mercoledì 18 marzo 2026

Garanzie e limiti del potere giudiziario. Relazioni e interventi all'Assemblea costituente, di Piero Calamandrei

La discussione attuale sulla giustizia, scaturita dalla convocazione referendaria del 22 e 23 marzo, quando onesta e pertinente si concentra sul potere giudiziario, sulla sua legittimazione, le sue garanzie, i suoi limiti. L'attuale posizione giuridica in cui si colloca la Magistratura è stata delineata nella Costituzione grazie alle proposte e agli interventi di Piero Calamandrei, durante la sua partecipazione all’Assemblea Costituente.

Calamandrei pensa a una Magistratura che «costituisce un ordine autonomo» e «provvede da sé, e senza alcuna ingerenza del potere esecutivo, al proprio governo», vigilata e tutelata da un Consiglio superiore: Magistratura indipendente e unitaria. Accanto ad essa, la Corte Costituzionale controlla la conformità delle leggi al testo costituzionale.

Segue qui lo stralcio di un discorso del grande giurista, letterato e uomo politico proprio all'Assemblea Costituente. Nelle sedute successive sarebbe nato, sulla base della sua proposta, il testo sino ad oggi vigente.

«[...] Si è parlato, in questi giorni, da vari oratori, del pericolo che la magistratura diventi un "quarto potere"; si è parlato del pericolo che la magistratura diventi una casta chiusa, uno Stato nello Stato, una specie di cittadella inespugnabile, sottratta ad ogni controllo della sovranità popolare.

Ebbene, onorevoli colleghi, io credo che queste preoccupazioni siano smentite dalla struttura stessa che noi abbiamo dato a questo progetto. Noi abbiamo voluto che la magistratura fosse indipendente, ma non abbiamo voluto che fosse separata dalla nazione. L'indipendenza che noi rivendichiamo per i magistrati non è un privilegio dei magistrati: è una garanzia dei cittadini.

Perché il cittadino sia libero, occorre che il giudice sia indipendente.

Ma v'è un punto su cui la discussione è stata più viva: quello del Pubblico Ministero. Si è detto da alcuni: "Sia pure l'indipendenza per il giudice che giudica; ma il Pubblico Ministero, che è il promotore della giustizia, che è l'organo che deve dare l'impulso al processo, deve essere in qualche modo collegato al Potere esecutivo".

Noi abbiamo risposto di no. Abbiamo risposto che anche il Pubblico Ministero deve essere un magistrato; che anche il Pubblico Ministero deve avere le stesse garanzie di indipendenza del giudice. Perché se voi lasciate il Pubblico Ministero sotto la dipendenza del Governo, voi venite a mettere la giustizia penale sotto la dipendenza della politica.

Se il Pubblico Ministero deve attendere un cenno del Ministro per sapere se deve o non deve iniziare un processo penale contro un uomo politico, se deve o non deve insistere nell'accusa, in quel momento la giustizia penale è finita, e la libertà del cittadino è perduta.

Il Pubblico Ministero, nell'ordinamento che noi abbiamo tracciato, non è l'avvocato dell'accusa: è un magistrato, il quale ha l'obbligo di cercare la verità, anche se la verità giova all'imputato. Egli appartiene all'ordine giudiziario; egli respira la stessa aria di imparzialità che respira il giudice. Questa è l'unità della magistratura che noi abbiamo voluto difendere: l'unità che deriva da una comune cultura, da un comune concorso, da una comune coscienza di magistrato che non deve servire nessun altro padrone se non la legge.»

(Atti dell'Assemblea Costituente, Discussioni, vol. IX, seduta di giovedì 27 novembre 1947, pp. 2480 e seguenti)

Raccolta degli scritti di Calamandrei sul tema della giustizia nel volume ...


P. Calamandrei, Garanzie e limiti del potere giudiziario, Marietti1820, 2016

domenica 15 marzo 2026

Non aprire questo libro. Puzza, di Andy Lee e Heat McKenzie

Un libro illustrato da cui escono tanti odori (da immaginare) e si verificano situazioni esilaranti (spesso anche imbarazzanti). Ad ogni giro di pagina escono infatti dall’albo odori molto sgradevoli. Il primo è quello, acidulo e allappante, del latte andato a male; per farlo sparire basterà girare di nuovo la pagina, “ma solo per tornare indietro”! Nessun appassionato di libri che si rispetti, però, ubbidirebbe a un ordine tanto astruso. 

L’albo fa parte della serie “Non aprire questo libro” creata da Andy Lee, attore comico e scrittore australiano, che ne scrisse la prima storia per festeggiare il compleanno del suo nipotino George. La pubblicazione poi conobbe un grande successo e al titolo d’esordio se ne aggiunsero molti altri. Ora in Italia comprende dieci libri, pubblicati tra il 2018 e il 2026 e illustrati da Heat McKenzie, illustratore e graphic designer di grande successo. Anche questo più recente albo, come tutti quelli che lo hanno preceduto, si dimostra capace di far ridere i bambini (ma anche gli adulti) per l’assurdità delle situazioni e anche grazie alle possibilità di interazione tra i lettori e il libro: si deve obbedire alla voce narrante del bizzarro Wizz e smettere di girare le pagine, oppure seguire la propria curiosità? La risposta è ovvia...

Andy Lee, Non aprire questo libro, Gribaudo 2026, trad. Elisa Fratton

Recensione completa su Mangialibri al link Non aprire questo libro... puzza | Mangialibri dal 2005 mai una dieta

sabato 7 marzo 2026

Cappuccetto Rosso: 55 esercizi di stile, di David Conati

Chi non conosce la storia di Cappuccetto Rosso? Nessuno? Credo sia proprio così. Ma in quanti modi si può raccontare quel mitico pomeriggio in cui una bambina si avventurò nel bosco per andare a trovare la nonna malata e le capitò quel che le capitò? In cinquantacinque modi diversi si può narrare quell'avventura, risponde David Conati con questo libro, in seconda edizione riveduta e ampliata, come si diceva una volta.

E aggiunge nella prefazione Beniamino Sidoti "... una storia non coincide con la sua trama. Come sanno i lettori, una storia è fatta di ciò che accade nella testa del lettore. Una storia è un insieme di cose: è un tono di voce, è un punto di vista, è uno sguardo sul mondo... in cui, certo, accadono quelle cose lì, quelle della trama. Ma la trama non coincide con la storia: è come se ne fosse piuttosto una matrice generante, una possibilità densa di conseguenze".

Leggere e scrivere, avverte Conati, è, di per sé, una magia. Tuttavia, per potenziare le magie del narrare vi sono parole magiche importantissime e fondamentali e anche frasi magiche. La frase magica per eccellenza è "C'era una volta", incipit da sempre di ogni favola che si rispetti.

Naturalmente anche inventare una storia nuova è una magia. E questo tipo di magia si avvale di diversi elementi, semplici ma importanti, che vanno dall'uso del dizionario all'utilizzo di un mazzo di carte composto dalle lettere dell'alfabeto. Inventare storie nuove e inedite non è la sola possibilità per esercitare la propria creatività. Anche una storia nota a tutti come quella di Cappuccetto Rosso può essere riscoperta e raccontata in tanti modi diversi, soprattutto quando non si è più piccini piccini e l'amore per la ripetizione lascia spazio a quello per l'invenzione. Fiaba, favola, riassunto, lettera, diario, articolo di cronaca, menabò per un incontro televisivo, telefonata, intervista, filastrocca, copione teatrale e tanti altri sono gli "esercizi" con cui allenarsi nel raccontare.

Gli esercizi di stile, qui proposti (e ci sono anche delle pagine attive che bambine e bambini possono far proprie) possono ovviamente essere applicati a qualsiasi storia, classica o contemporanea che sia, sulle orme di Queneau e di Rodari e con una verve inesausta che ricorda quella di Roberto Denti.

Il libro fa parte della collana Ludens, che è diretta da Beniamino Sidoti e offre una serie di testi operativi per una didattica ludica ed efficace.

David Conati vive in provincia di Verona. È autore, compositore, traduttore e narratore nonché produttore teatrale e cantautore avendo conseguito sia un master in drammaturgia al Piccolo Teatro di Milano che un diploma come autore di testi per canzoni al CET (Centro Europeo di Toscolano) di Mogol. Ha scritto oltre un centinaio di libri tra romanzi, guide didattiche, testi per la scuola, guide di viaggi, progetti didattici di teatro e musica, canzoni. Conduce laboratori e percorsi di formazione per insegnanti e studenti.

David Conati, Cappuccetto Rosso: 55 esercizi di stile, Carocci Editore 2026


giovedì 5 marzo 2026

Stella Rossa, di Claudio Bolognini


Le vicende del romanzo, che unisce fatti storici rigorosamente narrati a personaggi di fantasia, ma ben integrati nella narrazione e capaci di suscitare interesse ed emozioni autentiche, sono ambientate nell’Appennino tosco-emiliano, tra i comuni di Marzabotto, Monzuno e i territori limitrofi. 
La brigata partigiana Stella Rossa, comandata da Lupo, il cui vero nome era Mario Musolesi, e dal Vecchio si rivela a lungo capace di tener testa ai nazisti e ai fascisti, delatori e loro sodali in armi, almeno fino al tragico 29 settembre 1944, quando inizia la terribile strage che vede spegnersi le vite di 700 persone tra le quali 217 bambini, 132 anziani e 392 donne. 
È la strage di Marzabotto, uno dei crimini più efferati perpetrati contro la popolazione civile durante la seconda guerra mondiale. In questo scenario crudele e violento oltre l’immaginabile, come in ogni romanzo che si rispetti nasce comunque l’amore, spiraglio di speranza per il futuro. Protagonisti ne sono i giovani Paolo ed Elena. Tragedia nella tragedia, Elena verrà stuprata dai nazisti, assetati di quella nemesi perversa che spesso in guerra, e non solo, si accanisce sul corpo delle donne trasformandolo in oggetto di possesso, strumento di vendetta, capro espiatorio dell’odio: “Elena restò a terra nel casotto, immobile, il vestito strappato e gli occhi sbarrati nel vuoto. Non poteva muovere le gambe, non riusciva nemmeno a pensare di muoverle. Non pensava a nulla. Attorno a lei solo silenzio”. Nel “romanzo partigiano” edito da Red Star Press convivono molti elementi che ne rendono raccomandabile la lettura: l’omaggio a una stagione tragica ma anche gloriosa della storia italiana, la memoria e il coraggio di un’intrepida brigata combattente, il ricordo indelebile e commosso delle vittime innocenti, l’efficacia della narrazione, mai ridondante né enfatica o retorica.

C. Bolognini, Stella rossa, Red Star Press 2023

Recensione completa su Mangialibri 
Stella Rossa | Mangialibri dal 2005 mai una dieta

Facciamo presente. Istruzioni d'artista per cambiare il futuro, di Francesco Spampinato e Irene Rinaldi

Francesco Spampinato, ordinario di storia dell’arte contemporanea all'Università di Bologna, e Irene Rinaldi hanno collaborato nella creazione di questo libro che reca l'emblematico sottotitolo "Istruzioni d'artista per cambiare il futuro" ed è realizzato grazie al contributo del Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna. L'obiettivo della pubblicazione è quello di avvicinare bambini e ragazzi di ogni età al tema della sostenibilità ambientale attraverso la presentazione di diverse pratiche artistiche contemporanee, che spaziano dalle arti visive al cinema, dal teatro alla musica, in una stimolante ed esemplare varietà di forme di espressione.

Il presupposto fondamentale del libro viene così chiaramente esposto: "L’arte non è solo quella che si vede nei musei. L’arte è un modo di pensare il mondo e per questo può prendere forma dappertutto: in strade, piazze, parchi, prati, boschi o su una spiaggia. Per fare arte non è necessario essere artisti o, meglio, chiunque può dare luogo a gesti o ad azioni d’arte".

Attraverso il dialogo, il gioco, le proposte di partecipazione attiva, il libro illustra un potere unico, fondamentale e originale, insito nell'arte: quello di cambiare il mondo valorizzandone creature e natura nella loro compiutezza e bellezza. I giovani e giovanissimi lettori sono invitati a scoprire come agire nel presente per salvaguardare l'ambiente e come porre, attraverso la pratica artistica, i presupposti per un futuro migliore. L'arte, infatti, può costituire uno strumento di coesione e di cambiamento sociale in positivo: nel libro chi legge troverà "indicazioni semplici e dirette che, attraverso parole, immagini e personaggi, mirano a trasformare la quotidianità. Pagina dopo pagina scoprirete che per cambiare il futuro bisogna agire nel presente – adesso! – e che l’arte, ancora meglio se in gruppo, può essere uno straordinario veicolo di innovazione sociale". Le illustrazioni spontanee e immediate di Irene Rinaldi, dalle linee nette e dai colori decisi, contribuiscono alla squillante giocosità dell'opera, perché, come ricordava Munari, "anche il gioco è una cosa seria".

E, infine, attenzione al titolo! Che non è "Facciamo arte" ma, con felice binomio, "Facciamo presente". Perché l'arte è qui, viva, tra noi, ogni giorno (e anche un po' ogni notte). Lasciamole spazio.

Con piacere pubblico anche qui la mia recensione, già apparsa su PAGINE GIOVANI n. 188 - 2005


Spampinato/Rinaldi, Facciamo presente, Topipittori 2025

domenica 1 marzo 2026

La zuppa della mamma, di K.T. HaoLi e Ping Pan

L’affetto profondo spesso non ha bisogno di parole e si manifesta nei gesti quotidiani, anche i più semplici, come la preparazione dei pasti. 

In questo albo emozionante e perfetto, sentimentale e profondo, una mamma e una figlia si incontrano e condividono non solo l’una o l’altra delle zuppe tradizionali, ma anche e soprattutto “desideri, speranza e amore”. 

Il Barbagianni Editore, nato nel 2012 a Roma, propone libri adatti a essere condivisi fra adulti e bambini e soprattutto a destare la meraviglia nelle piccole lettrici e nei piccoli lettori, come nel caso di questo albo, di grande formato, che rivela in ogni pagina l’attenzione, la competenza e l’eleganza con le quali è stato realizzato. In perfetta coerenza con queste caratteristiche, l’autore, Hao, ha dichiarato che il suo lavoro si ispira alla convinzione che “leggere sia il gioco migliore e gli albi illustrati siano i giocattoli migliori”. 

In questo libro, dedicato agli affetti domestici, ai legami tra le diverse generazioni - mamme nonne nipoti - e alle tradizioni da tramandare con amore, Hao racconta con suggestiva efficacia il calore della casa, in particolare della cucina, e la dedizione delle donne di ogni età che a quest’ultima si dedicano. Le illustrazioni di Li-Ping Pan sono raffinate e armoniose, ricche di dettagli di oggetti utili alla vita tra le mura domestiche, e molto efficaci nell’esprimere l’intesa e i sentimenti reciproci delle protagoniste.


Recensione completa su Mangialibri: La zuppa della mamma | Mangialibri dal 2005 mai una dieta