sabato 24 ottobre 2026

Come radici. Una storia sulle seconde possibilità, di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso

Antonio Nicaso ha ricordato più volte che ciò che ha indotto lui e Nicola Gratteri a scrivere questo romanzo è stata la consapevolezza che «non esistano ragazzi sbagliati, ma adulti che hanno smesso di credere in loro». La vicenda narrata nel libro è quella di Cesare e di un gruppo di altri ragazzi inseriti in una comunità di recupero. Cesare, figlio di un boss locale, è vittima dell'orgoglio che gli è stato inculcato dalla famiglia e anche della propria rabbia per essere stato punito dopo un reato grave. Tuttavia, in considerazione della sua giovane età, Cesare viene sottoposto a una misura alternativa al carcere. Così, insieme ad altri due ragazzi della comunità, inizia ad aiutare nei lavori dei campi Carlo Marino, pubblico ministero ormai in pensione che dal tribunale di Milano è ritornato nella campagna calabrese per coltivare la terra di famiglia. Cesare è esperto di lavori agricoli, pur non amando la fatica che il lavoro di campagna comporta. La fatica, il sudore, il dolore, infatti, nei campi di suo padre sono solo quelli dei braccianti sfruttati e senza diritti. Perciò a Cesare nessuno ha mai potuto togliere dalla testa "quella che per lui era la verità: c'è chi possiede la terra, guadagnandoci, e chi ci lavora, spaccandosi la schiena".

Durante il lavoro nella proprietà di Carlo Marino, a poco a poco Cesare scopre un mondo diverso da quello dello sfruttamento e dell'ingiustizia. Scopre perfino che il lavoro può essere motivo di dignità, di intima soddisfazione e di orgoglio. Questo faticoso traguardo comporta un cambiamento assoluto di mentalità che per il ragazzo avverrà non senza fatica, anche grazie a Estel, una delle braccianti di suo padre che, con grande coraggio e sfidando seri pericoli, insieme a lui rompe con le ingiustizie e le violenze del caporalato: "lei rappresentava una seconda possibilità, l'occasione di lavare via le colpe del passato e di costruire un futuro diverso, ricominciando da capo, come radici. Sì, come radici ben radicate, nuove e forti, piene di una forza fatta di giustizia e non più di paura".

Il libro si presta a essere letto in classe o nei gruppi di lettura di preadolescenti e adolescenti perché può aiutare a smontare il mito del “destino segnato”: riflettendo sulle differenze tra lo sfruttamento mafioso della terra e la cura previdente e rispettosa della stessa terra e di chi vi lavora, i ragazzi possono, infatti, riflettere sulla legalità come pratica quotidiana e sulla possibilità offerta a tutti di trasformare un errore in un’occasione di riscatto.

In una recente intervista rilasciata a Francesca Barra de L'Espresso (6 aprile 2026) Gratteri ha sostenuto che le seconde possibilità «fanno parte di un’idea di giustizia e di umanità che riconosce alle persone la capacità di cambiare, di imparare dagli errori e di ricostruire la propria vita. Nella realtà, però, non è sempre così semplice. Le seconde possibilità dipendono da molti fattori: dal contesto in cui si vive, dalle opportunità concrete, ma anche dalla volontà personale di mettersi in discussione e assumersi le proprie responsabilità. Non basta che una possibilità esista: bisogna essere pronti a riconoscerla e a costruirla. Per alcuni arriva più facilmente, per altri è un percorso faticoso. Nessuno dovrebbe essere definito per sempre dai propri errori».

Nicola Gratteri è uno dei magistrati più esposti nella lotta contro la 'ndrangheta. Ha indagato sulla strage di Duisburg e sulle rotte internazionali del traffico di droga. Antonio Nicaso, storico delle organizzazioni criminali, è uno dei massimi esperti di 'ndrangheta nel mondo.

N. Gratteri/ A. Nicaso, Come radici, Mondadori 2026

venerdì 23 ottobre 2026

Dove l'erba cresce libera, di Trevor Noah e Sabina Hahn

Di buon mattino un bimbo sveglia il suo orsetto ricordandogli che questo nuovo giorno sarà un giorno speciale, il sabato in cui loro due trasformeranno i sogni in realtà. Si arrampicheranno sull'albero più alto per acchiappare una nuvola e scaveranno una buca profonda fino al centro della Terra. Infine sconfiggeranno il mostro di foglie! Ma Walter, l’orsacchiotto di pezza, ricorda al suo piccolo amico umano che prima di uscire ci sono cose da fare, secondo le regole: lavarsi il viso, lavarsi i denti, pettinarsi e rifare il letto. Solo in questo modo, secondo quanto ha stabilito una filastrocca inventata dalla mamma, il nuovo giorno sarà perfetto! Il bambino allora si rattrista e protesta, perché tutte le regole gli sembrano “il decreto tirannico di un imperatore dal pugno di ferro”. E, in più, si chiede: “Chi ha stabilito che la mamma ha sempre ragione?”.  

I temi centrali di questo raffinato e coinvolgente libro sono: il conflitto tra le regole poste dagli adulti e i desideri spontanei del bambino - tanto che la casa invece che come luogo sicuro viene vissuta come luogo chiuso, con troppi limiti; il bisogno di avventura e di seguire le proprie fantasie; l’importanza del gioco libero e la scoperta delle emozioni. Soltanto al termine dell’avventura i piccoli protagonisti torneranno a casa spontaneamente, più consapevoli del fatto che le regole poste dalla mamma, così come da tutti gli adulti responsabili della loro crescita, non significano mancanza di affetto o durezza di cuore, ma costituiscono le componenti stesse dell’affetto, che comprende in sé anche cura e sicurezza.

La recensione completa è su Mangialibri al link Dove l’erba cresce libera | Mangialibri dal 2005 mai una dieta

T. Noah/ S. Hahn, Dove l'erba cresce libera, Rizzoli 2026

lunedì 19 ottobre 2026

Yafa e l'albero magico delle arance, di Aysar Al-SaifiHayat Laban

In un tempo molto molto lontano, una giovane donna di nome Yafa, che vive in un piccolo villaggio palestinese, vede un vecchio dall’aria affaticata fermarsi davanti a casa sua. L’uomo e il suo cavallo sono digiuni da giorni e si sentono molto stanchi a causa del lungo viaggio intrapreso. Yafa li invita a trascorrere la notte a casa sua, per rifocillarsi, riposare e riprendere le forze. L’uomo potrà così cenare con la famiglia riunita - insieme a Yafa vivono suo marito Nuh e suo figlio Yafet - e rallegrarla con le storie dei suoi viaggi e della sua vita. Il vecchio accetta con sollievo l’offerta e la mattina dopo, prima di congedarsi dai suoi gentilissimi ospiti vuole ringraziarli con il dono di un seme magico. Raccomanda loro di piantarlo e curarlo con amore e costanza, perché, così facendo, vedranno crescere un grande albero, ricco di frutti. Trascorrono gli anni e la profezia del vecchio viandante si traduce in realtà...

Il grande generoso arancio della fiaba simboleggia l’unione, concreta ma anche ideale, di una piccola comunità alacre e generosa. Ma quando, con il trascorrere del tempo, le persone si concentrano eccessivamente sul guadagno, dimenticando il valore della condivisione, delle tradizioni, dei rapporti sociali e della cura reciproca, l’albero si ammala. È difficile comprendere il motivo del deperimento di quella grande pianta bella e salvifica, emblema del paese stesso. Per comprendere che cosa sta succedendo e, insieme, per salvare l’albero gli abitanti devono intraprendere un lungo viaggio attraverso montagne, deserto e mare. Sul Monte Verde incontreranno la Regina delle Montagne. In un’oasi del deserto parleranno con il Re del Sole. Infine, sull’isola blu, entreranno nel palazzo della Regina del Mare e della pioggia. Ciascuno dei tre magici personaggi garantisce il suo sostegno ai cittadini di Yafa, ma solo la Regina del mare spiega l’arcano: “Il vostro albero non è malato, è semplicemente triste perché avete trascurato lui e la vostra terra. Lo avete lasciato solo davanti agli estranei e non lo avete protetto”.

Yafa e l'albero magico delle arance, testo di Aysar Al-SaifiHayat Laban; illustrazioni di Hayat Laban, traduzione di Sami Hallac.
L'intera recensione si legge su Mangialibri al link: Yafa e l’albero magico delle arance | Mangialibri dal 2005 mai una dieta

giovedì 15 ottobre 2026

L'invenzione della pioggia, di Carol Ann Duffy

C’è dell’umorismo e c’è del noir nelle poesie di Carol Ann Duffy, ricche di visioni oniriche e quotidiane, di sorrisi incantati e di dispetti biricchini, di ombre, luci, silenzi sciolti nello stupore del chiar di luna e degli affetti come in Sonno di bimba: “Ferma sulla soglia del sonno della mia bambina / l’ascoltavo respirare; / sebbene non vi potessi entrare / non potevo andare via / [...] La fitta oscurità / fuori dalla stanza / restituì lo sguardo, materna, saggia, / con la sua faccia di luna”. In questa raccolta per bambini, per ragazzi e per tutti, la poetessa unisce voci e pensieri nati nella culla dell’eterna visione del mondo tipica dell’infanzia - visione composita fatta di giochi e di paure, di fantasia e di acribia - alla magistrale, profonda intensità dei suoi versi. Come nelle fiabe antiche in queste poesie volteggiano luoghi, animali e persone, morti, vivi e sotto specie di fantasmi, così che chi legge ora s’innalza nel cielo, ora affonda negli oceani, ora si apre al riso, ma poi subito tace se un’immagine conturbante s’impone e si prende la pagina tutta intera. Chiarore e oscurità, nuove scoperte e abitudini antiche si alternano in questa raccolta, aiutate e sorrette anche dalla fedeltà alla poesia (e alla traduzione di poesia), nonché dalla sensibilità verso le sfumature emotive e le sonorità del testo inglese, delle due traduttrici, Giorgia Sensi e Isabella Leardini. Il testo a fronte in inglese permetterà di apprezzarle. Il libro, inoltre, è impreziosito dalle illustrazioni di Elizabeta Keci, laureata all’Accademia di Belle Arti di Urbino e successivamente specializzata in illustrazione per l’editoria a Macerata. I suoi disegni si integrano perfettamente con l’atmosfera della raccolta, evocando il fascino e lo stile dei vecchi album da sfogliare in bilico tra sogno e realtà.

La recensione si legge per intero su Mangialibri, al link L’invenzione della pioggia | Mangialibri dal 2005 mai una dieta


lunedì 12 ottobre 2026

Ancora su "La casa in riva al mare"

Da Sololibri, sito on line dedicato a libri e lettori, una mia breve riflessione:

La casa in riva al mare (Fabbrica dei Segni, 2019) è una storia in rima in forma di albo illustrato adatto a lettori da 6 a 100 anni. Il protagonista, Simba, lascia la casa e la famiglia in una notte di guerra e si avventura, insieme al fratello, attraverso il deserto e poi attraverso il mare, in cerca di pace e di fortuna. Sbarca, da solo, sano e salvo, ma attonito, in un continente che gli è ignoto e nel quale le luci ’’non sono mai spente’’. In lontananza intravede una piccola casa e scopre che vi abita un lupo che non è un vero lupo, ma un lupo di mare dal grande cuore che vive in armonia insieme a due gatti, uno bianco e uno nero.

Ci sarà posto anche per Simba in quella casupola? E resisterà l’uomo alla nostalgia che prova ricordando la sua casa e i suoi bambini lontani?

Ho scritto la storia di Simba nell’ormai lontano 2013, ma solo nel 2019 è stata pubblicata dall’editore Fabbrica dei Segni nella collana Orizzonte Scalzo, nata per esplorare sia gli orizzonti lontani del mondo che gli orizzonti più intimi dell’anima. Il testo si propone di trasmettere fiducia, di ispirare speranza e solidarietà, incoraggia ad aprire il cuore. Per questi aspetti, non ultimo il lieto fine, potrebbe definirsi fiaba.
Le illustrazioni di Cristina Picciolini, artista poliedrica e profonda, ben sottolineano, nelle scelta delle prospettive e dei colori, i diversi momenti del racconto e i diversi stati d’animo dei protagonisti. L’albo si presta alla lettura individuale, anche da parte di adulti e alla lettura ad alta voce con i più piccoli, con i quali si potrà instaurare anche una conversazione di approfondimento dei temi suggeriti dalla storia e dalle illustrazioni.

Un'altra breve recensione è su Zebuk. La si trova al link:  Recensione La casa in riva al mare, Eleonora Bellini - ZeBuk - Il blog per gli appassionati di lettura

Infine, dal sito di Pino Boero, esperto di letteratura per l'infanzia, una nota che unisce due albi, "leggeri e profondi" insieme: "Eleonora Bellini (ill. Maria Cristina Picciolini), La casa in riva al mare (Fabbrica dei sogni – Orizzonte scalzo); Eleonora Bellini – Maria Mariano, Casa di luna (il Ciliegio). Eleonora Bellini ha diretto per 38 anni la Biblioteca della Fondazione “Marazza” di Borgomanero e l’ha fatto sicuramente con grande professionalità portando la sua struttura ad essere una delle realtà bibliotecarie più interessanti del Piemonte; ma c’è un valore aggiunto che Bellini ha portato in dote ed è quello di essere scrittrice: poesie e filastrocche, romanzi e saggi hanno accompagnato la sua attività e le hanno consentito di guardare con maggior attenzione al mondo della produzione e dell’editoria per bambini e ragazzi: il primo albo contiene una storia (in rima) di generosità e di accoglienza. Il secondo è la storia brevissima in versi di Tina e Renato che costruiscono, per giocarci, la loro casetta di cartone e forse non sanno che qualcuno da un’altra parte nel cartone ci dorme davvero… Ancora una volta impegno e leggerezza “viaggiano” insieme…"


venerdì 2 ottobre 2026

Scaffale locale 23: Profili d'ambra, di Laura Travaini e Lorenzo

Questo libro esce contemporaneamente alla mostra "Galeotto fu il collier" (dal titolo di un romanzo di Andrea Vitali) che, a cura di Laura Travaini, unisce monili in ambra baltica ad altre pietre e a materiali idonei al lavoro orafo. I monili sono stati creati da Lorenzo, recluso nella Casa Circondariale di Verbania e dotato di indubbie creatività e originalità. Le stupefacenti collane che ha realizzato sono state fotografate da Walter Zerla, esperto fotografo, che le ha colte mentre erano indossate da donne ritratte nel chiaroscuro dei loro profili. La mostra, destinata a divenire circolante, è stata esposta nelle scorse settimane a Borgomanero e lo sarà nei prossimi giorni a Briga Novarese. 
L'accompagna un libro, realistico e fantastico insieme, narrativo e colto, scritto sempre da Laura Travaini con Lorenzo. Nel libro troviamo sedici storie originali ciascuna delle quali si conclude con la breve descrizione della collana che l'ha ispirata. Segue una serie di capitoli che raccontano e descrivono l'ambra, gemma antica conosciuta un tempo come "L'oro del Nord", nei quali l'autrice ne descrive le caratteristiche e la storia. 
Una serie di citazioni storiche e letterarie su questa affascinate resina fossile, che dagli antichi fu considerata capace sia di curare che di proteggere chi la portava su di sé, trasmettono a chi legge il fascino degli autori classici. Scrive Diodoro Siculo: "ambra, la quale per brillantezza supera qualsiasi altra cosa della stessa natura". E Marziale, magistrale, aggiunge: "Imprigionata in una goccia d'ambra un'ape si cela e insieme splende: sembra racchiusa nel suo stesso nettare. Ha avuto un giusto compenso per tante fatiche: forse lei stessa avrebbe voluto morire così".
Congedandoci dalla parte documentaria del libro e tornando alla, più lunga, sezione narrativa, ci immergiamo in una ricca sequenza di viaggi, luoghi, ricordi e sapori. La scopriranno con piacere le lettrici e i lettori, ma  qui citiamo almeno Catania, con le sue belle strade, i suoi accoglienti Caffè, la gente gentile e l'elefante - di eterna lava - che su tutti veglia. E il lago d'Orta. Immancabile, sempre presente, sia quando viene esplicitamente citato che quando respira discreto sullo sfondo. 
Il progetto si compone dunque d'arte e letteratura, ma non solo. Assume, infatti, anche un profondo valore inclusivo realizzando, come recita la quarta di copertina, "un percorso-culturale artigianale che, partendo dal Riscatto, passa dal Riciclo per raggiungere l'obiettivo della Rivalutazione". 
L. Travaini e Lorenzo, Profili d'ambra, Another Coffee Edizioni