Le vicende del romanzo, che unisce fatti storici rigorosamente narrati a personaggi di fantasia, ma ben integrati nella narrazione e capaci di suscitare interesse ed emozioni autentiche, sono ambientate nell’Appennino tosco-emiliano, tra i comuni di Marzabotto, Monzuno e i territori limitrofi.
La brigata partigiana Stella Rossa, comandata da Lupo, il cui vero nome era Mario Musolesi, e dal Vecchio si rivela a lungo capace di tener testa ai nazisti e ai fascisti, delatori e loro sodali in armi, almeno fino al tragico 29 settembre 1944, quando inizia la terribile strage che vede spegnersi le vite di 700 persone tra le quali 217 bambini, 132 anziani e 392 donne.
È la strage di Marzabotto, uno dei crimini più efferati perpetrati contro la popolazione civile durante la seconda guerra mondiale. In questo scenario crudele e violento oltre l’immaginabile, come in ogni romanzo che si rispetti nasce comunque l’amore, spiraglio di speranza per il futuro. Protagonisti ne sono i giovani Paolo ed Elena. Tragedia nella tragedia, Elena verrà stuprata dai nazisti, assetati di quella nemesi perversa che spesso in guerra, e non solo, si accanisce sul corpo delle donne trasformandolo in oggetto di possesso, strumento di vendetta, capro espiatorio dell’odio: “Elena restò a terra nel casotto, immobile, il vestito strappato e gli occhi sbarrati nel vuoto. Non poteva muovere le gambe, non riusciva nemmeno a pensare di muoverle. Non pensava a nulla. Attorno a lei solo silenzio”. Nel “romanzo partigiano” edito da Red Star Press convivono molti elementi che ne rendono raccomandabile la lettura: l’omaggio a una stagione tragica ma anche gloriosa della storia italiana, la memoria e il coraggio di un’intrepida brigata combattente, il ricordo indelebile e commosso delle vittime innocenti, l’efficacia della narrazione, mai ridondante né enfatica o retorica.
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| C. Bolognini, Stella rossa, Red Star Press 2023 |
Recensione completa su Mangialibri Stella Rossa | Mangialibri dal 2005 mai una dieta

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