domenica 27 ottobre 2024

Maledetta grammatica, di Gualberto Alvino

Cinque capitoli - Morfologia e sintassi, Lessico, Segni Paragrafematici, Stile, Varia linguistica - compongono questo libro dall'emblematico titolo simile all'esclamazione di uno studente che si è beccato un brutto voto, ma sicuramente non estranea nemmeno a professionisti, giornalisti, insegnanti, nei loro rapporti, più o meno felici, con la lingua italiana, parlata o scritta che sia. 
Gualberto Alvino, filologo, critico letterario e poeta, raccoglie qui i quesiti rivolti allo Sportello grammaticale, rubrica offerta tempo fa agli utenti della sua pagina Facebook. Capacità di sintesi, discreta ironia, indubbia precisione sono le caratteristiche costanti delle risposte di Alvino a chi lo interroga su una lingua complessa come quella italiana e sulla sua continua, naturale evoluzione. A quest'ultimo elemento si lega il concetto di correttezza. Leggiamo a pag. 37 un esempio per tutti: "Il concetto di correttezza grammaticale è molto complesso e controverso. In estrema sintesi: tutto dipende dalle circostanze in cui si verifica l'atto comunicativo. Le espressioni che lei cita (settimana prossima, mese scorso, da quando sono piccolo, n.d.r.) [... ] sono plausibili in contesti colloquiali, familiari, ma sconsiglierei di adibirle nel parlato formale e nella scrittura sorvegliata. Anche perché [...] Settimana prossima è un calco dell'inglese next week, ma noi siamo italiani, non inglesi, e non abbiamo alcun motivo di rinunziare all'articolo". 
 A chi gli chiede se sia possibile arginare l'invasione degli anglismi nella nostra lingua, Alvino risponde che, mentre Francia e Canada hanno una politica linguistica che regola la possibilità d'uso di alcuni vocaboli, l'Italia ne è priva. Ma non sempre. Ricorda, infatti, il caso del termine euro, che l'Accademia della Crusca consigliò di mantenere invariabile. E così evitammo, felicemente, di dire euri a ogni piè sospinto: "Basta intervenire prima che un anglismo non indispensabile attecchisca" (p. 259). Mi sono soffermata sugli anglismi, argomento che mi sta a cuore, ma numerosi sono nel libro i quesiti su altri temi, in particolare molte sono le domande sull'uso del congiuntivo e della punteggiatura. 
Troviamo in Maledetta grammatica, manuale che potrà utilmente trovar posto sulla scrivania accanto al pc o al blocco degli appunti, il costante invito a un uso consapevole della lingua e non certo una pervicace caccia all'errore, anche se, come scrive Claudio Giovanardi nella prefazione, "il lettore non potrà non apprezzare i frequenti inserti ironici e dissacranti rivolti soprattutto a scrittori e giornalisti". Un po' di pepe sul piatto, insomma, non guasta.

Gualberto Alvino, Maledetta grammatica, Caffèorchidea 2023

sabato 26 ottobre 2024

Danzando sotto la pioggia, di Giulia Zucchini e Catherine Booth

Eugene (detto Gene) Curran Kelly nacque nel 1912 a Pittsburgh, negli Stati Uniti d’America. Avrebbe voluto giocare a baseball, ma la sua mamma lo indirizzò alla danza, che Gene accettò all’inizio di malavoglia, ma che in seguito apprezzò perché gli permetteva di avere successo con le ragazze. La danza, poi, divenne tutta la sua vita e oggi Gene è ricordato come uno dei più grandi ballerini del Novecento. Questo albo, che è stato approvato da Patricia Ward Kelly, moglie di Gene e sua biografa, commemora il mitico danzatore statunitense i cui film, a cominciare dal famosissimo Singin’ in the rain, sono stati amati da tante generazioni di spettatori. Sfogliando le pagine del libro ci troviamo immersi in uno spettacolo affascinante e in un vero e proprio inno alla danza, alle sue figure e movimenti, alla sua plasticità e alla sua leggerezza.

Giulia Zucchini e Catherine Booth, Danzando sotto la pioggia, Curci 2024

La recensione si legge per intero su Mangialibri, qui:  Danzando sotto la pioggia | Mangialibri dal 2005 mai una dieta

mercoledì 16 ottobre 2024

La lunga estate calda del commissario Charitos, di Petros Markaris

Caterina, la figlia del commissario Charitos, dopo aver conseguito con successo il dottorato in legge con una tesi sul terrorismo parte per trascorrere le vacanze a Creta con il fidanzato Fanis. La nave, con i suoi trecento passeggeri, viene dirottata da un gruppo di ignoti terroristi. Dei dirottatori non si sa nulla, nemmeno la nazionalità, perché non parlano e si mostrano sempre a viso coperto. Inoltre, le rivendicazioni tardano ad arrivare. Nessuna delle congetture formulate dalla polizia, dall'antiterrorismo e da un esperto statunitense, si rivela realistica. Kostas e la moglie Adriana, che si sentono crollare il mondo addosso, si recano immediatamente a Creta per seguire da vicino le operazioni di liberazione degli ostaggi.

Ma proprio in quei giorni ad Atene un misterioso killer, che si autodefinisce l'assassino dell'azionista di riferimento, comincia a uccidere due giovani attori protagonisti di spot pubblicitari. Il commissario deve rientrare nella capitale e iniziare un'indagine che definire complicata è poco.

Come in altri romanzi di Markaris, anche in questo il passato riaffiora e agli elementi del giallo si affiancano ricordi ed eventi reali di un passato più o meno remoto: la guerra dei Balcani e gli anni dell'occupazione tedesca, in questo caso. Quanto al presente, il ruolo della pubblicità e il mondo dell'informazione, appaiono come co-protagonisti della vicenda.

"Ho pensato che, dopo tutto, il vero controllo dei media non è nelle mani di chi ha l’1 o il 2% [di una rete televisiva, radiofonica ecc. - n.d.r.], ma in quelle delle compagnie di pubblicità. Sono loro a decidere tutto, ad avere il coltello per il manico e davanti ad un rifiuto delle loro richieste non mettono la pubblicità. I media dipendono dalle compagnie di pubblicità" affermò alcuni anni fa Markaris in un'intervista rilasciata alla rivista Stilos, confermano l'intreccio, sempre stretto e profondo, tra la realtà politica e sociale (particolarmente la corruzione e i soprusi di chi detiene il potere) e l'invenzione romanzesca.

Petros Markaris, La lunga estate calda del commissario Charitos, Bompiani 2007.
Traduzione di Andrea Di Gregorio



martedì 15 ottobre 2024

Zibaldone, di Giacomo Leopardi

Dal 1817 al 1832 Giacomo Leopardi annota nel suo “zibaldone” - una raccolta di appunti scritti giorno dopo giorno - pensieri, ricordi, riflessioni su vari e diversi temi. Dà vita, così facendo, a un’opera immensa di ben 4525 pagine manoscritte. Numerosi i temi su cui Giacomo si interroga, su cui esercita il proprio pensiero, sui quali conclude con sentenze dal sapore definitivo: religione cristiana e natura del creato, piacere e dolore, illusioni della ragione e del cuore, disperazione e amarezza, stato di natura e civiltà umana, nascita del linguaggio ed etimologia delle parole, bene e male, mito e memoria, rapporto tra antichi e moderni, la poesia e le memorie personali, note e appunti tratti da letture. Annotazioni, quelle dello Zibaldone, che sembrano occasionali e aventi carattere di provvisorietà, ma che ci offrono anche anticipazioni di temi poi sviluppati in altre opere come i Canti, le Operette morali, i Pensieri. Un esempio è dato dal ricordo, o rimembranza: “La rimembranza è essenziale e principale nel sentimento poetico, non per altro se non perché il presente, qual ch’egli sia, non può essere poetico; e il poetico, in uno o in altro modo si trova sempre consistere nel lontano, nell’indefinito, nel vago”. 

La recensione si legge per intero su Mangialibri, al link: Zibaldone | Mangialibri dal 2005 mai una dieta

venerdì 4 ottobre 2024

Canti, di Giacomo Leopardi

Sintesi e racconto in versi del pensiero e della vita di Leopardi, i Canti comprendono quarantuno componimenti poetici, Frammenti finali compresi, dal giovanile All’Italia fino all’acuta e travagliata La ginestra o fiore del deserto. I testi che aprono l’opera sono nove canzoni composte tra il 1818 e il 1823. La “canzone” era ritenuta, fin dal tredicesimo secolo, la forma lirica più nobile. Giacomo la abbraccia e la elabora con la maestria, l’originalità e l’ineguagliabile fascino che conosciamo [...]

Scrisse Benedetto Croce: “Non bisogna lasciarsi fermare dalla somma correttezza e proprietà ed eleganza con la quale la poesia del Leopardi si presenta, ma guardare in là e osservare che sotto quella irreprensibilità letteraria, se non si avverte mai vuoto nel pensare e nel sentire, nondimeno, poeticamente, si ritrova ora il forte ora il fiacco, ora il pieno e ora il lacunoso, e affermare che la poesia del Leopardi è assai più travagliata di quanto non si sospetti o di quanto non si creda. C’è in essa dell’arido, c’è della prosa, c’è del formalmente letterario, e c’è insieme poesia dolcissima e purissima e armoniosissima; e forse quell’impaccio, che precede o segue i liberi movimenti della fantasia e del ritmo, fa meglio sentire il miracolo della creazione poetica”.

La recensione si legge per intero su Mangialibri al link: Canti | Mangialibri dal 2005 mai una dieta

Giacomo Leopardi, Canti, Feltrinelli 2022


lunedì 23 settembre 2024

La pietra che ride, di Alfredo Stoppa

Come le acque di un torrente di montagna, inquiete canore e spumeggianti, scorre questo romanzo, storia non solo della pietra che ride, ma anche di altri personaggi, reali e fantastici, che animano i giorni di un paese di montagna. Narratore, duca (come Virgilio nella Commedia) e interprete di un mondo che respira tra realtà e fantasia è don Tonino, un vecchio prete che si presenta così: "Io non sono uno troppo studiato, sono nato con più cuore che cervello, ma vedo fin dentro l'anima delle persone". Attorno a lui - e qualcuno di loro soltanto attorno a se stesso - si muovono Silvano boscaiolo di carattere cupo e taciturno, l'imprenditore Marchino politico "del fare", Tocai complottista e antimeridionalista, Lauretto la cui moglie non è esempio di virtù, Allegra di nome ma triste di fatto. Vivo e vitale è poi il popolo dei mostri e delle streghe che si muovono tra il borgo, il bosco e le più antiche e sfrenate fantasie, principalmente con funzione di spauracchi. Arrivano in scena, fanno capolino, ridacchiano, sorprendono, spaventano, ma soprattutto assecondano il flusso della narrazione che segue un unico filo, quello che, di volta in volta, viene alla mente e guida i passi dell'autore, alternando le voci dell'uno o dell'altro personaggio, usando giocose rime e assonanze ma anche riflessioni e sentenze temperate da spiritosi ammiccamenti. La storia si sdipana, dicevamo, come un torrente, organismo variabile e in perenne trasformazione, scende canora, sicura e ineluttabile verso il suo finale. E la pietra? La pietra, mirabilmente introdotta dai versi di Wislawa Szymborska, "non ha porta" ma ha mente e arguzia da vendere. In più, "ha addirittura un naso e una bocca, una bocca che pare che ride" constata don Tonino scoprendo che, oltre alla bocca, quella pietra ha anche il dono della parola (perché "le parole sono pietre"), possiede un cuore e così parla di sé: "La pietra non profuma, non ammicca, tenerla in una mano costa fatica. Per tale ragione l'uomo sceglie la rosa, con i suoi petali ama fare le fusa. Non è un mistero: adora l'effimero il mondo intero". E che volete di più?


Alfredo Stoppa, La pietra che ride, siké 2024

venerdì 20 settembre 2024

Educazione all'aperto con filosofia, di Luca Mori

Questo libro, rivolto agli insegnanti e a chi lavora con i bambini, comprende trentaquattro proposte di attività outdoor, da realizzare prevalentemente nella scuola dell'infanzia e primaria, suddivise in quattro sezioni: Pensieri da esplorare, Tecniche di osservazione, Educare al paesaggio nel paesaggio, Esercizi di creatività. Ogni proposta prende avvio da una considerazione o da una domanda, a partire dalla quale impostare le ricerche da effettuare all’aperto e definire le modalità per documentarle. 

Spesso la considerazione o il quesito iniziali sono affidati alla citazione di grandi filosofi del passato, da Eraclito (La natura ama nascondersi / Nulla permane, tutto scorre) a Solone (Prendi a cuore le cose importanti / Nulla di troppo), da Marco Aurelio (Ciò che non giova all'alveare, non giova neppure all’ape) a Galileo (Il libro della natura è scritto in lingua matematica)…

Recensione integrale su Mangialibri: Educazione all’aperto con filosofia | Mangialibri dal 2005 mai una dieta

Luca Mori, Educazione all'aperto con filosofia, Erikson 2023

venerdì 13 settembre 2024

Gioia di nonna, di Corinne Averiss e Isabelle Follath

L’albo, uscito in occasione della festa dei nonni, propone ai giovanissimi lettori tra i cinque e gli otto anni il “racconto delicato e poetico del legame speciale tra una nonna e la sua nipotina”. La storia trasmette ai lettori, piccoli e grandi, un messaggio importante: il dono dell’attenzione e dell’affetto vale molto più del dono di oggetti, anche preziosi. E la gioia spesso si trova, insieme con la delicatezza e l’empatia, “nei posti più insospettabili”. Corinne Averiss, autrice inglese dalla scrittura arguta, empatica e gentile, più volte insignita di prestigiosi premi internazionali, narra qui una sorridente storia sulla relazione profonda tra una nonna e la sua nipotina. Contribuiscono a rendere avvincente la lettura (e la rilettura) di questo libro le splendide illustrazioni di Isabelle Follath: incontri di sguardi e di sentimenti nei primi piani dei volti, esplosioni di gioia e di emozioni negli scenari più ampi, all’aria aperta, invitano a indugiare sulle pagine e a entrare, a tutto tondo, dentro il libro e a immedesimarsi nelle sue protagoniste. Emozionante, divertente ed edificante, questo avvincente albo illustrato ci ricorda l’importanza che hanno le relazioni dolci e affettuose dei bambini con i loro nonni. 

Gioia di nonna, di C. Averiss e I. Follat, 24 Ore Cultura 2024

La recensione integrale si legge su Mangialibri, al link: Gioia di nonna | Mangialibri dal 2005 mai una dieta

venerdì 6 settembre 2024

Scaffale locale 13: Borgo Ticino, 13 agosto 1944

A distanza di ottant'anni si ricorda ancora la strage nazifascista compiutasi a Borgo Ticino il 13 agosto 1944. Era una tranquilla domenica d'estate, per quanto si poteva essere tranquilli in quegli anni oscuri di violenza e di guerra. Si attendeva, due giorni dopo, la festa patronale dell'Assunta quando si abbatté sul borgo la feroce rappresaglia, messa in atto dai militi nazisti e dalle camicie nere della X Mas, in seguito all'attacco partigiano a un convoglio tedesco, durante il quale furono feriti quattro militari. Nel borgo furono messi al muro dodici civili, giovani scelti a caso, alla cui fucilazione tutta la popolazione fu costretta ad assistere, vecchi e bambini compresi. In seguito il paese fu saccheggiato e messo a fuoco, nonostante i cittadini avessero versato in precedenza, per aver salva la vita e la casa, una cospicua cifra alla soldataglia nazifascista.

Durante gli otto decenni che ci separano da quell'eccidio, le amministrazioni comunali e la popolazione borgoticinesi hanno sempre ricordato e commemorato, ad ogni anniversario, anche in modo solenne, i dodici martiri del '44. In alcune ricorrenze, alle cerimonie pubbliche si sono aggiunte pubblicazioni dedicate al tragico evento di quel lontano mese di agosto. Ne diamo qui breve notizia.

1. ALBUM DELLA LIBERTÀ. Pubblicato dal Comune il 25 aprile del 1995, contiene testi di Mario Chinello, sindaco pro tempore, Diego Tessari, Beniamino Zianni, assessore alla cultura. A questi si uniscono una selezione di disegni degli scolari del paese; la cronaca della commemorazione del cinquantesimo anniversario della strage; la pièce teatrale Piazza Martiri 1944 scritta da Eleonora Bellini e rappresentata dalla Compagnia Teatro dei Passi di Guido Tonetti; il ricordo degli "altri martiri di Borgo Ticino". La presenza di questa pubblicazione, divenuta ormai molto rara perché le copie dell'album esistenti in municipio andarono distrutte durante l'amministrazione succeduta al sindaco Chinello, è attestata in sei biblioteche aderenti al Sistema Bibliotecario Nazionale.

2. BORGO TICINO. TREDICI AGOSTO è un volume edito in occasione del sessantacinquesimo anniversario dell'eccidio (2009), sempre pel Comune. È a cura di Eleonora Bellini e contiene scritti di Francesco Omodeo Zorini, Andrea Speranzoni, Fabio Valeggia. Omodeo Zorini, storico della Resistenza, era presidente dell'Istituto Storico della Resistenza di Novara in tempi fervidi di attività e di passione; Andrea Speranzoni era l'avvocato che seguì l'iter processuale per l'individuazione e la condanna dei responsabili della strage; Fabio Valeggia realizzò le interviste in video ai testimoni dell'eccidio ancora in vita. Segue una sezione antologica di diversi autori che scrissero in momenti diversi del 13 agosto: Enrico Massara, Pietro Secchia e Cino Moscatelli, Pina Ballario, Olga Piscitelli, i periodici "Il lavoratore" e "La campana di Borgo Ticino", "Il manifesto". Una ricca dosumentazione fotografica, una bibliografia, una filmografia e una sitografia concludono il libro. La presenza del libro è attestata in trentuno biblioteche del SBN; alcune copie si presumono ancora disponibili in Comune o alla Biblioteca Civica.

3. 1944-2014. Settant'anni dal 13 agosto. Il corso della giustizia e della verità. La pubblicazione uscì in occasione della sentenza al processo tenutosi presso il tribunale di Verona (17 ottobre 2012). A cura di Carolina De Nardo, contiene testi di Francesco Gallo, sindaco pro-tempore, Giovanni Orlando, Giovanni Cerutti, Maurizio Barbero, Nadia Negri Pizzini, Eleonora Bellini e una interessante documentazione fotografica. L'opuscolo risulta disponibile soltanto presso la biblioteca dell'Istituto della Resistenza di Novara.

Un'importante citazione spetta all'esile, ma rarissimo e importantissimo album "... ricorda" pubblicato nel primo anniversario della strage a cura dell'Unione Donne Italiane di Castelletto Ticino. Vi leggiamo la narrazione dei fatti seguita dalla cronaca dell'affollatissima cerimonia commemorativa del 1946 durante la quale presero la parola Piero Fornara, prefetto della Liberazione, Giuseppe Bonfantini, provveditore agli Studi, Cino Moscatelli, comandante partigiano e poi ancora Giovanni Visconti, Lino Ferrari, Giacomo Caramella. La ristampa anastatica integrale dell'opuscolo è contenuta nell'Album della Libertà di cui sopra.


In questo agosto 2024 l'amministrazione comunale, in occasione dell'ottantesimo anniversario dell'eccidio, ha pubblicato un volume contenente tutti i precedenti (ad eccezione dell'Album della libertà) accresciuti di un corposo aggiornamento, con molte fotografie e con contributi di Mario Chinello, Piero Beldì, Roberto Carminati, Antonella Micele, Roberto Leggero, Andrea Speranzoni. 


mercoledì 4 settembre 2024

Caduto. La seconda vita degli alberi, di Valentina Gottardi, Danio Miserocchi, Maciej Michno

Questo albo illustrato di divulgazione scientifica per ragazzi, ma interessante per ogni età, è molto accurato e attraente sia quanto al testo, chiaro ed efficace, che alle illustrazioni, di un realismo artistico molto espressivo che va di pari passo con le parole, unendo la cura per il dettaglio e i particolari alla correttezza scientifica, senza trascurare quella vis artistica e creativa che sempre accresce il fascino delle immagini. Il racconto del libero evolversi della natura spontanea - situazione ben diversa dal concetto di “pulito e ordinato” che l’intervento umano rende preponderante - illustra efficacemente ciò che succede quando, appunto, “lasciamo fare alla natura” e quanto questo lasciar fare abbia la capacità di stupirci e di ispirare i nostri comportamenti. Il bosco, infatti, è luogo di continue scoperte e di molteplici forme di vita, da quelle più minuscole, quasi invisibili, fino agli animali più grandi, erbivori o predatori che siano.


La recensione integrale è su Mangialibri, al link: Caduto - La seconda vita degli alberi | Mangialibri dal 2005 mai una dieta

Valentina Gottardi, Danio Miserocchi, Maciej Michno, Caduto, Cookai Books 2023