mercoledì 23 febbraio 2022

Per Mario Lodi 2. A&B adulti e bambini che vogliono diventare amici

"Questo piccolo giornale nasce per dare la parola ai bambini, per conoscere chi sono, come vivono, cosa fanno per migliorare il mondo. È un giornale povero, senza colori e senza pubblicità, ma certamente i bambini e gli adulti che vi scriveranno lo faranno diventare ricco di idee, di fantasia, di fatti. Gli adulti impareranno dai bambini, come i bambini dagli adulti" scriveva Mario Lodi nel suo editoriale su A&B, Anno II n. I, gennaio 1985.


A&B uscì tra il 1983 e il 1988, ospitò contributi di scolare e scolari residenti in ogni regione d'Italia e anche all'estero, accanto ai contributi di adulti, insegnanti ma anche scrittori. I bambini, avendo a disposizione lo spazio, la libertà, l'attenzione e l'ascolto che meritavano allora e che meritano sempre, si dimostrarono capaci di inventare storie, di condividere scoperte, di raccontare la loro vita quotidiana, di riflettere sugli eventi e la storia del mondo. La grande esperienza derivata dal Movimento di Cooperazione Educativa (MCE), la redazione della Biblioteca del Lavoro, ideata dal maestro Lodi e pubblicata dall'editore fiorentino Manzuoli, insieme alla lezione di Rodari costituiscono il grande retroterra culturale e umano di A&B: storie, disegni, poesie, filastrocche, canzoni e musiche popolari, relazioni su esperimenti scientifici animavano il giornalino, che usciva una volta al mese. Fu uno strumento utile per gli scolari, ma anche per gli insegnanti, i genitori, i bibliotecari. 

Nel 2020, per documentare questa grande avventura di amicizia e cultura uscì il volume A&B La parola ai bambini. Storia e attualità di un giornale-progetto educativo ideato da Mario Lodi, a cura di Marianna Bufano, Tullia Colombo, Cosetta Lodi, Aldo Pallotti ed Enrico Platé (Ed. Casa delle Arti e del Gioco - Mario Lodi editore). Oltre a saggi e testimonianze di esperti, il libro raccoglie un'esemplare documentazione della capacità inventiva dei piccoli autori e autrici, confermando l'attualità indiscussa del progetto educativo del maestro Lodi.

lunedì 21 febbraio 2022

Dì la verità, ma dilla obliqua. Poesie scelte di Emily Dickinson

"Audacia della Beatitudine, disse Giacobbe all'Angelo - Non ti lascerò andare se non ti avrò benedetto - Pugile e Poeta, Giacobbe era nel giusto" così Emily Dickinson conclude una lettera a Thomas Wentworth Higginson scritta nella primavera 1886.

L'urgenza di Emily di dedicarsi alla poesia nacque forse anche come conseguenza del clima di fervore del secondo grande risveglio religioso che investì le Chiese protestanti degli Stati Uniti a metà Ottocento, ma non solo. Abbracciare la poesia, l'impellente esigenza di cesellare versi e parole fu per  Emily il modo di abbandonarsi al suo destino, una sorta di lotta con l'angelo/ parola, come sostiene Marisa Bulgheroni nelle note a Tutte le poesie (Mondadori, I Meridiani, 1994). Un'interpretazione capace di incuriosirci e di spronarci alla lettura, ma soprattutto di confermarci quanto la poesia della Dickinson sia un indiscusso classico della letteratura in lingua inglese e quanto sia ancora letta e amata.

Lo stato delle cose, dunque, motiva e giustifica la nuova edizione delle "poesie scelte" uscita nel novembre scorso presso Solfanelli editore con la traduzione di Mariagrazia Pelaia e a cura di Anna Enrichetta Soccio. Nel suo saggio introduttivo, Esprimere l'inesprimibile: Emily Dickinson e la poesia della modernità, quest'ultima conferma che la poesia di Emily mantiene oggi tutto il suo fascino "per quanto arduo sia entrare nel meccanismo di semiosi del testo poetico. Infatti, la complessità degli impulsi che ne sottendono la composizione non ne condiziona la fruibilità da parte del lettore del ventunesimo secolo".

Mariagrazia Pelaia, traduttrice freelance dal 1993, introducendo questa sua più recente fatica dichiara che "Ci si avvicina all'opera di Emily Dickinson come alla Sfinge. Rincorrendo il senso elusivo dei suoi piccoli labirinti lirici ci si perde. Ho cercato il più possibile di rimanere ancorata alla concretezza dell'originale, al suono, alle lunghezze [...] Ho rispettato il più possibile la punteggiatura, in particolare ho mantenuto sempre e comunque il trattino [...] A volte per mantenere la concisione dell'inglese sono ricorsa a prestiti lessicali dalla stessa lingua ormai entrati in uso".

Ecco due esempi del suo notevole lavoro:

[633]

When Bells stop ringing - Church - begins -
The Transitive - of Bells -
When Cogs - stop - that's Circumference -
The Ultimate - of Wheels -

- Tacciono le campane – la Messa – inizia -

Delle campane – questo il Servizio -

Ingranaggi – immobili – ecco Circonferenza -

Delle Ruote – l'Essenza.


[873]

Ribbons of the Year -
Multitude Brocade -
Worn to Nature's Party once

Then, as flung aside

As a faded Bead
Or a Wrinkled Pearl -
Who shall charge the Vanity
Of the Maker's Girl?


Nastri dell'Anno -

Nugoli di Broccati -

Visti a un Party della Natura -


Poi, messi da una parte

come Gemma sbiadita

o Perla Raggrinzita -

Chi può accusare di Vanità

la Bimba del Creatore?


Emily Dickinson, Dì la verità, ma dilla obliqua, a cura di Anna Enrichetta Soccio, traduzione di Mariagrazia Pelaia, Solfanelli 2021

Per Mario Lodi 1. Cambiare il mondo banale in luogo fantastico

Provincia italiana a metà degli anni Ottanta del Novecento. Una biblioteca da ri-costruire, lettori da coinvolgere, scuole da invitare in un luogo di lettura libera, come è la biblioteca dei bambini e ragazzi e delle bambine in primis, lettrici più assidue dei maschietti. Si doveva trovare una strada nuova, inedita, anche un po' spiazzante, come la poesia ("Meno ricerche, più poesia!") con la quale avevo familiarità da sempre. Nacquero i laboratori di poesia in biblioteca, liberi versi, libere rime o anche non-rime. Fu una manifestazione di gioia e creatività assolutamente gratuita che coinvolse una sessantina di classi con le loro insegnanti, sfociò in una mostra "I bambini e la poesia" e in alcuni incontri con veri maestri - Roberto Denti, Mario Lodi - che quel paesone di provincia poté incontrare, conoscere e sentir nominare, in qualche caso, per la prima volta. Ma non era poi male, quel mondo di allora che comunicava solo con telefonate (nel mio caso, dovevo alzarmi dalla scrivania dopo essere stata convocata per rispondere al telefono presente solo nell'ufficio dell'economa), lettere di carta, attese e preziose; tanto tempo per pensare, immaginare, fantasticare. Se ne accorsero, della mostra e dei laboratori, il sindaco e l'assessore alla cultura. Grazie a loro e al presidente del Consiglio del Sistema Bibliotecario (ne ricordo i nomi, in ordine: Piercarlo Fornara, Giacomo Bucciero, Ernesto Lomaglio) e dalla loro attenzione nacque il Quaderno n.4 dell'assessorato alla cultura del Comune, intitolato "I bambini e la poesia". Titolo azzeccato quant'altri mai perché tutte quella bambine e tutti quei bambini avevano fatto circolare in città la poesia come non era mai successo, proponendo i loro versi, gentili, nuovi, fiduciosi. Roberto Denti e Mario Lodi ci regalarono, pro bono, un loro testo, scritto proprio per noi, la nostra biblioteca, i nostri bambini, le nostre scuole, il nostro Quaderno.

"Per fare poesia, dice Garcia Lorca, - scrisse tra l'altro Lodi nel suo contributo che trovate per intero nella foto in calce - occorre la tranquillità di una famiglia o di una scuola che lascino all'individuo il senso ludico dell'imparare, del pensare, del ragionare, del riflettere su se stessi e il mondo..."

Mi piace riproporli ora, in occasione del centenario della nascita del maestro Lodi, al quale dedicherò poi altri post. Lo ricordo, in occasione delle sue conferenze in biblioteca: alto, attento un poco schivo, parco di parole che non fossero quelle importanti, quelle a favore della scuola e dei bambini. Ero allora in attesa della mia seconda figlia. Ero impacciata e intimidita quanto basta, ma non così tanto da non essere consapevole e felice come chi si sveglia dopo avere fatto un sogno e si accorge che quel sogno è vero, è reale. L'autore di libri letti e riletti (Il paese sbagliato, C'è speranza se questo accade al Vho) è lì, accanto a te, sta per parlare nella "tua" biblioteca e coinvolgerà certamente tanti altri nel tuo sogno. Erano ancora anni, quelli, in cui si poteva sperare e sognare.   







lunedì 14 febbraio 2022

Piano piano Lento lento, di Eleonora Bellini

Una musicale passeggiata in rima da fare giocosamente con i bambini, con lentezza e senza distrazioni, con sveltezza e senza affanno.

Andare “piano piano, lento lento” permette a loro e anche a noi di uscire dalla logica del fare per entrare nella dimensione del sentire e dell’assaporare, a fondo, ogni momento.

Trama: un bimbo segue il volo di un soffione nel cielo, mentre una bambina segue attenta il percorso terrestre di una formica; un altro bimbo si impegna per raccogliere lo spicchio di luna riflesso in una pozzanghera.

Punti di forza

1. La storia in rima si snoda come un’allegra passeggiata al ritmo delle parole; 2. I ritornelli che si ripetono, con piccole variazioni, dopo ogni strofa invogliano a leggere ad alta voce e perfino a cantare il testo oppure a drammatizzarlo, da soli o in compagnia. Tutto ciò è di stimolo all’empatia e alla collaborazione.

Il messaggio: è più bella la nostra giornata se sappiamo vedere (e ci fermiamo a guardare) ciò che ci circonda. Questo saper vedere, questa attenzione accrescono non solo la consapevolezza di quanto ci sta attorno, ma anche quella del nostro corpo, delle nostre emozioni e dei nostri pensieri.

Il commento di Pino Boero (I libri che ricevo Archivi - Pino Boero): "Una semplice filastrocca che accompagnata da vivaci illustrazioni comunica ai piccoli lettori (e agli adulti che la leggeranno ai bambini) il piacere della scoperta della lentezza; in un mondo frenetico come quello contemporaneo dire in rime affettuose che solo andando piano si possono fare bellissime scoperte risulta un’ottima lezione…"

La recensione di "Le letture di Adso": "Un libro da approcciare con il giusto atteggiamento per godersi dei bei momenti con i nostri bambini e per trasmettere loro l’amore per le cose semplici e naturali. Purtroppo capita invece troppo spesso che noi “grandi” ci facciamo travolgere dagli impegni e che non riusciamo a rispettare i ritmi giusti. La sfida maggiore sta proprio nel far avvicinare i bambini a questo libro in un clima sereno e rilassante. Ma vale la pena provarci!" (Piano piano lento lento – Le letture di Adso)

Il parere di Zebuk: "Una poesia lenta e delicata che fa scoprire le piccole meraviglie di cui siamo circondati e la lentezza e la serenità che dovrebbe accompagnare i nostri momenti di presenza e consapevolezza, per osservare il mondo intorno a noi." Recensione Piano piano lento lento, Eleonora Bellini - ZeBuk - Il blog per gli appassionati di lettura


Attenti, attenti,
chi va senza posa
non sente il profumo,
non vede la rosa

Eleonora Bellini, Piano piano, lento lento, con illustrazioni di Erika Visconti, Voglino Editrice-Didattica Attiva 2022

Altre informazioni al sito della Casa Editrice: Piano piano, lento lento | Voglino Editrice

mercoledì 9 febbraio 2022

Il piccolo villaggio dei sopravvissuti, di Peter Duffy

Tuvia, Zus e Asael Bielski erano tre fratelli ebrei che nella Bielorussia occidentale riuscirono a sottrarre oltre un migliaio di ebrei allo sterminio e alla deportazione nazista. Dal 1941 fino al 1944 i fratelli Bielskj, sotto la guida di Tuvia, il maggiore tra loro, portarono in salvo nella fitta foresta (pušča) Nalibokskaja ebrei di ogni età e condizione sociale fuggiti dai ghetti e dai villaggi. Organizzarono rifugi sotterranei, riuscirono ad approvvigionarsi di cibo dai contadini e organizzarono addirittura un gruppo partigiano armato che combatteva in accordo con i partigiani sovietici. Nel villaggio nascosto, che fu definito la "Gerusalemme dei boschi", sarti, calzolai, falegnami, addetti al bestiame  contribuivano ai lavori comuni, mentre i partigiani presidiavano il luogo per individuare per tempo le incursioni naziste. Non mancavano al folto gruppo di scampati nemmeno un locale che fungesse da sinagoga, una scuola per i bambini e un medico. "E' difficile calcolare quante persone siano vive oggi grazie ai fratelli Bielskj. Molte delle milleduecento che lasciarono la pušča sono ormai morte. Ma i loro figli hanno avuto figli, che a loro volta hanno avuto altri figli. Migliaia di persone residenti negli Stati Uniti, in Israele, Gran Bretagna, Francia, Germania, Australia e Russia devono la loro esistenza alla decisione dei fratelli di dare rifugio a ogni ebreo che arrivasse all'accampamento nella foresta" conclude Duffy, scrittore e giornalista statunitense del quale questo è il primo libro.


Peter Duffy, Il piccolo villaggio dei sopravvissuti, Newton Compton 2014

giovedì 27 gennaio 2022

16 ottobre 1943, di Giacomo Debenedetti

Giacomo Debenedetti, tra i maggiori critici letterari del Novecento, in questo piccolo libro definito da Natalia Ginzburg "breve e splendido" narra il vile e crudele inganno perpetrato da Kappler ai danni degli ebrei del Ghetto di Roma. Dopo la richiesta da parte dei nazisti di 50 kg. d'oro, che vennero consegnati in tempi brevissimi anche  grazie all'aiuto di alcuni "ariani", la comunità ebraica ritenne di essere al sicuro e non diede peso all'allarme che Celeste, una donna povera e bizzarra, portò loro, trafelata e inquieta, alla vigilia di quel tragico sabato. La mattina iniziò la retata che si concluse con la deportazione di oltre 1200 persone di ogni età. Pubblicata la prima volta nel 1945 l'opera continua a costituire per ogni lettore una rivelazione letteraria ed epica, una denuncia bruciante e sempre viva. Segue Otto ebrei un'altra cronaca dedicata alla deposizione del commissario Alianello che, sotto processo per reati fascisti, portò a sua discolpa il fatto di avere cancellato otto nomi di ebrei dalla lista di persone destinate alle Fosse Ardeatine. Questi ebrei gli devono la vita e perciò egli chiede clemenza. "Si tratta ancora e sempre d'una discriminazione di natura razzista. Gli ebrei chiedono invece l'assenza di ogni discriminazione. Chiedono il diritto di non avere speciali diritti" scrive Natalia Ginzburg (La Stampa, 14/2/1978) a questo proposito. Come non condividere il suo giudizio? Come non preservare ogni diversità in modo tale da considerarla come ricchezza del genere umano e non difetto da stigmatizzare?

Giacomo Debenedetti, 16 ottobre 1943, Sellerio 1993, con una prefazione di Alberto Moravia e postfazione di Natalia Ginzburg


 

domenica 23 gennaio 2022

Rigoni Stern, di Camilla Trainini e Chiara Raimondi

Si è recentemente concluso il centenario della nascita di Mario Rigoni Stern, nato ad Asiago il 1 novembre 1921. A poco più di vent'anni Mario, arruolatosi giovanissimo tra gli Alpini, viene inviato in Russia dapprima come istruttore di sci, poi in supporto alla Divisione Tridentina nei pressi di Stalingrado e infine, a piedi, verso l'Ucraina e poi al "caposaldo sul Don" teatro della sconfitta e del dramma dei soldati abbandonati a se stessi in una ritirata suicida. Dopo giorni e notti di marcia nella neve e nella bufera le truppe raggiungono Nikolaevka, località in cui un terzo dei militari perde la vita sotto i colpi del nemico. La campagna di Russia prima e poi il Lager in cui fu prigioniero dei nazisti avendo rifiutato di arruolarsi al loro fianco, segnarono profondamente la mente e il cuore di Mario Rigoni Stern, che ne scrisse ne Il sergente nella neve e in Ritorno sul Don. Il graphic novel di Chiara Raimondi e Camilla Traini prende inizio da un viaggio che lo scrittore effettuò nel 1971, insieme alla moglie, per ritornare nei luoghi in cui aveva combattuto e aveva visto morire amici e commilitoni. Il racconto alterna tavole dedicate al presente di un pellegrinaggio della memoria in un Paese ormai in pace ad altre ambientate nel doloroso periodo della guerra e della detenzione. Il messaggio di Rigoni Stern, qui fedelmente tramandato, è il riconoscimento del fatto che i nemici non sono diversi da noi e che la guerra è una barbarie che non deve ripetersi mai più, perché, da un lato e dall'altro della trincea, i soldati sono uguali per umanità e sentimenti. Afferma Mario: "Noi sognavamo le Terese e le Marie, il vino e i boschi, loro le Katiusce e le Maruske, la vodka e i campi di girasole. Eravamo tutti paesani, figli della stessa terra". In appendice al libro troviamo alcuni strumenti utili: una cronologia della vita di Rigoni Stern, la sua bibliografia, la biobibliografia delle autrici.

C. Trainini/ C. Raimondi, Rigoni Stern, Beccogiallo 2021

venerdì 21 gennaio 2022

Quando Hitler rubò il coniglio rosa, di Judith Kerr

Siamo a Berlino negli anni Trenta del Novecento. Max e Anna Kerr vivono in una grande casa con i genitori e la governante Heimpi. Il loro papà è un critico teatrale di grande successo e la vita familiare scorre agiata e tranquilla. La serenità dei Kerr, che sono ebrei, viene però profondamente turbata quando si annuncia la competizione elettorale nella quale i nazisti risulteranno vincitori. Quando il capo famiglia, socialista oltre che ebreo, viene avvertito da un suo lettore e ammiratore dei pericoli che lui stesso e la sua famiglia potranno correre se Hitler salirà al potere, i Kerr decidono di lasciare la Germania. Partiranno dapprima la mamma, Anna e Max e li seguirà poi il babbo. La loro destinazione è la Svizzera, Paese neutrale. Preparando la sua valigia Anna si trova dinanzi a un dilemma, serio per una bambina della sua età: porterà con sé il suo vecchio coniglio rosa oppure il cagnolino ricevuto in dono a Natale? La bimba sceglie il giocattolo più nuovo, confidando che che il coniglietto verrà poi spedito, insieme agli altri beni della famiglia, al nuovo indirizzo. Ma così non avviene, perché i beni di quell'agiata famiglia ebraica vengono sequestrati. Nella triste primavera tedesca del 1933 inizia dunque la vita da profuga di Anna, rifugiata prima in Svizzera, poi a Parigi e infine a Londra, dove il signor Kerr può finalmente riprendere la sua carriera di autore di successo.

Il libro, in gran parte autobiografico, pone particolare attenzione alle vicende della piccola Anna, alle sue amicizie, al suo impegno nello studio malgrado le difficoltà incontrate nelle scuole straniere e con la lingua francese, alla sua passione per la poesia e il disegno e alla sua incrollabile fiducia nel futuro: "... non mi è mai importato di essere una profuga. Anzi, mi è molto piaciuto. Penso che questi ultimi due anni da profughi sono stati più belli di quando eravamo in Germania" confessa la bambina ai genitori alla vigilia del trasferimento in Inghilterra. Quando Hitler rubò il coniglio rosa fu pubblicato nel Regno Unito nel 1971. La prima edizione italiana, arricchita dai disegni dell'autrice, è del 1976. Il libro, che ha conosciuto numerose edizioni ed è ancora in commercio, non ha perso nulla del suo smalto e della sua originaria freschezza, che lo rendono consigliabile a bambine e bambini a partire dai 10-11 anni, ma risulta di utile e piacevole lettura anche per adulti che non lo conoscessero ancora. 

lunedì 17 gennaio 2022

Non dire il tuo nome/ Don't say your name, di Eleonora Bellini e Maria Mariano

LA TRAMA: Giuseppe gioca sul balcone e ai giardini pubblici, è allegro e la sua vita scorre serena. Ma un brutto giorno delle leggi ingiuste lo costringono a fuggire insieme alla mamma, al papà e alla sorella Micol. Da quel momento Giuseppe non potrà più rivelare a nessuno il suo nome. Nell'Italia delle leggi razziali del 1938 la storia di un bambino e della sua famiglia, uguale a 10, 100, 1000 altre storie di bambini innocenti, è narrata attraverso lo sguardo e con le parole del piccolo protagonista. Integrano il testo alcune domande, quelle che i piccoli lettori di oggi più spesso rivolgono quando sentono parlare del periodo buio e crudele della persecuzione contro gli ebrei, insieme alle risposte che si possono dare loro. Le illustrazioni dialogano compiutamente con le parole e la storia è raccontata sia in italiano che in inglese.

L'ESPERIENZA: Giovedì 25 e venerdì 26 novembre 2021 ho incontrato a distanza le scolare e gli scolari delle classi IV D, E. F, G, H e III A, B, C della Scuola "Eugenio Montale" di Scampia nell'ambito del Festival Scampia Storytelling - ICWA. Prima dell'incontro i bambini avevano letto e discusso in classe il libro. La mia esperienza è stata, come sempre a Scampia, molto molto positiva: le bambine e i bambini si dimostrano sempre interessati, pongono domande spontanee, fanno proposte, prestano attenzione, spesso con molto acume, al testo e alle immagini, dimostrando un'ottima capacità di lettura di entrambi questi elementi. Al termine dell'ultimo collegamento ho avuto un colloquio, breve ed amichevole, con le insegnanti che, esprimendo la loro soddisfazione, hanno manifestato l'intenzione di continuare dialoghi e riflessioni in occasione della Giornata Della Memoria, sempre prendendo spunto da "Non dire il tuo nome/Don't say your name". I disegni delle alunne e degli alunni delle classi terze, disegni colorati, espressivi, appassionati, meritano di essere visti qui, anche se solo in questo modo virtuale, che, sicuramente, un poco li appanna. Il dialogo e il lavoro con le classi è sempre portatore di luce in giorni bui, in presenza o a distanza che sia (Eleonora Bellini).



Non dire il tuo nome/ Don't say your name di Eleonora Bellini e Maria Mariano. Traduzione in inglese di Royston Vince. Edizioni Il Ciliegio 2021.

giovedì 13 gennaio 2022

Fogli, rivista della Biblioteca Salita dei Frati di Lugano

La rivista dell'Associazione Biblioteca Salita dei Frati nacque nel 1981, soltanto un anno dopo l'apertura della biblioteca al pubblico. La rivista fu sin dall'inizio dedicata a segnalare e descrivere fondi e singole opere della biblioteca stessa, nonché notizie riguardanti altri istituti bibliotecari  e istituzioni culturali della Svizzera italiana.

Negli ultimi anni Fogli, che esce di regola una volta all'anno, ha ampliato la tipologia dei contributi ospitati che, pur conservando un carattere prevalentemente divulgativo, sono redatti seguendo criteri scientifici e sono spesso corredati da utili indicazioni bibliografiche. Importanti sono gli articoli di storia del libro. Ogni numero si compone di cinque sezioni: Contributi, brevi saggi su temi di storia del libro e dell’editoria; Rara et curiosa, notizie e descrizioni di rarità bibliografiche; In biblioteca, resoconti sull’attività culturale ed espositiva dell'Associazione; Cronaca sociale, riguardante l’attività generale e la situazione finanziaria dell'Associazione; Nuove accessioni,

Ecco l'indice del numero più recente (42/2021): Documenti Fernando Lepori - Alessandro Soldini, La vendita del Convento e della Biblioteca. Dai Cappuccini a una nuova Fondazione [p. 1] / Contributi Luca Montagner, La Biblioteca diocesana di Lugano. Primi passi di una storia tutta da scoprire [p. 3] / Giovanni Conti, Il Fondo Agustoni alla Biblioteca diocesana di Lugano [p. 18] / Giancarlo Reggi, Due mani, due antifrafi. Nuove osservazioni sul manoscritto di Cicerone, Ad familiares, della Biblioteca cantonale di Lugano e sui codici apparentati [p. 24] / Marco Sampietro, Un'edizione ticinese molto rara. L'Orazione di Antonio Isidoro Rusca stampata dagli Agnelli di Lugano nel 1796 [p. 54] / Per Giovanni Pozzi Saverio Snider, Nell'"osservatorio-rifugio svizzero" di Friburgo. Una lettera inedita di Gianfranco Contini e il clima intellettuale sulla Sarine negli anni Quaranta [p. 64] / Rara et curiosa Laura Luraschi, I Mirabilia urbis Romae. Un raro incunabolo nella Biblioteca della Madonna del Sasso [p. 73] / In biblioteca Luciana Pedroia, Il 2020 in biblioteca [p. 87] / Fernando Lepori, Il mistero del male nel mondo. Un seminario in memoria del teologo Sandro Vitalini [p. 97] / Alessandro Soldini, L'attività espositiva nel porticato della biblioteca [p. 101] / Cronaca sociale Relazione del Comitato [p. 105] / Conti [p. 109] / Nuove accessioni Pubblicazioni entrate in biblioteca nel 2020 [p. 112]