domenica 14 giugno 2026

I figli di Wanda e altri racconti, di Vincenzo Pardini

I figli di Wanda è il primo dei sette racconti raccolti in questo libro, un racconto lungo, che somiglia a un romanzo breve. A esso ne fanno seguito altri sei: Il contagio del lupo il cui protagonista è l’asino Platone; Tacca di mira, storia di Alvino Tarasconi e di vendetta; Piazza Arieti, una piattaforma di pietra dura e ampia tra bosco e rupi; L’agguato, che narra di un altro pensionato, Giacinto Turbati, appassionato di caccia al cinghiale; La ghiandaia di Enzo che ricorda Enzo Siciliano, amico di Pardini e amico degli animali; Una barca di anatre, storia di una barca piena di anatre che vaga sul lago, inafferrabile e inavvicinabile come un fantasma, come il mistero. Si tratta di racconti “da anni sparsi su varie riviste e testate giornalistiche. E quindi introvabili. Li offro ora ai nuovi lettori dopo averli a mia volta riletti e rivisti con la stessa immutata passione con la quale li scrissi diversi anni fa”, scrive Pardini. 

Questi testi offrono a chi legge panorami e atmosfere di una Toscana incontaminata e ancora selvaggia, caratterizzata da boschi, valli e dirupi, popolata da animali selvatici, che, liberi e guardinghi, dialogano tuttavia con gli esseri umani, anch’essi un po’ selvatici, che abitano quei luoghi solitari. Abitanti spesso schivi e rudi, ma provvisti del coraggio e delle virtù che regolano i giorni e le stagioni di chi vive a contatto con la natura. I racconti evidenziano infatti il fascino, ma anche la complessità del rapporto quotidiano tra esseri umani e natura, in particolare tra esseri umani e animali: il dialogo e la solidarietà, la diffidenza - con quell’annusarsi reciproco che può preludere sia all’attrazione che all’attacco -, la curiosità e la comunicazione che viaggiano tra gesti, sguardi e talvolta versi, suoni, mugugni. 

Antonio Gnoli ha acutamente osservato in un articolo apparso su “la Repubblica”: “Gli animali per Pardini esprimono una sacralità spaventosa ed al contempo affascinante, l’ambientazione boschiva rimanda ai luoghi di vita dell’autore, sottolineando la sua profonda conoscenza delle tradizioni locali e del territorio fisico”.

Vincenzo Pardini, I figli di Wanda, Oligo 2026

La recensione si legge per intero su Mangialibri: I figli di Wanda e altri racconti | Mangialibri dal 2005 mai una dieta

domenica 7 giugno 2026

Nella polvere e negli sputi, di Antonio Cederna

Nella polvere e negli sputi. Crescere nell'Italia del boom e altri scritti sulle città dei ragazzi è un libro che raccoglie articoli di urbanistica e sociologia tutti attorno a un tema profondamente umano, quello del rapporto tra l'infanzia e lo spazio urbano. Vi sono raccolti trentuno articoli scritti fra il 1955 e il 1972 e pubblicati su settimanali, quotidiani e riviste specializzate. Scrive nell'introduzione Giulio Cederna, figlio dell'autore: "Gli articoli sono stati disposti in ordine cronologico per permettere di apprezzare il graduale emergere di una nuova attenzione nei confronti dell'infanzia, e il significato che riveste nella battaglia per l'edificazione di città più vivibili".

In Italia l'edificazione che segue alla ricostruzione post bellica e all'intensa urbanizzazione negli anni del miracolo economico genera città che negano ai bambini spazi adeguati per il gioco e, di conseguenza, per una crescita sana e serena. Nelle periferie i bambini giocano dove capita, tra calcinacci, fango, terreni abbandonati o marciapiedi, "nella polvere e negli sputi" appunto. L'edilizia è finalizzata al profitto e la mobilità, pian piano, giunge a privilegiare l'automobile, in modo tale che la città diviene un luogo inadatto, quando non pericoloso, per i bambini.

Cederna racconta e descrive le borgate romane e le periferie milanesi, che non danno spazio ai bambini e ai ragazzi, spingendoli spesso all'emarginazione sociale. Il tema della povertà educativa si connette strettamente, nei suoi articoli, alla mancanza di spazi verdi liberi, ben strutturati e accoglienti, adatti a una crescita armoniosa e serena. Leggendo questi testi comprendiamo come problemi che sembrano nati solo in anni recenti affondino in realtà le loro radici in scelte inadeguate, prive di lungimiranza e di una visione a lungo termine, fatte settant'anni fa.

La recensione si legge per intero su UTOPIA21, rivista on line, al link: Recensione Cederna formattata def.pdf - Google Drive


A. Cederna, Nella polvere e negli sputi, Donzelli 2026.
Prefazione L. Cantatore e Postfazione E. Zanchini

martedì 2 giugno 2026

Le montagne dei giganti, di Max Bolliger e Štěpán Zavřel

Questo albo fu pubblicato per la prima volta in lingua tedesca da Bohem nel 1985 a Zurigo. La sua prima edizione italiana risale al 1996 e vide la luce presso le Edizioni Arka. Ora esce di nuovo per Bohem e sembra scritto ieri. L’autore del testo, Max Bolliger (1929-2013), è stato uno dei più noti scrittori svizzeri per l’infanzia. Dopo essersi dedicato per molti anni all’insegnamento nelle scuole elementari, dove incontrò bambini con problemi di apprendimento e di inclusione sociale, per meglio contribuire alla loro istruzione ed educazione si specializzò in pedagogia e psicopedagogia, studi in seguito ai quali divenne anche docente nelle scuole speciali. Le sue opere letterarie sono rivolte a bambini e adolescenti e indimenticabili sono quelle nate dalla collaborazione con Štěpán Zavřel (1932-1999). Nato a Praga, Štěpán si rivela fin da ragazzo molto dotato per il disegno, lavora per un po’ come illustratore di cartoni animati, ma nel 1958, quando gli viene negata la possibilità di iscriversi all’università, abbandona il suo Paese. Dopo un difficile viaggio attraverso la Jugoslavia (e un periodo lì trascorso in prigione) e poi in un campo profughi di Trieste, arriva a Roma dove si rifugia nel Pontificio Collegio Nepomuceno e si iscrive all’Accademia di Belle Arti. Da quel momento, la sua carriera è brillante e riconosciuta. Questo Le montagne dei giganti è una storia magistralmente scritta e illustrata che racconta la prepotenza e la paura, le divisioni e i pregiudizi, la violenza dei muri e dell’esclusione, la privazione della solidarietà e dell’allegria.

M. Bollinger e S. Zavřel, Le montagne dei giganti, Bohem Press Italia 2026

La storia è di grande attualità e può coinvolgere e affascinare sia i bambini che gli adulti. La recensione completa si legge su Mangialibri al link Le montagne dei giganti | Mangialibri dal 2005 mai una dieta

lunedì 1 giugno 2026

Scaffale locale 21: Borgomanero 1946-1948

Il quaderno di 142 pagine, uscito nel 2007, prende spunto dal sessantesimo anniversario del voto alle donne per proporre alcuni temi e ricordi di vita pubblica e privata di un grosso paese del Nord Ovest piemontese, dopo la fine della seconda guerra mondiale. Anni di grandi speranze, di fiducia nella pace, di desiderio di sicurezza economica. Il libro è suddiviso in quattro parti: 1. Speranze di anni difficili; 2. Le donne al voto e non solo; 3. I luoghi della memoria; 4. Scritti riproposti. Al link LE LETTURE DI DON CHISCIOTTE: Scaffale locale 3A: Quaderni borgomaneresi 2005-2007 si trova, in questo stesso blog, una brevissima sintesi degli argomenti.

Qui riferiremo in breve il contenuto degli articoli relativi alle donne al voto, fatto di cui ora si parla ovunque e moltissimo, allora, vent'anni fa, ricordato da pochi. La breve sezione che si occupa di questo tema comprende tre brevi articoli dedicati alla partecipazione femminile alla vita pubblica nel borgo. Il primo, di Anna Maria Pastore, dopo un sintetico excursus sulla condizione femminile in Italia dall'Unità alla Liberazione, presenta i risultati delle interviste ad alcune protagoniste di quegli anni, tutte recatesi a votare per senso del dovere, ma "senza enfasi" essendo coinvolte principalmente nei problemi del vivere quotidiano e nella possibilità di poter, finalmente, costruire il proprio futuro. Segue poi, della stessa autrice, una nota sull'andamento del primo voto delle donne in tutta la penisola, con riferimenti alle madri Costituenti, un esempio forte per ogni elettrice: "poter votare fu allora come riprendere a vivere, come riconoscersi, come desiderio di ricostruirsi". 

Nel suo contributo, la maestra Carla Zanetta ricorda "l'occasione storica per il fatto che, per la prima volta, poterono votare anche le donne", che già avevano partecipato alle elezioni amministrative, grazie a un'attiva mobilitazione. Riporta inoltre i dati delle elettrici di Borgomanero suddivisi rione per rione: una colonna riporta il numero delle aventi diritto, l'altra il numero di quelle che effettivamente si recarono al voto. L'affluenza alle urne testimonia il grande senso del dovere e la sicura speranza delle donne: 4892 erano le aventi diritto, 4417 andarono a votare. Ci fosse ai nostri giorni questo entusiasmo!

Il libro contiene anche una essenziale documentazione iconografica, grazie alla quale chi allora non c'era può immergersi almeno un poco nell'atmosfera di un anno importante per l'Italia.