venerdì 8 ottobre 2021

Le parole e la notte, di Francesco Biamonti

L'entroterra ligure più occidentale, tra Ventimiglia e il confine francese, vive in questo romanzo di Biamonti. Non si tratta, infatti, di un territorio-sfondo posto a corredo della vicenda romanzesca, ma di un ambiente fondamentale, vivo, che respira con gli ulivi, volteggia con le nuvole, soffre con i sentieri scoscesi percossi dai passi dei viandanti, abitanti del posto, turisti, migranti che siano: sul confine si mescolano vite e memorie, così che la frontiera può diventare legame, invece che cesura. In questo paesaggio, in questo ambiente o, meglio, con questo paesaggio, con questa natura silente ed eloquente insieme gli esseri umani agiscono, si muovono, dialogano oppure condividono notti e silenzi, desideri e paure. Da Leonardo, il principale protagonista, riservato e solitario abitante di una vecchia casa tra gli ulivi, ad Alain, anziano professore francese, alla sua giovane moglie Veronique, enigmatica e sensuale. La trama non è un susseguirsi di eventi pressanti, ma piuttosto un percorso nel quotidiano, un quotidiano unico, fatto di abitudini antiche, di dialoghi semplici, di sentimenti profondi e tuttavia nascosti in un guscio di delicato riserbo, quasi di contemplazione e di reverenza nei confronti del passato, vita semplice dei paesani o evento storico che sia. La storia emerge con Corbières, ufficiale francese tornato nel paese conquistato nel '45, paese che ricorda come in un sogno di rose e di fiori, di profumi intensi alti sull'irrequieto mare lontano: fascino dei luoghi, folgore di speranza della giovinezza antica. Ma è storia anche il doloroso passaggio notturno dei migranti, curdi o africani, che vanno, in cerca di futuro ed esposti a violenze e pericoli, verso la Francia - quella Francia che è miraggio e simbolo di libertà, eguaglianza, fratellanza -. La trama del romanzo è dunque l'esistenza tutta con i suoi multiformi e variegati volti, dipinti con saggio lirismo, perché anche “un fiore di mandorlo ha dentro del nero, per questo fiorisce con pudore”.

Francesco Biamonti, Le parole e la notte, Einaudi 1998


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