Carlo, ultimo dei sette figli di Luigi VIII e Bianca di Castiglia, nasce alla fine del mese di marzo del 1226 a Parigi, probabilmente nel palazzo del Louvre che suo nonno Filippo Augusto aveva da poco restaurato. Viene battezzato con il nome di Stefano, per ricordare un fratellino vissuto solo pochi mesi, però, in seguito, il suo nome viene cambiato in Carlo, di ispirazione Carolingia e non comune tra i nati della sua dinastia, la capetingia. Il bambino non conoscerà mai suo padre, che perde la vita pochi mesi dopo la sua nascita durante una spedizione militare contro i catari del Languedoc, fortemente sostenuta dalla Chiesa. Carlo, come tutti i figli cadetti, è inizialmente destinato alla carriera ecclesiastica. Ma, in seguito alla morte prematura dei fratelli Giovanni e Dagoberto, il suo destino cambia [...]
Il saggio esce in occasione dei 2.500 anni dalla fondazione della città di Napoli, l’antica Neapolis, con l’intento di celebrare, attraverso la figura di Carlo, un periodo importante della storia della città che rivestì a lungo il ruolo di grande capitale mediterranea. Dal 1266 della battaglia di Benevento fino al 1861, anno dell’Unità d'Italia, Napoli fu, infatti, l’indiscussa capitale del Sud dell’Italia. L’azione e la personalità di Carlo I d’Angiò segnarono l’inizio di questo lungo periodo tra storia e mito nonché tra ideale cavalleresco e scaltrezza dell’azione politica. Molto ammirato fu Carlo, ai tempi suoi, ma non da tutti. Dante, ad esempio, lo include, nel Purgatorio, fra i principi negligenti e, per bocca di Ugo Capeto, lo accusa di aver giustiziato ingiustamente Corradino di Svevia dopo la conquista del regno di Napoli e addirittura di avere avvelenato Tommaso d’Aquino.
La recensione si legge per intero su Mangialibri, al link: Carlo I d’Angiò - Il sogno di un impero mediterraneo | Mangialibri dal 2005 mai una dieta
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