mercoledì 31 dicembre 2025

Poesie di pace e di guerra scelte da Valerio Magrelli

Poesie di pace e di guerra è un'antologia che raccoglie quaranta liriche di poeti di nazionalità diverse, scelti - tra quelli pubblicati nella "collana bianca" Einaudi - da Valerio Magrelli, che nell'introduzione scrive: 

"... la pace risiede nel suo non essere immediatamente percepibile. Perché stupirsi allora se, fra le quaranta poesie tradotte da quindici lingue e qui presentate, la grande maggioranza non la menzioni affatto? Per cantare la quiete, occorre narrarne l'assenza, evocarla per via negativa, pronunciarla attraverso il suo contrario [...] Come la nebbia di Totò a Milano, la pace, quando c'è, non la si vede".

I poeti presenti nella raccolta sono: Sá-Carneiro, Lear, Harrison, Cacciatore, Benn, Holan, Blok, Owen, Stevens, Seifert, Mutis, Loi, Borges, Giotti, Aviano, Lowell, Scève, Neruda, Larkin, Prévert, Fried, Enzensberger, Cummings, Kavafis, Sinigaglia, Khayyâm, Yeats, Xi Chuan, Kirsch, Apollinaire, Kaalø, Fortini, Sereni, Achmatova, Char, Machado, Hopkins e infine versi dall'Ecclesiaste e poesie accadiche.

Tra tutte le liriche di questo piccolo, prezioso libretto fuori commercio ho scelto di proporvi, in quest'ultimo giorno di un anno orribile, crudele con la pace e prodigo di feroci doni alle guerre, quella di Vladimír Holan, grande poeta ceco (1905-1980):

I bambini nel Natale dell'anno 1945

Vidi i bambini nel Natale dell'anno 1945.

Stavano dinanzi all'unica baracca a piazza Carlo

e stavano in fila uno dietro l'altro. Erano pallidi,

si prestavano le scarpe e soffiavano

sui polpastrelli delle dita senza unghie,

ma stavano là con pazienza - umilmente e come già grati in anticipo? -

aspettando il turno per comprarsi

zucchero filato su uno stecco, quest'aria dolce,

perché non c'era nient'altro...

E vidi un ragazzo affamato, correva con la valigetta

del panettiere per le ostie e già si allietava

che gli avrebbero dato in parrocchia tutte le briciole...

E vidi una madre, che all'alba infilzava

in un'acerba meluzza dei grossi chiodi

e la sera la faceva mangiare ai suoi piccoli,

convinta che avrebbero immesso così nel sangue almeno un po' di ferro...

Crudele mondo abbrutito, che farò con te?

Che farò, se nel frattempo sento i tuoi discorsi di ricatto su come

salvare la pace, mentre si dovrebbe militarmente intervenire?

(V. Holan, da Una notte con Amleto. Una notte con Ofelia, 1993)

I/Le poeti/e, quelli veri/e, vedono la realtà come nessun altro e possiedono le parole per dirla.

Poesie di pace e di guerra, Einaudi 2003


martedì 30 dicembre 2025

La luna non cade, di Maria Lenti

"[...] questa luna in ciel, che da nessuno cader fu vista mai se non in sogno". La luna del sogno di Alceta nell'Idillio di Leopardi dà il titolo a questa raccolta di articoli di vario argomento, scritti da Maria Lenti tra il 2007 e il 2012 per il Corriere Adriatico. "Un'occasione divertente" osserva la stessa autrice "perché diversa dalla critica letteraria e dalla poesia"; occasione di scrivere su eventi, memorie, oggetti, documenti, feste dell'una o dell'altra località delle Marche.

Nella prefazione Anna Carletti chiede a se stessa e al lettore perché leggere proprio ora scritti di carattere locale di molti anni fa e argomenta così: "La risposta è semplice: perché dentro questi frammenti di vita vive un tempo che non è morto, ma che continua a pulsare". E il tempo qui pulsa davvero, vivo e vitale. Come in "Quelle dolci memorie. Tutti in tavola" un racconto-excursus tra le prelibatezze gastronomiche marchigiane, specialmente quelle delle feste: "bontà infinita" e ricordi, aromi e profumi, attese e affetti. Non solo ricette. Queste ultime vengono soltanto sfiorate, suggerite, specie per quanto del loro valore affettivo rimane nei sensi e nella memoria. E, nel finale, un sorriso e un gioco d'infanzia la cui evocazione, dopo un felice assaggio di maccheroni (dolci tradizionali) con tanto di desiderio esaudito, si apre a una importante considerazione: "Che ci si debba impegnare, nelle cose che si desiderano, con la dolcezza dei dolci?"

Un'altra storia di impegno è "Ago e filo. Mettici un punto", "pezzo" dedicato a merletti e ricami, antiche arti di pazienza, ago e filo, precisione e creatività. Epopea di un lavoro che rasentava l'arte e che, nelle sue diverse varietà, dalle più semplici alle più complesse e preziose, disponeva alla contemplazione, alla lentezza, promettendo, alla fine, tutti i multiformi doni dell'attesa.

E poi l'Urbino di Raffaello, "declinato in mille luoghi": mani divine e magistrali pennelli, sguardi inediti e profonde scoperte, arte eccelsa e insegne di botteghe - nel senso di esercizi commerciali - contemporanee. Le elenca Maria Lenti e sembra di scorgere, tra quelle citazioni, un moto leggero d'ironia.

Non potevano mancare, infine, in questa rassegna di identità e di vita vissuta, gli aquiloni. "Aquiloni in festa. E in alto volano i sogni" è il testo che li narra e permette loro di innalzarsi sulla città e nel tempo, dipingendo le loro ali leggere in grembo al vento, nel momento, effimero ed eterno insieme, in cui "ognuno manda da una balza/ la sua cometa per il ciel turchino". Se penso a Urbino - città che non conosco per esperienza diretta - sono proprio gli aquiloni di Pascoli la prima immagine ad affacciarsi alla mia mente, con la loro forza evocativa, insieme all'ampio paesaggio, celeste bianco turchino, limpido di vento e d'innocenza. Perché, spiega l'autrice, "l'aquilone sfila, sul filo che lo porta in cielo, i desideri, i sogni del proprio pilota pensoso o di chi lo guarda e segue trepido il suo cammino. Può sconfinare. Può portarci in terreni, il suo manovratore o la sua pilota guardinghi, dove non si è mai stati". Così anch'io scopro di essere e di essere stata a Urbino e di potervi tornare grazie al racconto e alle immagini che mi regala.

Da un periodico locale e da una penna felice ci arriva dunque, proprio nei giorni delle feste quando più si è propensi alla sosta e alla memoria, questa antologia di brevi scritti capaci di aprire finestre di ricordi e di regalarci folate di aria limpida e profumata, insieme a squarci di arte e di poesia. 

M. Lenti, La luna non cade, Vivarte 2025. Ill. di Oliviero Gessaroli 

domenica 28 dicembre 2025

Sotto il cielo di Gaza, di Nandino Capovilla e Berta Tusset

In questo libro, che nasce dalle conversazioni degli autori con Andrea De Domenico, funzionario delle Nazioni Unite, il titolo di ogni capitolo inizia con la formula “Quando ti tolgono” e, pagina dopo pagina, gli autori elencano tutte le “sottrazioni” alle quali, ingiustamente e sistematicamente, sono sottoposti i Palestinesi. Ciò che ogni giorno viene rubato – con violenza – agli abitanti della striscia di Gaza e della Cisgiordania non è poco, anzi è tutto ciò che serve per vivere: la casa, la terra, la libertà di movimento, la libertà di residenza, la sicurezza alimentare, l'acqua, la tutela dei minori, la scuola, la salute. In ogni capitolo viene descritto uno di questi elementi, corredando sempre il discorso con tabelle e dati statistici, che leggiamo con indignazione e sgomento.

La casa, per fare un primo esempio: nella sola Cisgiordania dal 7 ottobre 2023 al 7 ottobre 2024 sono state demolite 1.292 strutture ad uso abitativo su 1.777 totali. Il governo israeliano in questo periodo ha non solo negato alla popolazione palestinese il diritto di costruire o ampliare le case, ma ha anche demolito abitazioni private con la scusa di dover punire individui eventualmente coinvolti in azioni violente. La Corte Internazionale dei Diritti Umani sostiene che le demolizioni effettuate dal governo israeliano violano i diritti della persona umana e sono dettate dalla volontà di discriminare e colpire l'intera popolazione palestinese. Fin dalla nakba del 1948, i Palestinesi, che vivevano legittimamente sulla terra dei loro avi e nelle loro case, furono obbligati a fuggire, mentre gli ebrei godettero di espliciti vantaggi, tra i quali la possibilità di appropriarsi delle proprietà già appartenute ai Palestinesi.

Il muro, per fare un secondo esempio. Nel 2002 le autorità israeliane iniziarono a costruire un muro, con l'obiettivo di “prevenire attacchi violenti da parte dei Palestinesi all'interno di Israele. Tra tutti gli ostacoli posti alla libertà di movimento della popolazione palestinese, dentro il proprio territorio, esso è il più imponente”. Molte famiglie videro che le loro terre erano rinchiuse al di là del muro. All'inizio, per potersi recare a coltivarle, bastava esibire un documento, ma, col passare degli anni, le restrizioni divennero sempre più dure e i tempi per avere il permesso di accesso ai propri campi sempre più lunghi. Fino al 2023, quando il periodo della raccolta delle olive coincise con l'inizio delle ostilità contro Gaza e nessun cancello fu aperto agli agricoltori della Cisgiordania.

La recensione si legge per intero sulla rivista on line UTOPIA 21. La forza di cambiare (Universauser) al link: Sotto il cielo di Gaza EB av31ott25 ff1nov25 def.pdf - Google Drive

N. Capovilla, B. Tusset, Sotto il cielo di Gaza, La Meridiana 2025


martedì 23 dicembre 2025

1961, le vacche di Fanfani, di Francesco Siciliano Mangone

Nell’aprile del 1961 il presidente del Consiglio Amintore Fanfani effettuò una visita di tre giorni in Calabria, visitando i capoluoghi e i centri più significativi di ogni provincia. Si celebrava in quell'anno il centenario dell'Unità d'Italia e la visita aveva anche l'obiettivo di verificare a che punto fosse e quali risultati avesse dato la Riforma Agraria con particolare attenzione all'Opera di Valorizzazione Sila. Per offrire un'immagine concreta e tangibile dei risultati ottenuti, un buon numero di bovini (sempre gli stessi), poi rimasti nel ricordo dell'opinione pubblica come "vacche di Fanfani", fu spostato dall'una all'altra delle località inserite nel calendario di visita di Fanfani. Un itinerario che avrebbe voluto confermare il buon esito della riforma, rimase invece nella memoria della regione e della nazione come puerile e maldestro imbroglio.

Da questo inglorioso episodio di cronaca politica prende spunto l'omonimo, complesso se pur ilare, romanzo di Francesco S. Mangone che, insieme a quella delle mucche mostrate a Fanfani, ricorda e indaga un'altra vicenda delittuosa, oscura e mai completamente risolta: la morte della nobildonna Ines Olivara, madre di Otello Olivara, imprenditore legato all'Opera di Valorizzazione Sila e anche comproprietario di un lussuoso postribolo del luogo. Personaggio di dubbia moralità, fu proprio Otello l'artefice dell'infelice inganno delle "vacche di Fanfani", che, ben lungi dal confermare il buon andamento dell'agricoltura e dell'allevamento calabresi, apri una finestra sui ritardi, le inefficienze, le colpevoli inerzie di un Ente nato per lo sviluppo. Con linguaggio ora rutilante e ironico, ora inventivo e colloquiale, lo scrittore narra gli intrecci tra le due vicende, in un contesto vivo e vivace di persone, luoghi, visioni del mondo.

Con 1961. Le vacche di Fanfani, libro che segue Schnellboot s-57 (Aljon Editore, 2009) e Jonion (Robin Edizioni, 2011) Mangone conclude una trilogia dedicata ai problemi culturali, sociali, economici e politici del nostro Paese nel suo complesso, non solo della Calabria nella quale è ambientato e non solo del Sud. Scrive Marco Gatto nella prefazione: "Dietro la vocazione di raccontare dal Meridione le vicende nazionali si cela dunque il proposito ideologico dello scrittore calabrese: straniare il punto di vista consolidato e riuscire a creare un cortocircuito dialettico tra una narrazione locale, particolare, specifica e gli eventi generali della storia nazionale". Il romanzo, uscito nel 2012, non ha perso né la sua verve, né la sua attualità.

F. S. Mangone, 1961 Le vacche di Fanfani, Robin 2012. Prefazione di M. Gatto

domenica 14 dicembre 2025

Natale su tutti i piani, di Marie-Aude Murail

Fa freddo a Parigi nel dicembre del lontano 1843. Il piccolo Hugues vive con la sorella maggiore Jeanne, che è sarta, in una gelida mansarda al numero 121 di rue Réaumur. Il bambino dopo la morte della mamma si è ammalato e pare non riesca a riprendersi; ogni giorno diventa più debole e Jeanne teme che quello che sta per arrivare sarà per lui l'ultimo Natale. Il regalo più bello, quello che Hugues desidera sopra ogni cosa, è quello di imparare a leggere. Ma Jeanne non ne è capace, sa solo tracciare alcune lettere dell'alfabeto, le une separate dalle altre. Pur avendo promesso al fratellino che presto avrebbe imparato a leggere e poi lo avrebbe insegnato anche a lui, finora non ce l'ha fatta. E il tempo stringe. Oh, se solo potesse avere un libro! 

Questo delicato racconto natalizio dal sapore vagamente dickensiano ci conduce a rivivere l'atmosfera della bohème parigina di metà Ottocento in forma adatta a lettori bambini, in ciò perfettamente coadiuvata dall'illustrazione: la neve scende danzando dinanzi alle facciate degli antichi eleganti palazzi e imbianca le strade; le ragazze del popolo si affrettano coprendosi con lo scialle; le soffitte respirano a fatica sotto scure travi di legno e tuttavia aprono piccole finestre curiose sulla città. Come nelle fiabe classiche, i protagonisti di Natale su tutti i piani sono candidi e buoni, ma le circostanze difficili della vita che conducono può indurli a sbagliare. Come salvarsi? Come ritrovare se stessi e il proprio buon cuore? Ci vuole un eroe che sblocchi la situazione e conduca la storia al lieto fine. Il fatto che poi qui la storia abbia come perno il desiderio di imparare a leggere di un bambino malato e che un libro sia l'oggetto più desiderato consola e commuove. La strada dell'amicizia con l'alfabeto e con i libri è lunga e non sempre semplice...

La recensione si legge per intero su Mangialibri, qui Natale su tutti i piani | Mangialibri dal 2005 mai una dieta

M.A. Murail, Natale su tutti i piani, Camelozampa 2016. Ill. di Boiry, trad. S. Saorin

martedì 9 dicembre 2025

Ricordo di Natale, di Truman Capote

È una mattina di fine novembre degli anni Trenta del Novecento. Nella cucina di una vecchia casa di campagna nel Sud degli Stati Uniti il camino ha appena “inaugurato il suo ruggito stagionale”. Si avverte l’inverno nell’aria e, come ogni anno in questa stagione, la cugina grande annuncia a Buddy: “È tempo di preparare il panfrutto!”. La donna ha i capelli bianchi, è piccola, vispa, molto decisa. Il bambino, che trascorre quasi tutto il suo tempo con lei, ha sette anni ed è molto più che un lontano parente: è il suo amico per la pelle. La preparazione del panfrutto, o meglio dei panfrutti che diverranno i regali di Natale per gli amici vicini e lontani, richiede molto impegno e numerosi ingredienti, tra i quali sono fondamentali le noci. La prima spedizione è dunque verso il bosco, dove la donna e il bambino raccolgono, con grande fatica, le noci rimaste a terra dopo il raccolto. E poi burro, uova, uvetta, farina, spezie e anche whisky. Tutte queste cose devono essere acquistate e i due amici per la pelle, poveri ma risparmiatori, sono riusciti a mettere da parte la cifra necessaria. 

Questo racconto di Truman Capote uscì per la prima volta nel 1956 su “Mademoiselle”, rivista di moda e di narrativa indirizzata prevalentemente alle donne, e conobbe poi numerose edizioni. La vicenda, narrata in prima persona dal più piccolo dei due protagonisti, è in gran parte autobiografica. Truman, infatti, dopo il divorzio dei genitori, fu inviato presso lontani parenti. Lì, pressoché abbandonato dal padre, il bambino vedeva molto saltuariamente la madre e il suo unico e solido punto di riferimento era l’anziana cugina Sook, ritratta con affetto profondo in questo racconto.

La recensione si legge per intero su Mangialibri, qui Ricordo di Natale | Mangialibri dal 2005 mai una dieta

Truman Capote, Ricordo di Natale, illustrazioni di Beth Peck

venerdì 5 dicembre 2025

Pagine Giovani, rivista di letteratura giovanile, ricorda Andersen

Pagine Giovani è una rivista specializzata in letteratura per ragazzi nata a Roma come espressione del Gruppo di Servizio per la Letteratura Giovanile nel 1977, solo un anno dopo LGArgomenti (la cui pubblicazione cessò nel 2017) ed è tuttora pubblicata con periodicità semestrale. Si occupa in modo approfondito di autori, temi e problemi di letteratura per bambini e ragazzi, in prospettiva storica, letteraria, pedagogica e psicologica. Avendo ottenuto nel 2021 il riconoscimento di rivista di classe A da parte dell’Anvur (Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca), ogni articolo viene pubblicato dopo essere stato sottoposto a un processo di revisione peer review in modalità "doppio cieco".

Ogni numero di Pagine Giovani ospita una ricca e aggiornata sezione di recensioni di libri per bambini e ragazzi, insieme alla segnalazione di opere di saggistica pedagogica, didattica e storica utili agli adulti che vivono e lavorano loro: genitori, educatori e animatori, insegnanti, bibliotecari. La rivista è attualmente diretta dal prof. Angelo Nobile, docente di letteratura per l’infanzia e l’adolescenza all’Università di Parma, e vanta un autorevole comitato scientifico internazionale.

Il più recente numero (188/2025) propone ai lettori un inserto monografico, dedicato a Hans Christian Andersen "principe della letteratura per l'infanzia", inserto nel quale leggiamo i seguenti i saggi:

- Andersen in Italia. Panorama critico di Bruno Berni. Il testo esamina il percorso editoriale dell’opera anderseniana nel nostro Paese, collocandola in una prospettiva europea. Si occupa della nascita e dell’evoluzione delle traduzioni italiane ponendo, tra l'altro, l’accento sulla questione dei contenuti delle fiabe, ritenuti in diversi casi inadatti al pubblico infantile, cosa che ha generato una rigida selezione dei testi o il loro adattamento;

- Il bimbo morente e il tema tabù della morte nelle fiabe di H.C. Andersen di Paulo César Ribeiro Filho. L'autore si occupa del poema Il bimbo morente (Det døende Barn) del 1827 e della fiaba La storia di una madre (Historien om en moder) del 1847, testi nei quali Andersen tematizza e conferisce contorni artistici al motivo tabù della mortalità infantile;

- Omosessualità nelle fiabe di H.C. Andersen di Milan Mašát. L'autore si chiede se e come l'omosessualità sia rappresentata nelle fiabe di Andersen. In particolare, vuole rispondere alle domande: 1) Esistono motivi omosessuali nei personaggi delle fiabe di Andersen?; 2) Quali simboli legati all'omosessualità sono contenuti nelle sue fiabe?

Altri temi approfonditi in questo numero della rivista sono: il rispetto della verità storica nella letteratura per ragazzi - infomazione, consapevolezza, valori, impegno - (Angelo Nobile); il vampirismo in Harry Potter (Ivano Sassanelli); la mafia nella letteratura giovanile oggi (Melania Federico).

Al link che segue trovate storia e notizie della rivista: Pagine Giovani – Rivista semestrale di Letteratura Giovanile