sabato 11 aprile 2026

Gli anni di mezzo, di Rudyard Kipling

Quarantacinque Poesie e trentuno Epitaffi di guerra, di rara efficacia: “Quest’uomo, nella sua terra pregava dèi che non conosciamo./ Preghiamo Loro che lo ricompensino per il suo coraggio nella nostra”, due lunghi versi per rendere omaggio a uno dei tanti, dimenticati, soldati indiani che diedero la vita per la Gran Bretagna nella Prima guerra mondiale. 

Oppure: “Alla prima ora del mio primo giorno/ nella trincea del fronte caddi”, omaggio a un giovane, inesperto soldato. O ancora: “Se qualcuno chiede perché siamo morti, / dite loro, perché i nostri padri mentirono”. 

E infine: “Lui dal nord battuto dal vento con nave e compagni discese, / Cercando uova di morte seminate da scafi invisibili./ Molte ne trovò e le trasse fuori. All’improvviso la pesca finì/ nel fuoco e in un fiato furente, non nuovo agli occhi rapaci dei gabbiani”. Epitaffi fuori da ogni epica imperiale che invece alimenta altre, bellicose, poesie di Kipling.  

The Years Between, raccolta del 1919, ora per la prima volta tradotta in italiano, comprende quarantacinque poesie che potremmo definire epiche e civili e trentuno epitaffi, certamente la parte più moderna della silloge e la più vicina alla sensibilità contemporanea. 

Figlio dell’Inghilterra vittoriana ed edoardiana (nella raccolta si legge una poesia dedicata a Edoardo VII, che “con semplicità, come un servo che serve, egli servì e morì./ Tutto ciò che i Re bramano era suo, e lui lo lasciò per noi”), Kipling fu un uomo del suo tempo, un vate dai versi lunghi e solenni al quale non furono ignoti lo spirito imperiale di conquista, un forte accento identitario (pronto a sconfinare nell’avversione pura e semplice contro gli Irlandesi cattolici), la retorica della guerra, l’idea della missione civilizzatrice dei popoli “primitivi” da parte dell’Impero britannico. Fino a quando nel 1915, nella battaglia di Loos, morì il suo unico figlio. Il dolore per questa perdita, mai placatosi, asciugò i suoi versi e fece volgere il suo sguardo alle vicende di un’umanità semplice, più affine alla fatica e alla sofferenza che alla gloria e ai fasti patriottici. 

La recensione completa è su Mangialibri: Gli anni di mezzo | Mangialibri dal 2005 mai una dieta

Rudyard Kipling, Gli anni di mezzo, Oligo 2026


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