti (ed è altrettanto giusto che sia così). Una versione simile della storia è nel libro di Almodóvar e Taeger, che si rifà ad una versione francese della favola; qui, però, le illustrazioni, coloratissime e dai tratti quasi infantili sdrammatizzano immediatamente il racconto. Quale versione della fiaba scegliere, dunque? Forse tutte, in momenti diversi, dalla Cappuccetto Rosso più tradizionale a queste ultime e ad altre che certo verranno ancora.
Leggete, leggete che qualcosa resterà!

mercoledì 22 settembre 2010

Il giorno che cambiò la mia vita, di Cesare Moisé Finzi

Cesare è un bambino nato nel 1930, un po' gracile e qualche volta pauroso. Vive a Ferrara con i genitori e un fratello. La vita della famiglia è tranquilla ed agiata. Cesare frequenta la scuola, ma ama molto le vacanze, come quelle dell'estate 1938, in montagna, a Folgaria. Proprio lì, una mattina legge sul giornale che è andato ad acquistare per il babbo: INSEGNANTI E STUDENTI EBREI ESCLUSI DALLE SCUOLE GOVERNATIVE E PAREGGIATE. . E' il 3 settembre. Cesare capisce che quella frase riguarda anche lui, che la sua vita cambierà. Così racconta: "A dire il vero non sono mai stato uno scolaro brillante, né ho avuto mai un amore particolare per la scuola, ma veramente non mi sarà più permesso di andarci? Mi si velano gli occhi. Piango? No, forse no, ma quando raggiungo i miei a casa, mi precipito fra le braccia della mamma. I grandi mi si fanno intorno, sbigottiti, frastornati, offesi. Perfino increduli. Leggono e rileggono i titoli, poi tutti gli articoli. Così, papà, che nel maggio 1915 è scappato di casa per arruolarsi nell'esercito italiano e combattere per l'unità d'Italia, non sarebbe più un italiano di tale nome solo perché appartiene a una religione diversa? Cosa c'entra la religione con la cittadinanza?" (p. 27)


Il libro di Cesare Finzi è inserito in una collana per ragazzi dal mitico nome de "Gli anni in tasca" (editore Topipittori di Milano). Ma ne consiglio a tutti la lettura. Non potrà che aiutare a ricordare e molto anche ad adoperarsi affinché mai più un giorno di vacanza divenga per un bambino di otto anni il giorno buio "che cambia la vita".
Una video testimonianza di Cesare Finzi, qui.

mercoledì 23 giugno 2010

Il ragazzo è impegnato a crescere, di Roberto Denti


Un'infanzia vissuta tra la fine degli anni Venti e quella degli anni Trenta non è molto diversa da un'infanzia vissuta negli anni Cinquanta - fatte salve le differenti condizioni politico sociali dell'Italia e di conseguenza il diverso stato d'animo delle persone nel considerare la propria vita ed il mondo circostante. Me lo ha svelato questo bel libro di Roberto Denti, il quale, oltre che scrittore, è il fondatore della Libreria dei Ragazzi di Milano, un punto di riferimento sicuro per tutti coloro che si occupano di letture per bambini, ragazzi, adolescenti.
La lettura di questo suo racconto autobiografico sarà bella per gli adulti, ai quali ricorderà la propria infanzia, ma lo sarà ancora di più per i ragazzini, ai quali farà scoprire momenti di vita quotidiana così lontani da sembrar loro perfino avventurosi. Penso di non sbagliare ipotizzando addirittura che in un bambino di oggi la lettura de “Il ragazzo è impegnato a crescere” potrà suscitare gli stessi stati d’animo e lo stesso stupore che suscita la lettura delle avventure di Pinocchio o di quelle di Giamburrasca: innocenza e stupore, marachelle e punizioni, cose dolci e buone come la liquirizia e la marmellata e cose nauseabonde come l’olio di fegato di merluzzo.
E appunto su quest’ultimo eccovi quello che si legge a pag. 14:
- Un ricordo sgradevole dei miei anni di scuola elementare è dovuto al ritorno a casa per il pasto del mezzogiorno, prima del quale dovevo bere un cucchiaio di olio di fegato di merluzzo, una medicina oleosa dal sapore nauseante. L’aveva ordinato il medico perché ero un bambino considerato “linfatico” cioè avevo certe ghiandole del collo che funzionavano male. Versavo dalla bottiglia sempre unta la dose di olio di fegato di merluzzo nel cucchiaio e ingoiavo con grande senso di schifo. Quando il cucchiaio era vuoto, lo infilavo nella cenere del camino e mangiavo due spicchi di mandarino per “pulirmi la bocca”. -


Roberto Denti, Il ragazzo è impegnato a crescere, Edizioni Topipittori 2009, Collana “gli anni in tasca” [la collana,che prende il nome dall'omonimo film di Truffaut, racconta storie vere di bambini e ragazzi attraverso voci adulte che non hanno perso l'incanto], pagg. 103, euro 10,00.

PS: e l’olio di ricino era ancora peggio...

(C)Eleonora Bellini